Anno di consolidamento per la spesa Ict in vista del rilancio

L’indagine esclusiva che Linea Edp propone per il quinto anno, e realizzata in collaborazione con Sirmi, evidenzia un’evoluzione del sistema informativo da puro supporto operativo a strumento di vantaggio competitivo. Il processo sarà lento e poggerà sempre più sull’uso delle reti Ip.

 


Sirmi e Linea Edp hanno realizzato una ricerca finalizzata ad analizzare le previsioni di spesa It delle aziende utenti italiane, con focus particolare su alcuni aspetti quali: il ruolo del sistema informativo all’interno delle aziende, le aree aziendali gestite con l’It e l’impatto dell’evoluzione tecnologica sullo svolgimento delle attività. A un campione formato da 278 aziende italiane di tutti i settori (finanza, industria, commercio e servizi) con più di 50 dipendenti è stato sottoposto telefonicamente un questionario precodificato atto alla raccolta dei dati di interesse. Ne è emerso un quadro ricco di spunti per interpretare le propensioni di spesa per il 2003.


Per la maggioranza delle aziende intervistate (47,1%) il sistema informativo ottempera attualmente al ruolo di supporto operativo alle attività aziendali, segue il 20,1% che lo considera un supporto alle decisioni strategiche e, percentuali molto inferiori, che lo giudicano invece uno strumento rispettivamente finalizzato all’efficienza dei dipendenti (9%), alla generazione di vantaggi competitivi (8,3%) e all’apertura verso l’esterno (7,9%).


Il contesto non risulta tuttavia statico, in quanto circa un terzo delle aziende ha dichiarato che in futuro il sistema informativo assolverà a nuovi ruoli, il rimanente indica invece che non vi saranno modifiche sostanziali, oppure non fornisce una risposta in proposito. Se si mettono a confronto il ruolo attuale e quello futuro del sistema informativo, si notano evoluzioni interessanti: meno aziende indicano come nuovo ruolo del sistema informativo l’automazione di attività ripetitive e il supporto operativo delle attività aziendali. In futuro esso risulterà invece più spesso strumento di vantaggio competitivo, di business e di apertura verso l’esterno. Tra le aree aziendali è l’amministrazione ad essere automatizzata più di frequente, quella meno è invece la produzione. È necessario, tuttavia, tenere conto della specificità delle diverse attività svolte dalle aziende dei settori presi in considerazione. Per quanto riguarda le applicazioni, indipendentemente dall’area di attività, si riscontra un utilizzo prevalente di pacchetti specifici standard o personalizzati ma, considerando le previsioni, una leggera tendenza a utilizzare più di frequente le soluzioni integrate oltre che ad automatizzare in modo poco più frequente, tutte le aree aziendali.


L’introduzione di nuove applicazioni e dei device mobili, lo sviluppo di reti basate sul protocollo Ip e della propria presenza su Internet e, infine, l’aumento della complessità delle soluzioni, sembrano impattare poco significativamente la domanda di servizi da parte delle imprese, sia esterni sia alla funzione sistemi informativi interna: i voti medi associati sono infatti sempre inferiori a 6. Il livello qualitativo di diffusione della tecnologia nelle aziende rappresenta il principale motivo a cui va ricondotta l’apparente scarsa necessità di ricorrere a servizi esterni: le tecnologie non hanno infatti raggiunto una diffusione presso gli utenti, tale da comportare la necessità di soluzioni con caratteristiche di "domanda complessa" e quindi maggiore ricorso all’acquisto di servizi esterni per la loro implementazione. Le potenzialità di crescita sono quindi da considerarsi elevate, a condizione di far cogliere agli utenti i vantaggi reali derivanti dall’uso delle nuove tecnologie.


Le nuove tecnologie non sembrano determinare particolari esigenze di servizi esterni: tuttavia, più della metà delle aziende dichiara di ricorrere a fornitori esterni per quanto riguarda i servizi inerenti l’ambito applicativo e le reti (valutazione, implementazione e gestione delle soluzioni); un po’ meno diffuso invece è il ricorso all’esterno per quanto riguarda i servizi inerenti il sito Internet. Si riscontra una generale soddisfazione in riguardo ai servizi ottenuti (voti medi di giudizio intorno al 7), anche se le aziende che non ne usufruiscono non sembrano però sentirne particolarmente l’esigenza: solo minime percentuali di esse indicano che sarebbe utile che i fornitori offrissero un supporto negli ambiti indicati.


Le reti Ip, in particolar modo Internet (99,6%) e Intranet (81,3%), risultano essere utilizzate abbastanza di frequente da parte delle imprese: ciò conferma la tesi appena esposta, essendo lo sviluppo di reti Ip il "fenomeno" giudicato a maggior impatto da parte delle aziende per quanto riguarda la domanda di servizi esterni ed interni.

L’importanza della comunicazione


Le funzionalità principali per cui tali reti vengono utilizzate risultano essere la comunicazione generica e la trasmissione di dati, mentre le percentuali di utenti abilitati all’utilizzo delle reti variano a seconda della tipologia di rete considerata: maggiore è il livello di complessità delle attività realizzabili e superiore è la percentuale di utenti abilitati. Se si considerano le previsioni per il futuro è possibile notare la tendenza sia ad aumentare il numero di utenti abilitati sia ad utilizzare più di frequente le reti anche per funzionalità a livello di complessità superiore, che implicano anche particolari accorgimenti relativamente ad altri aspetti (sicurezza), come le transazioni. Si riscontra, quindi, un certo consolidamento dell’uso della tecnologia "guidato" dalla possibilità di effettivo riscontro, che si espleta nel miglioramento delle attività aziendali.


L’implementazione di un sito può essere considerata un ulteriore utilizzo delle tecnologie Ip: l’88,1% delle aziende intervistate dichiara di possederne uno e il 5,8% di prevederne l’implementazione. L’utilizzo della rete Internet per realizzare le attività aziendali sembra essere molto diffuso, ma in realtà più della metà di tali siti è di tipo istituzionale, ovvero si limitata unicamente a fornire informazioni circa l’azienda, le attività svolte e i prodotti/servizi offerti. Tra le altre tipologie di siti prevale l’home page, cioè una sorta di "biglietto da visita" elettronico; meno diffusi i portali aziendali, i siti di e-commerce, di servizi ai navigatori e, soprattutto, le comunità virtuali. Una certa evoluzione può essere, però, rilevata anche per quanto riguarda i siti: il ruolo futuro di questi ultimi, rispetto alla situazione attuale, si presenta infatti meno frequentemente limitato a scopi istituzionali e più spesso finalizzato al commercio elettronico, alla fornitura di servizi e a fungere da portale aziendale. La presenza di una percentuale superiore di mancate risposte denota che in alcuni casi si rileva l’assenza di progetti precisi riguardo il futuro ruolo dei siti già esistenti. Si osservi, inoltre, che le aziende che tuttora non possiedono un sito, ma che hanno l’intenzione di implementarlo nell’immediato futuro, gli assegnano più spesso un ruolo più strategico della semplice home page o del sito istituzionale, quasi a comprovare che il "ritardo" può essere in qualche modo ricondotto ad una maggior chiarezza degli obiettivi realizzabili tramite esso.


Per quanto riguarda il livello di soddisfazione per i ritorni legati all’implementazione del sito rispetto agli obiettivi aziendali, si rileva un voto medio pari a 6,7; particolarmente interessante è notare che i voti medi maggiormente elevati sono stati attribuiti dalle aziende che hanno già implementato siti, con ruolo caratterizzato da un significativo livello strategico (e-commerce, portale aziendale, sito di servizi). Si deduce, quindi, che le aziende che, in tale ottica, si sono comportate come "pioniere", distinguendosi dalla maggioranza, abbiano ottenuto dalle iniziative realizzate dei ritorni soddisfacenti.


In conclusione, se si prende in considerazione quanto riportato, è possibile delineare una situazione "arretrata" pur se con significativi elementi di prevista evoluzione e una relativa "stabilità" applicativa, o comunque lenta diffusione di applicazioni innovative e legate alle nuove tecnologie disponibili. La crescente complessità tecnologica, che si associa alla possibilità di soluzioni più integrate, porta a prevedere un "necessario" ricorso all’acquisto di servizi in area It, soprattutto se si tiene conto del discreto livello di soddisfazione rilevato attraverso la ricerca, e, contemporaneamente, porta a ritenere ancora estremamente significative le potenzialità del mercato It italiano, attualmente stabile, certamente più per motivazioni riconducibili alla situazione economica generale, che al livello di maturità delle imprese nell’implementazione di soluzioni tecnologiche.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here