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Vmware, comprendere l’Italia per plasmare la trasformazione digitale

Lo speciale dedicato alla trasformazione digitale di 01net svela i punti di vista dei più importanti vendor internazionali operanti in Italia, di cui fa senza dubbio parte Vmware.

A rispondere alle nostre domande è Roberto Schiavone, Alliances & Channels Country Director VMware Italia

Quali sono le tecnologie oggi alla base della trasformazione digitale dell’economia italiana?

Quello della Digital Transformation non è un concetto universale, ma deve essere calato in un determinato contesto economico. La realtà italiana è piuttosto diversa da quella di altri Paesi, essendo un mercato che non esprime i numeri di altre realtà internazionali, sia per quanto riguarda il B2C che il B2B.

È un mercato però che richiede tantissima qualità e la capacità di calare soluzioni di alto livello all’interno di nicchie di mercato e di utenze di medie e piccole dimensioni.

Per questo motivo, anche quando si parla di Digital Transformation bisogna sapere identificare quali sono i processi strategici premianti in un mercato come il nostro.

Ad esempio, un processo di digitalizzazione della logistica su grandissima scala è più adatto a mercati estremamente estesi rispetto ai nostri. Oppure, digitalizzare il Crm per profilare correttamente tutti i diversi e numerosi tipi di consumatore (ad esempio nel settore alimentare) diventa invece un fattore competitivo determinante per dei modelli orientati alla qualità come quelli italiani.

Significa quindi che, più che parlare di tecnologie alla base della trasformazione digitale dell’economia italiana, occorre parlare delle tecnologie più adatte e dei processi migliori per la peculiarità del nostro mercato, andando a individuare di volta in volta la soluzione tagliata su misura per una specifica situazione.

Roberto Schiavone
Roberto Schiavone

In che modo si costruiscono le competenze per metterle in azione e per gestirle?

In Italia ha sempre avuto successo il modello dei distretti produttivi, ossia aree omogenee di competenza che alimentano virtuosamente e reciprocamente il business. Lo stesso modello dovrebbe essere utilizzato nell’evoluzione verso la Digital Transformation, con system integrator che comprendano a fondo il modello di business del cliente e propongano innovazione sartoriale ad aziende omogenee sul mercato.

Quindi, per costruire le competenze richieste dal mercato, non bisogna inseguire i grandi trend di mercato e le “mode” tecnologiche del momento, spesso imposti dai vendor internazionali , ma piuttosto conoscere e interpretare il grande panorama di soluzioni disponibili ed essere abili a calarlo correttamente nel proprio mercato di riferimento.

Ad esempio, la digitalizzazione di un processo di Crm che porti a ben profilare il turista della riviera romagnola è molto più adatto al nostro mercato rispetto magari a un progetto di intelligenza artificiale che si propone di identificare il modello di pasta che piaccia a tutti gli italiani.

Per questo motivo, lo sforzo da fare per mettere in azione le competenze è quello di integrare la Digital Transformation nel modello di successo dei distretti produttivi.

Secondo Vmware, come possono trasformare in valore l’investimento tecnologico le aziende italiane ?

Con un po’ più di coraggio. La consapevolezza di competere in un mercato relativamente piccolo e competitivo pone, purtroppo, sempre in secondo piano l’investimento in tecnologia.

Senza farsi abbagliare da chimere tecnologiche, bisogna affidarsi a consulenti che comprendano il modello di business del cliente e identifichino e realizzino soluzioni di alta qualità, particolarmente adatte a determinati settori (approccio che ha sempre premiato il  “Made in Italy”). Volendo essere un po’ provocatori, potremmo parlare di “digital transformation made in Italy”.

In questo scenario, il modello ideale è un modello collaborativo, in cui fornitore e cliente lavorano in sinergia con partnership strutturate.

L’azienda cliente, soprattutto se locale, ha bisogno di un partner anch’esso locale che condivida rischi e benefici del modello di business.

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Che connotati deve avere chi prende in carico la regia della trasformazione tecnologica nelle aziende, ossia il system integrator?

Il system integrator deve avere delle caratteristiche imprescindibili:

  • deve essere un player calato nel tessuto produttivo italiano
  • deve essere un player flessibile che sappia declinare le opportunità tecnologiche fornite dai grandi vendor internazionali verso la piccola media impresa
  • deve essere un player competente che comprende a pieno la proposizione dei vendor.

È da qui che Vmware è partita per disegnare il proprio programma “Partner Connect” a supporto dei system integrator, premiandoli in proporzione alle competenze che sanno dimostrare ma anche in proporzione al tipo di mercato indirizzato: il system integrator che opera in settori di nicchia (ma comunque ad alto valore) riceve un reward aggiuntivo rispetto a chi lavora su mercati maturi.

Che ruolo riveste per Vmware il system integrator nella trasformazione digitale delle piccole e medie imprese, spesso prive di specifiche competenze nella information technology?

Il system integrator fa da ponte tra chi sviluppa tecnologia (che per necessità deve fare ricerca su progetti di larga scala) e una realtà locale più frammentata.

Questo ruolo apre la strada a tanti operatori nazionali (e in VMware ne conosciamo molti) che possono ritagliarsi uno spazio, a patto di saper interpretare correttamente questo doppio ruolo: da un lato comprendere e fare proprio la grande innovazione sviluppata dai vendor multinazionali, dall’altra tenere salde le proprie radici sul territorio, una realtà estremamente qualitativa e premiante.

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