Per Intel un Ces nel segno dell’inclusione

Non sono i processori. Non è l’Internet delle Cose. E neppure le auto connesse.
O, per essere più precisi, non è solo questo.
C’è qualcosa d’altro per cui Intel e il suo Ceo Brian Krzanich sono saliti all’onore delle cronache di questa edizione 2015 del Ces di Las Vegas.
Un impegno. Un impegno morale, ma anche monetario (300 milioni di dollari) per creare una forza lavoro che rispetti il senso della diversità.

È la mancanza di attenzione alla diversità, culturale, razziale, di genere, quella che preoccupa Krzanich, che sceglie di fare di Intel un modello, invitando nel contempo l’intera industria HiTech – quella stessa industria che negli ultimi mesi è più volte inciampata su queste tematiche – a fare altrettanto.

L’obiettivo dichiarato dal Ceo è raggiungere entro il 2020 la piena rappresentatività a tutti i livelli, con un impegno preciso ad aumentare le assunzioni di donne e rappresentanti delle diverse minoranze.
Attualmente, tre quarti della forza lavoro aziendale è di genere maschile e il 45% è di uomini di razza bianca.
“Dobbiamo unire la nostra tecnologia con la nostra umanità”, ha dichiarato il Ceo, sottolineando come l’industria HiTech abbia mostrato segni di grave esclusione soprattutto ai livelli più alti delle gerarchie.

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