Kaseya e Achab: Msp pensate al business dei clienti

Kaseya fa il suo ingresso in società nel nostro paese grazie al gran ballo delle debuttanti organizzato da Achab. Andrea Veca, amministratore delegato dello storico distributore italiano, sceglie il momento giusto per proporre al mercato un brand in grande spolvero dopo qualche anno di indecisione.

“Distribuivamo Kaseya già dal 2006 senza particolari enfasi – prosegue Veca -, ora crediamo il mercato sia pronto per fare la conoscenza approfondita con uno dei più importanti protagonisti del settore dell’It management”.

In effetti il momento è quello giusto. Anche perché l’azienda americana, dopo qualche anno incerto e anche grazie alla fede dimostrata da Insight Venture Partners, che ha investito nel 2013, ora ha una visione più chiara della sua identità.

Nel 2015 Fred Voccola, oggi in visita in Italia, prende il posto dell’ex Ceo Yogesh Gupta – una vita in Ca Technologies – e parte con la diffusione del verbo Kaseya, soprattutto fuori dagli Stati Uniti.

Oggi l’azienda propone diverse soluzioni, integrate in Vsa versione 9.2, particolarmente votate alla gestione delle infrastrutture aziendali Windows, sua è stata, infatti, la prima soluzione di supporto ad ambienti Windows 10.

Il motivo per cui Kaseya non si propone direttamente ai Msp (Managed Service Provider, che spesso nel nostro paese corrispondono agli Isp, Internet Service Provider) lo chiarisce Voccola: “ogni mercato ha le sue particolarità – afferma –, banalmente di lingua e di cultura, in Italia, come in Spagna per esempio, abbiamo preferito affidarci a un partner di peso come Achab per capirlo insieme e per fornire formazione e assistenza (che Achab garantisce con un team di 5 persone), di fatto è la sede italiana di Kaseya”.

Un ragionamento che, se si va oltre alla classica idea di Msp, o Isp che dir si voglia, non fa una grinza. Il target di riferimento, infatti, sta cambiando e Veca lo fa capire molto bene con una semplice slide.

Kaseya: focalizzarsi sull'impatto sul business

Come cambiano gli Msp? Se prima erano (troppo) concentrati sull’It, a loro si chiedeva (troppa) conoscenza tecnica e poco altro e il supporto era (troppo) basato sull’intervento umano. Ora il cliente è più incline a premiare gli Msp che si concentrano sul business, ovvero chi mette da parte i tecnicismi e dimostra quanto un servizio impatti, positivamente, sul business aziendale. Diventa ancora più importante in quest’ottica una corretta scelta di servizi e fornitori, una competenza più orientata alle applicazioni e alle integrazioni di servizi eterogenei.

E, guarda caso, nell’illustrare la proposizione di Kaseya, Veca distingue tra i moduli di Vsa che impattano sul business da quello, Bms – un modulo di Psa (automazione dei servizi professionali). I primi riguardano il Password Management (AuthAnvil), la migrazione e la gestione delle mailbox su Office 365 (365 Command) e il monitoraggio generico dei flussi enterprise (Traverse), mentre Bms è più marginale, tanto da essere fornito a un prezzo estremamente ridotto rispetto agli altri.

In definitiva, un mercato estremamente vivo, che cresce di quote di più del 20% anno su anno, che vale quasi una decina di miliardi di dollari nel mondo e che si propone a un Msp che, soprattutto per parlare alle Pmi, non può più pensare di integrare soluzioni di diversi vendor senza renderne conto ai clienti.

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