Santoni (Cisco): è l’ora dell’Internet of Everything

A tre mesi dal suo insediamento, parla il nuovo amministratore delegato di Cisco Italia. I valori, le prospettive future.

Sono passati tre mesi da quando Agostino Santoni ha assunto l’incarico di amministratore delegato di Cisco Italia. Un periodo quasi simbolico, che trova il manager pronto a tirare le prime somme, anche alla luce delle sue precedenti esperienze professionali.
Non è certo un caso che proprio da quelle parta, per poi affermare: ”Nel mio percorso mancava la rete, Internet, la parte infrastrutturale”.
In Cisco, fin dai primi contatti che lo hanno poi portato all’incarico, Santoni dichiara di aver trovato ”una singolare comunanza di valori. Cisco ha ottenuto un riconoscimento come Great Place to Work e io lo ritrovo in tante cose, dall’attenzione ai dipendenti a un certo tipo di managerialità, la cosiddetta worklife balance”.
La comunanza di valori che, verso l’esterno, si traduce anche in tutte quelle iniziative di responsabilità sociale che puntano a portare la cultura digitale verso i cittadini e non solo verso le imprese.
Santoni fa riferimento alle iniziative come A scuola di Internet, attraverso la quale i dipendenti Cisco hanno portato attività di formazione verso 15.000 studenti, indirizzando anche insegnanti e genitori.
”Sviluppare business e restituire al territorio”, dichiara.
Sullo stesso filone si inseriscono anche le Networking Academy, storica iniziativa di formazione che solo lo scorso anno ha toccato 20.000 studenti e professionisti, ”l’85 per cento dei quali entro sei mesi o ha trovato lavoro, oppure ha migliorato la sua posizione lavorativa”.
E quest’anno, in una iniziativa che coniuga Academy e responsabilità sociale, un corso di formazione è stato attivato presso la Casa Circondariale di Buoncammino, a Cagliari, in collaborazione con E-People, e indirizzato a dieci detenuti dell’istituto.

Il terzo elemento che Santoni ha colto in Cisco è l’italianità e il radicamento sul territorio. La partnership con Expo 2015, di cui Cisco è Global Sponsor e per la quale ha stanziato un investimento di 40 milioni di euro, non solo è stata ben recepita a livello di corporation, ma porta l’azienda a pensare all’evento di Milano come a un framework sul quale sviluppare un modello di soluzioni e servizi destinati alle città intelligenti, da diffondere poi su tutto il territorio nazionale.

Il quarto pilastro è, inevitabilmente, quello tecnologico.
Con una nuova parola d’ordine.
”Noi la chiamiamo Internet of Everything ed è un modo di pensare alla rete come a uno strumeto per unire persone, dati, oggetti, processi”.
Il punto di partenza è chiaro: oggi il 99 per cento degli oggetti ancora non è connesso a Internet. Ma già dal 2015 sarà normale che gli elettrodomestici abbiano ciascuno un suo indirizzo Ip.
”Tutto ciò apre la strada a nuove iniziative imprenditoriali, a nuove aziende che vogliono esplorare le nuove opportunità, ma anche a nuovi modelli di business”.
L’evoluzione verso l’Internet of Everything è naturale, secondo Santoni, per una azienda che dopo aver unificato voce e dati ha portato il suo focus verso il video. E per questo Cisco è disponibile a supportare università e istituzioni che vogliano esplorare queste opportunità, così che la tecnologia sia di stimolo all’occupazione.

Per quanto riguarda i focus, nulla è variato: mobilità e Byod, cloud e collaboration restano cruciali, di nuovo declinati in un’ottica di sviluppo per il Paese.
Lo stesso si può dire per i mercati target: Banche, Retail, Sanità e Telco, sono al centro delle iniziative, anche se una energia particolarmente positiva oggi Santoni la trova nelle medie aziende, soprattutto in quelle che sentono forte la spinta dell’internaizonalizzazione.

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