C’è la terza piattaforma, i Cio devono adattarsi

Wieland Alge

Analisi dei dati, mobility e social networking istantaneo stanno trasformando la cosiddetta terza piattaforma in una componente essenziale della struttura di gestione IT di qualsiasi azienda. E il Cio ne deve tenere conto.

Lo sostiene Wieland Alge, VP e GM Emea di Barracuda Networks, per il quale i singoli dipartimenti sono più attrezzati per assumere il controllo delle proprie soluzioni cloud e migliorare la produttività.

E nel momento in cui le altre aree dell’azienda diventano più indipendenti, anche la funzione IT deve cambiare se non vuole affrontare il rischio di apparire ridondante. Il modo più efficace per farlo consiste nell’adottare un metodo più collaborativo per i dipartimenti per i quali è opportuna l’adozione del cloud.

Il cloud è aperto a tutti gli aspetti di un business grazie alla sua semplicità. Ciò significa che molte delle nuove persone che si occuperanno della gestione IT potrebbero non essere degli esperti in programmazione e si potranno trovare manager IT che non hanno mai scritto una riga di codice nella loro vita.

Ma è solo questione di tempo: man mano che scopriranno la possibilità di ridurre i costi e guadagnare un vantaggio competitivo sui competitor, sempre più aziende adotteranno soluzioni di cloud pubblico.

In un'indagine condotta da Barracuda Networks su 900 IT manager europei, il 45% prevede di utilizzare il cloud pubblico nel prossimo futuro per migliorare la competitività dell’azienda

L’indagine identifica le due aree che possono trarre i maggior vantaggi dall’uso del cloud pubblico: i processi di lavoro distribuiti e le tecnologie di lavoro in gruppo. Per entrambe è necessario che i CIO collaborino con i dipartimenti interessati, ma sempre da una posizione di profonda conoscenza specialistica, in modo da poter comprendere come migliorare le performance di ciascun dipartimento.  Il CIO deve portare le sue competenze anche nel relazionarsi con le altre aree quando si tratta di accertarsi che le tecnologie mobili e BYOD operino nelle migliori condizioni nell’ambiente cloud.

In altri termini, in conseguenza dei maggiori investimenti nel cloud il ruolo consolidato e tradizionale del CIO sta diventando obsoleto. Più le aziende acquisiscono consapevolezza sui benefici del cloud, più cresceranno le pressioni sui CIO verso l’adozione di queste tecnologie. Per questo i CIO devono agire immediatamente: devono conservare il ruolo di guida dei progetti IT impossessandosi di queste innovazioni tecnologiche e integrandole in azienda.

La maggiore flessibilità delle soluzioni cloud implica che le aziende possono rispondere alla domanda di risorse IT rapidamente e senza la necessità di complicate procedure di sviluppo. La nuova sfida per i CIO è di essere sempre vigili, costruendo singole reti aziendali per essere sicuri che le esigenze di prestazioni non portino a dimenticare i rischi per la sicurezza. Con sempre più utenti attivi nel cloud, senza un’adeguata gestione l’ambiente IT rischia di essere vulnerabile a sviluppi non autorizzati o addirittura pericolosi.

La vigilanza continua è indispensabile quando si usa una qualsiasi forma di soluzione cloud e dovrà essere parte integrante della stessa infrastruttura aziendale al fine di proteggerne i dati e garantire una risposta efficace e rapida. Ogni dettaglio deve essere analizzato attentamente mediante l’implementazione di controlli di sicurezza intelligenti, così da prevenire e impedire ogni attività sospetta.

Il CIO che opera in un ambiente cloud avanzato dovrà collaborare con tutti i dipartimenti per assicurarsi che le soluzioni IT aziendali siano usate correttamente ed essere coinvolto in tutti i progetti avviati in qualsiasi area aziendale. Altrimenti il cloud sarà una minaccia non solo per il ruolo tradizionale dell’IT ma per l’esistenza stessa della funzione.

Per il CIO il ruolo sarà sempre più di indirizzo strategico, concentrato sull’implementazione dell’IT e dei servizi per l’azienda nel suo complesso. Cambiando le gerarchie, spetta a ogni responsabile IT fare in modo che il proprio ruolo sia rafforzato e non limitato dalla terza piattaforma

 

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