Agenda Digitale: Letta alza la voce. È il momento di fare la storia

Il 24 e 25 ottobre il Consiglio europeo si riunisce per definire modi e tempi dell’Agenda Digitale fino al 2015. L’Italia punta a scelte forti.

“Il prossimo consiglio europeo può essere la svolta o la tomba” dell'economia europea. Parte forte il Presidente del Consiglio nel suo intervento in chiusura del secondo meeting annuale sull'Agenda Digitale italiana organizzato da Confindustria Digitale. “Se l'Europa ci ascolterà, tra dieci anni quest'azione verrà ricordata”, rilancia Letta.
Il Consiglio europeo che si terrà tra qualche giorno è probabilmente l'ultimo nel quale si può scegliere d'impostare un mercato telefonico continentale, con norme ed obblighi per tutti. Questa operazione andrebbe contro interessi economici fortissimi e costituiti, ed anche contro la naturale tendenza dell'organismo europeo a indicare direzioni più che imporre norme, ma è il momento di confrontarsi con la concorrenza reale.
“Se il Consiglio terminerà con acronimi vuoti che permettano di non portare avanti l'agenda digitale, i rischi sulla competitività dell'Europa sono enormi”.
Letta è quindi concorde con Caio e anche con Parisi,
a dimostrazione d'un lavoro dietro le quinte. Assente per motivi personali, invece, Agostino Ragosa, direttore dell'Agenzia per l'Italia digitale.
“Noi vogliamo portare avanti l'Europa rompendo le sacche che bloccano le competitività”, ha continuato Letta. “L'Italia c'è ed è fortemente alleata della Kroes, come mostreremo nei nostri interventi al Consiglio europeo, nel quale alzeremo la voce”.

Poiché nei prossimi dodici mesi verrà fatto il nuovo parlamento europeo, non agire adesso vorrebbe dire perdere due anni, un ritardo inammissibile. “Contro cinesi e statunitensi serve il mercato unico telefonico, non ventotto mercatini: non è possibile che le logiche dei legislatori nazionali vincano ancora”, ha detto il Presidente del Consiglio.


La Terza Repubblica sarà digitale

Oltre al guado della seconda Repubblica, Enrico Letta potrebbe dunque trovarsi anche a quello del digitale italiano. Il Presidente ha parlato dei sei punti sui quali sta concentrando l'azione del Governo: responsabilità, divario, crescita, lavoro, agenda digitale ed Expo 2015. “Abbiamo assunto il controllo dell'agenda digitale a palazzo Chigi attraverso una persona nota per le sue capacità specifiche”, perché “i nodi vanno sciolti all'inizio e bisogna sapere chi comanda, qual è la gerarchia, che nella Pa italiana è forse il più grande dei problemi”.
Poi si possono citare tante riforme, anche annunciate ma la cui attuazione non è ancora attiva, ma “l'agenda digitale è la riforma dello Stato”; più intermediazioni riusciremo ad attuare, meglio e più in fretta recupereremo competitività. Infine, “Expo 2015 sarà un successo se sarà digitale”.
Il mercato Unico delle Telecom riuscirebbe a sciogliere nodi in vari Paesi e soprattutto in Italia. Non resta che attendere l'imminente consiglio europeo.

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