Il business Realmore lo vede nei contenuti

La società si chiama Equent Media Group, ha sedi a Milano, Londra, Barcellona e Hong Kong, ma per le app prende il nome di Realmore, la business unit dedicata alle applicazioni mobili.

Il focus di Realmore – spiega il founder e managing director di Equent Federico Guidi – è su realtà aumentata e realtà virtuale”. L’azienda è orientata soprattutto sul mondo b2b e lavora in numerosi settori. Real estate, industrial, retail ed entertainment sono il raggio di manovra di Real more che vede per la realtà aumentata soprattutto un mercato aziendale.

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La soluzione di Generali Real Estate

Il Real estate è il settore che più velocemente ha compreso l’importanza di queste soluzioni – spiega Guidi -. Con la realtà aumentata è possibile realizzare plastici virtuali redendo visibili i particolari esterni, interni o sezioni e inviare il tutto via mail senza dover realizzare fisicamente il plastico”. Per Generali Real Estate è stata realizzata una soluzione che permette di visualizzare e navigare il complesso immobiliare del progetto selezionato. Inquadrando la brochure illustrativa con il proprio dispositivo, si può visualizzare il modello in tre dimensioni. Grazie alla realtà immersiva è possibile interagire con le panoramiche degli interni e degli esterni a 360°.
Altre aziende come Tenaris hanno invece la necessità di mostrare i loro prodotti negli spazi espositivi senza doverli trasportare dall’altra parte del mondo e un nome come Schindler può fare vedere in modo virtuale i progetti dei propri ascensori.

Evangelizzazione

La realtà aumentata serve anche per mostrare il funzionamento di macchinari complessi e mostrare come potrebbero essere piazzati all’interno di uno stabilimento, mentre per il retail il vantaggio consiste nell’avere un maggior numero di informazioni sul packaging dei prodotti “Evitando il Qr code che – aggiunge Guidi – è un semplice link”.
Altro settore che mostra un forte interesse per questo tipo di applicazioni è quello dell’arredamento. In questo caso è possibile ricreare il salotto e vedere come il nuovo divano si armonizza con il resto, mentre altri spazi si aprono nel mondo del turismo con i musei e le informazioni sulle opere d’arte.
Le aziende fornite di un magazzino invece – aggiunge il founder di Equent – possono migliorarne la gestione e velocizzare le operazioni”. Non tutti sono preparati alla rivoluzione della realtà aumentata, alcuni la afferrano immediatamente altri sono più restii. Per questo c’è bisogno di un’opera di evangelizzazione del mercato. L’obiettivo però sono i contenuti. “Per ora abbiamo realizzato app per ogni azienda, ma stiamo standardizzando i prodotti con possibilità di personalizzazioni preconfigurate a un costo più basso perché siamo convinti che il vero business sarà quello dei contenuti per realtà aumentata e virtuale”.

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