Smart city, Stoccolma la migliore. Ma non è solo tecnologia

Secondo le stime delle Nazioni Unite entro il 2050 il 70% della popolazione mondiale vivrà nei centri urbani. Motivo in più per lavorare sulla sostenibilità ed efficienza dello sviluppo urbano nella quale l’Ict ha un ruolo sempre più importante. Che in Italia ci sia ancora parecchio da fare rispetto a questo lo ricorda il Networked society city index di Ericsson che prende in esame 41 città di tutto il mondo secondo due prospettive: sviluppo urbano sostenibile e maturità Ict.
Puoi consultare il report completo qui
2016-networked-society-city-index

2016-07-28 (2)
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La classifica vede in testa Stoccolma seguita da Londra che mantengono le stesse posizioni dell’indagine del 2014. Singapore, Parigi, Copenhagen ed Helsinki seguono nel ranking che vede al 19° posto Roma. Nonostante la Capitale non stia vivendo un periodo semplice, Roma riesce a guadagnare un paio di posizioni rispetto all’edizione precedente anche se i migliori progressi sono arrivati da Barcellona, Istanbul e Giacarta. Scendono invece Hong Kong, Mosca e Dubai. In generale, sottolinea l’indagine, le città con una bassa maturità Ict tendono a crescere più velocemente rispetto a quelle con una maggiore maturità tecnologica, il che indica la presenza di un effetto recupero. L’indagine di Ericsson evidenzia la correlazione positiva che esiste fra sviluppo sociale ed economico e la crescente maturità Ict delle città, oltre all’impatto ambientale che un efficace utilizzo delle tecnologie può avere su tutto il pianeta. Il rapporto spiega come sia necessario inserire l’Ict come infrastruttura di base nei piani di investimento delle città, creare condizioni normative favorevoli che incoraggino l’adozione dell’Ict, adottare approcci olistici per integrare la tecnologia nella pianificazione di alcuni settori chiave come trasporti, energia e la sicurezza pubblica.

La costruzione delle smart city però non è solo un problema tecnolgico o di connessioni. Ci vuole anche collaborazione. Così almeno la pensano a Columbus, capitale dell’Ohio, che si è aggiudicata il premio primo “Smart City Challenge”, un concorso da quaranta milioni di dollari indetto dal Dipartimento dei trasporti americano per creare una città 3.0. A Columbus hanno ovviamente utilizzato la tecnologia, ma ciò che caratterizza il loro progetto è la sua visione d’insieme, olistica, che unisce pubblico e privato. Così i quaranta milioni del premio si aggiungono ai cento già raccolti dagli sponsor per realizzare il miglio sistema americano integrato di trasporto.

La proposta della città americana prevede navette senza conducente che collegano il centro alle zone residenziali e al distretto commerciale In questo modo anche gli abitanti delle zone periferiche che finora non disponevano di questo tipo di servizio saranno più inseriti nella città. Perl’Italia varrebbe la pena di dare un’occhiata di leggere quanto scritto lo scorso anno dall’autorità di regolazione dei trasporti che dava una sua visione della guerra tra Uber e i tassisti. E poi non bisogna dimenticare quanto può essere importante costruire con intelligenza. Lo sottolinea il Rapporto Osborne “Smart cities in Europe: the future of the built environment” che racconta come dal monod dell’edilizia possa arrivare un importante contributo per ridurre l’impatto ambientale e ridisegnare le città.

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