Al via i primi tagli in casa Ibm

Le indiscrezioni sul numero dei dipendenti che perderanno il proprio posto di lavoro si rincorrono, ma per il momento di ufficiale ci sarebbe solo un primo taglio di 220 posti nello storico stabilimento di Endicott, N.Y., e di altri mille nella divisione server

27 maggio 2002 In quella che molti si aspettano essere solo una
prima trance, Ibm ha annunciato il licenziamento di 220 dipendenti, circa il 5%
dell'intera forza lavoro impiegata nello storico stabilimento che la società
possiede a Endicott, nello stato di New York. A quanto pare, nell'aria ci
sarebbe, però, un ulteriore ridimensionamento nell'ordine dei mille dipendenti
impiegati nell'area server. Una voce quest'ultima che, d'apprima non confermata,
ora sembrerebbe assumere i connotati della certezza. D'altra parte c'era da
aspettarselo. Ricordiamo, infatti, che durante il consueto appuntamento con gli
analisti di mercato, Sam Palmisano, neo Ceo di Big Blue, aveva confermato le
impressioni del mercato secondo le quali una riduzione di circa il 6%
dell'intera forza lavoro del colosso sarebbe stata necessaria per invertire la
rotta intrapresa nell'ultimo trimestre fiscale. Una riduzione che lo stesso
Palmisano aveva finito per palesare fattibile, indicando il licenziamento di
circa 15mila dipendenti da portare a compimento entro la fine dell'anno in corso
per recuperare dall'uno ai due miliardi di dollari in termini di costi.

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