IoT: il punto di partenza è la raccolta dati da oggetti smart

Tyco_Natale_AndreaL’Internet of Things non è più solo un’espressione in voga o un concetto relativo a qualcosa che accadrà in un futuro lontano.
Si tratta, infatti, di un fenomeno che sta diventando a poco a poco realtà, con volumi sempre maggiori di dati che vengono generati da milioni di dispositivi connessi in tutto il mondo.

A ricordarlo è Andrea Natale, marketing manager di Tyco Integrated Fire & Security, secondo cui il passo necessario affinché l’IoT entri definitivamente nella nostra quotidianità è rappresentato dall’integrazione all’interno dei device di alcune componenti fondamentali, a livello di software, per abilitarne la comunicazione con gli oggetti.

Se le tecnologie comunicano tra loro
Occorre, inoltre, potenziare quest’ultimi con una tecnologia auto-ID, tipicamente tag RFID, per consentire di essere identificati in modo univoco.
Proprio l’adozione Radio Frequency Identification e di altre tecnologie simili favorisce, secondo il referente di Tyco, l’innovazione e apre la strada all’IoT permettendo all’oggetto di comunicare in modo wireless diverse tipologie di informazioni dai contenuti più svariati.

Da qui un’ulteriore esigenza, ossia la capacità di monitorare e analizzare questi dati.
Ai fini dell’Internet of Things la comunicazione wireless, ricorda Natale, è fondamentale: mentre quella via cavo non preclude a un oggetto di far parte di questo fenomeno ne limita, però, il raggio di azione e conseguentemente l’utilità. Nel momento in qui l’oggetto smart registra dei dati, le informazioni viaggiano su reti IP dirette verso un database centrale che le archivia e le traduce in formati leggibili.
A loro volta, con gli oggetti che trasmettono dati in tempo reale, gli utenti hanno la capacità di prendere decisioni più rapide e ponderate.

A livello di supply chain, per esempio, sarà possibile monitorare lo stato delle spedizioni. Prendiamo per esempio una cassa di frutta: grazie ai sensori integrati, le etichette RFID e i relativi lettori, è possibile conoscere in tempo reale la posizione esatta della cassa all’interno del magazzino, l’area di origine della frutta, la relativa data di scadenza e la temperatura.

Processi chiari e trasparenti, migliorano i livelli di efficienza, riducendo sprechi e semplificando la tracciabilità. Tornando all’esempio di prima, se una spedizione risulta essere inadatta al consumo in virtù di qualsivoglia circostanza, la causa può essere facilmente individuata grazie all’ampio volume di informazioni disponibili.
A patto, però, che siano a disposizione gli strumenti per il monitoraggio e l’analisi adatti.

Dall’analisi all’attribuzione di significato
In quest’ottica, il software di Physical Security Information Management può senz’altro essere considerato, per Natale, un’applicazione funzionale all’IoT. Attualmente si tratta di una piattaforma di sicurezza che raccoglie un numero elevato di dati relativi a status ed eventi provenienti da vari sensori, allo scopo di fornire informazioni preziose sugli incidenti.
Un domani PSIM sarà in grado di agire in modo preventivo, analizzando cioè i dati ricevuti per individuare dei percorsi e attribuire a quest’ultimi dei significati.

Un esempio di quanto appena affermato può essere rappresentato dall’analisi dei report sul traffico, delle ricerche delle parole chiave nei social media, degli allert provenienti dai sistemi di controllo degli accessi e delle registrazioni degli impianti di videosorveglianza.
Se dai dati raccolti e analizzati dovesse emergere un’escalation nelle attività, sarà possibile attivare direttamente tramite la PSIM ulteriori misure di sicurezza, ancora prima che l’evento si verifichi.

In ogni settore è fondamentale, quindi, dotarsi di una piattaforma IoT capace di trasformare i dati ricevuti in Business intelligence che consenta di risolvere problematiche concrete.
Fondamentale, quindi, non è solo la raccolta dei dati, ma anche, e soprattutto, l’analisi avanzata degli stessi, che permette di far sprigionare il valore delle informazioni e creare numerose possibilità di servizi smart per dipendenti e clienti.

Nella scelta è, altresì, importante tenere conto della compatibilità con sensori, dispositivi e applicazioni esterni, utile a rendere possibile l’offerta di una gamma ancora più ampia di soluzioni intelligenti in numerosi settori e ambiti di applicazione come, ad esempio, il mercato retail.
Grazie a una piattaforma di analisi avanzata e all’integrazione della tecnologia RFID negli articoli, è possibile garantire visibilità e capacità predittive relativamente a inventari, traffico nel punto vendita e comportamento dei clienti.
Anche questo è un’anticipazione del potenziale dell’IoT. E il punto di partenza è sempre la raccolta di dati da oggetti smart, che vengono poi analizzati per ricavare informazioni che consentono ai retailer di ottimizzare i profitti e la gestione degli inventari, offrendo nel contempo ai clienti la migliore esperienza d’acquisto possibile.

L’IoT è alle porte. Le aziende devono, quindi, essere pronte a sfruttarne tutti i vantaggi. Per fare ciò, è fondamentale che si affidino a un partner tecnologico in grado di offrire le soluzioni e il supporto necessari per la raccolta e l’analisi avanzata dei dati.
Come sempre, non solo a parere di Natale, è importante partire con il piede giusto, e l’Internet of Things non fa eccezione.

 

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