MWC2014: La crescita è nel low cost

Dal Mobile World Congress di Barcellona una indicazione chiara: miliardi di utenti per la fascia entry del mercato smartphone.

C’è una lezione che il Mobile World Congress di Barcellona, che chiude oggi l’edizione 2014, sembra voler insegnare ai produttori di dispositivi: il mercato da indirizzare è quello degli smartphone con un prezzo al di sotto della soglia dei 100 dollari.
Mano a mano che la fascia alta del mercato è andata saturandosi, le vere prospettive di crescita sono tutte nella fascia degli smartphone entry level, di fatto ancora tutta da esplorare.

Non è facile, sostiene ad esempio la società di ricerca CCS Insight, trovare il punto di differenziazione tra le proposte dei diversi player del mercato, che soprattutto sulla fascia alta tendono a integrare pressoché le stesse caratteristiche e funzionalità.
La sfida, oggi, diventa quella di trovare la chiave giusta per interloquire con mercati nuovi, nei quali la domanda invece cresce, come la Cina e gli altri Paesi in via di sviluppo.

E potrebbero avere la meglio proprio i player cinesi, realtà che hanno dedicato risorse e tempo ad acquisire competenze tecnologiche ed esperienze tali da consentire loro di contenere i prezzi senza per questo sacrificare la qualità.
Qualche nome è di spicco, come Huawei o Lenovo, altri sono finora rimasti confinati al mercato domestico, ma nulla lascia escludere una loro futura intenzione di guardare oltre confine.

Sulla strada giusta per non perdere l’onda sembra essere proprio Nokia, che con il lancio del Nokia X, un Android in tre declinazioni, guarda proprio alla fascia entry del mercato degli smartphone: 89 euro il prezzo di partenza per aggredire un mercato che nella stessa definizione del Ceo della società, Stephen Elop, rappresenta una ”massive opportunity”. E se per coglierla è stato necessario rivolgersi a un sistema operativo diverso e concorrente rispetto a Windows, si è fatta di necessità virtù.
Del resto il mercato potenziale si misura in miliardi di utenti.

La stessa Idc, del resto, ha evidenziato che in un solo anno il mercato degli smartphone con prezzo inferiore ai 100 dollari è triplicate passando da 45,4 a 159 milioni di unità, mentre la fascia inferiore ai 50 dollari è a sua volta esplosa da 900.000 unità a oltre 19 milioni di pezzi.

Il problema che si pone, evidenziano in questo momento proprio i produttori di dispositivi, sarà soprattutto legato alla disponibilità di componenti chiave: per servire questo mercato serviranno display, memorie e tastiere, sufficientemente differenziati tra loro per poter garantire una varietà di modelli e design.

E c’è già chi guarda alla sfida successiva: scendere al di sotto dei 50 dollari.
Qualcuno – Zte ad esempio – ci sta già provando con un obiettivo ben chiaro in mente: l’Africa.

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