La startup italiana Eteon e la società statunitense Scam.ai hanno stretto una partnership per integrare il rilevamento in tempo reale di deepfake e contenuti sintetici nei colloqui di lavoro da remoto.
Eteon contribuirà con le proprie competenze nei processi HR e la presenza sul mercato europeo; Scam.ai fornirà la tecnologia per analizzare le videochiamate. I recruiter potranno verificare che la persona presente al colloquio sia reale senza aggiungere passaggi alla selezione o modificare l’esperienza del candidato.
Il rilevamento avviene durante la videochiamata
Scam.ai sviluppa Halo, un’applicazione Windows che analizza localmente i volti presenti nelle chiamate su Zoom, Microsoft Teams e Google Meet. Secondo la società, il software esamina il video circa quattro volte al secondo e segnala volti sintetici e operazioni di face swap mentre la conversazione è in corso.
L’elaborazione avviene sul computer del recruiter. Scam.ai dichiara che i fotogrammi vengono analizzati in memoria e poi eliminati, senza registrazioni o trasferimenti verso il cloud.
La tecnologia sarà inserita nei processi gestiti da Eteon, che sviluppa strumenti di valutazione del personale basati su intelligenza artificiale, analisi comportamentale e simulazioni. Il suo ecosistema comprende Artemis per gli assessment immersivi, MindFrame per la raccolta dei segnali non verbali durante colloqui e test e Sentinel per il controllo degli scenari generati.
Il sistema lavorerà in background durante la videochiamata e fornirà al recruiter un ulteriore controllo all’interno del consueto flusso di selezione.
La frode nel recruiting è anche un problema di sicurezza
Gli illeciti comprendono l’impiego di aiuti esterni durante test e interviste, la sostituzione del candidato e l’uso di identità sintetiche. Un’indagine condotta da ResumeTemplates.com su 1.759 persone che avevano cercato lavoro nei due anni precedenti ha rilevato che il 71% dichiarava di avere mentito o barato almeno una volta durante la selezione. Il 22% riferiva di averlo fatto negli assessment online e l’11% nei colloqui video.
Una falsa assunzione può concedere l’accesso ai sistemi aziendali a una persona diversa da quella identificata dal datore di lavoro. Nel gennaio 2025 l’FBI ha segnalato l’impiego di intelligenza artificiale e face swapping da parte di lavoratori IT nordcoreani per nascondere la propria identità durante i colloqui.
L’agenzia statunitense raccomanda alle aziende di verificare l’identità durante il colloquio, l’onboarding e il successivo rapporto di lavoro.
Le conseguenze possono includere furto di dati e codice, installazione di malware ed estorsione. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha documentato operazioni nelle quali lavoratori stranieri, sostenuti da intermediari e “laptop farm”, sono riusciti a ottenere impieghi da remoto presso centinaia di aziende.
Un nuovo livello di verifica per i recruiter
”Negli ultimi anni abbiamo visto crescere questo problema silenziosamente tra i nostri clienti: non stiamo parlando di eccezioni, ma di una pressione sistemica che la maggior parte delle aziende non è ancora pronta ad affrontare”, afferma Francesco Galanti, CEO e fondatore di Eteon. ”La partnership con Scam.ai è nata per fornire una risposta concreta e integrata nei processi che le aziende già utilizzano”.
”Le frodi nei colloqui seguono i mercati in cui il lavoro da remoto è ormai consolidato: si tratta di un problema globale”, aggiunge Neo Tiangratanakul, COO e fondatore di Scam.ai. ”Eteon ci permette di avere la presenza e la credibilità necessarie per introdurre uno standard di verifica, oggi riservato solo ad ambienti ad alto rischio come la finanza e la sicurezza informatica, nei processi di selezione di qualsiasi azienda”.
Nei processi HR, il rilevamento dei deepfake affiancherà la verifica dei documenti, delle referenze e degli accessi aziendali.






