Dai Pokémon ai libri: caccia all’interazione

Mentre in questi giorni le cronache parlano di primi segni di stanchezza da parte degli utenti di Pokémon GO, che nelle ultime settimane avrebbe perso un numero significativo di utenti, il meccanismo del gioco trova i primi emuli.
Ne avevamo già scritto, sottolineando come, indipendentemente dal gioco, l’interattività proposta da Pokémon GO è la chiave di volta di nuovi strumenti di ingaggio verso gli utenti finali, esplorabili anche in altri contesti non necessariamente o esclusivamente ludici.

Un esempio curioso arriva dal Belgio, dove la direttrice di una scuola primaria ha creato, in questo caso via Facebook (ma a quanto pare la App potrebbe arrivare a breve), un gioco nel quale gli utenti non cercano piccoli mostri bensì libri.
L’idea è venuta a Aveline Gregoire, la quale ha avuto l’idea di creare un gruppo di Facebook, “Chasseurs de livres”, letteralmente Cacciatori di libri, dando vita a un gioco che nel giro di pochi giorni ha raccolto oltre 50.000 utenti.
Il meccanismo è semplice: i giocatori pubblicano foto e indicazioni dei luoghi nei quali hanno abbandonato un libro e i cacciatori partono alla ricerca. Una volta trovato il libro, il cacciatore lo legge, per poi lasciarlo di nuovo in libertà a disposizione di nuovi cacciatori.
A sua volta, chi ha lasciato in libertà un libro, riceve una notifica quando questi viene ritrovato.

Un piccolo gioco virale, che mostra tuttavia quanto gli strumenti di ingaggio diretto sull’utente creino consenso e adesione.

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