Tablet, penna ottica e firma biometrica: il contratto paperless è realtà

Ci crede Idm Group e invita a ridiscutere i processi organizzativi al cambiar delle logiche.

Valido dal punto di vista legale ed equivalente a tutti gli effetti al documento cartaceo, il documento elettronico realizzato con l’uso della firma biometrica, e contestualmente associato a un processo di firma digitale, è ormai realtà.

Da qui a eliminare la carta nel settore del document management il passo potrebbe essere breve.

Ci crede Idm Group, realtà lombarda ma con un Document Server anche a Villadossola, nell’Alto Piemonte, specializzata in servizi di Document & business process outsourcing, che ha di recente annunciato l’avvio di progetti basati su tablet che mettono a frutto i plus di penna ottica (o digitale) e firma biometrica.

Obiettivo, neanche a dirlo, dare il via a reali progetti paperless anche in ambiti finora impensabili, come la sottoscrizione di un contratto.

Fantascienza? Non proprio.
Grazie all’utilizzo di speciali moduli elettronici, di un’apposita tavoletta e di una penna ottica è oggi possibile sottoscrivere e generare direttamente in formato digitale dei veri e propri contratti assicurativi, bancari, finanziari o con società dei settori telco, media, energy, retail e Gdo alle quali Idm Group offre da tempo soluzioni verticali.

Nello specifico, con i già citati strumenti è, infatti, possibile “catturare” la firma biometrica del contraente che, caratterizzata da elementi univoci quali pressione, accelerazione e ritmo, viene inviata via Bluetooth insieme a tutti gli altri dati presenti nel modulo compilato digitalmente al datacenter Idm.

Associati al certificato di firma, i dati biometrici vengono, poi, impiegati quale sistema di Strong authentication per attivare il certificato digitale e la relativa Encrypting key per la sottoscrizione mediante firma digitale di documenti in Pdf generati e sottoscritti con l’ausilio della tecnologia.

A Idm il compito di effettuare tutte le validazioni e le operazioni di back office sul documento digitale conservando presso i propri Document Center tutte le informazioni visualizzabili, in ogni momento, e che hanno validità legale in sede di eventuali contestazioni.

Ancora una volta, la sensibilità di banche e istituti di credito in quest’ambito appare evidente, ma nonostante in diverse realtà siano in atto analisi, sperimentazioni e verifiche di fattibilità, a rendersi necessaria è più una
metodologia di ridefinizione dei processi organizzativi, che con l’introduzione di nuove tecnologie e di logiche di lavoro differenti, vanno regolamentate da norme opportune.

Norme delle quali si starebbe al momento discutendo a un tavolo di lavoro sul Documento Elettronico promosso da Abi Lab, al quale Idm partecipa con un forte interesse alle tematiche legate alla dematerializzazione e agli aspetti legati al trattamento e alla conservazione dei dati associati alla firma dell’utente.

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