Iniziative IoT: pronti in sette mosse

È un ecosistema di dispositivi connessi a Internet da cui trarre vantaggio a piene mani quello di cui parla Colin McCabe, director, consulting and training, Red Hat, suggerendo alle imprese interessate una serie di passaggi, sette in tutto, da intraprendere prima di avventurarsi in un viaggio verso l’Internet delle Cose. Un universo davvero smisurato, se è vero che, come sostiene Gartner, nel 2016, vi saranno 6,4 miliardi di “cose” connesse in uso, pari al 30% in più rispetto al 2015.

Colin McCabe, RedHat
Colin McCabe, RedHat
Trarre vantaggio da milioni di nuovi oggetti connessi

Così, quando si tratta di sensori intelligenti per la manutenzione predittiva, o di etichette RFID per gestire gli inventari della GDO o, ancora, di portali intelligenti per l’analisi in tempo reale delle condizioni alla periferia della rete, in modo da consentire decisioni informate in comparti produttivi che spaziano dalla manifattura alla grande distribuzione passando per i trasporti, i suggerimenti non mancano.
Si va dal coinvolgere i team adatti alla definizione di obiettivi di business specifici, così da coinvolgere diverse divisioni aziendali, al creare il massimo valore complessivo.
Iniziare con progetti di portata limitata, in grado di dimostrare il valore delle implementazioni per avere argomentazioni solide utili in caso di proposte di iniziative di portata maggiore è il consiglio di McCabe, attento a suggerire di partire lentamente e ambire a grandi risultati.
Il tutto tenendo conto che un’infrastruttura IoT può accrescere la vulnerabilità di un’organizzazione agli attacchi, tanto che dare priorità alla sicurezza diventa un “must” prima di mettere in atto un’iniziativa in ottica Internet of Things.
Sempre secondo il director, consulting and training, RedHat, occorre, inoltre, chiedersi come funzionerà la nuova iniziativa in un ambiente cloud, spesso e volentieri scelto per fornire la piattaforma scalabile attraverso cui questi dispositivi connessi saranno gestiti e per gestire in maniera conveniente il grande volume di dati generati.
Una volta sincerata la compatibilità con il cloud, sarà il caso di sviluppare una chiara strategia per la gestione e manutenzione dell’IoT all’interno dell’organizzazione interrogandosi preventivamente su come saranno aggiornati o riparati i dispositivi connessi al Web su come sarà possibile gestire i dati in maniera efficace ed etica.
Infine, ricorda McCabe, è di fondamentale importanza che le aziende implementino una piattaforma in grado di analizzare i dati provenienti dai dispositivi IoT e di agire tempestivamente sulla base delle informazioni raccolte.

 

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