Salesforce, applicazioni on demand “in vetrina”

Il servizio AppStore permetterà di testare e acquistare applicazioni on demand sul marketplace proprietario AppExchange

Acquistare applicazioni utilizzabili “senza licenza” alla stregua di un brano musicale. Facile a dirsi, un po' meno a farsi direbbero i più.
Lo specialista di Crm “a consumo” Salesforce.com, invece, ha deciso di provarci. Lo fa con una nuova iniziativa, presentata in questi giorni.
Si tratta di AppStore, un singolo punto vendita “virtuale” che permetterà di testare, acquistare e fornire applicazioni “senza licenza”.

AppStore metterà a disposizione di utenti e partner una serie di servizi e programmi commerciali, che dovrebbero incentivare l'incontro tra domanda e offerta di applicazioni sviluppate utilizzando la piattaforma e il linguaggio di programmazione Apex della casa e rese disponibili sul servizio AppExchange.

I clienti, infatti, con AppStore potranno esaminare e accedere alle soluzioni degli alleati di Salesforce.com direttamente su AppExchange e trarre vantaggio da un sito integrato, che consente di interagire con un unico vendor e ricevere un'unica fattura per i costi di sottoscrizione a Salesforce.com e al relativo partner.
Sarà, poi, Salesforce.com a processare la transazione e a distribuire gli importi per le sottoscrizioni ai diversi partner.

L'obiettivo commerciale della casa, quindi, è presto svelato: monetizzare AppExchange, il marketplace di applicazioni on demand proprietario, attivato un anno fa dallo specialista di Crm.

Secondo Salesforce.com, nei 12 mesi di vita, l'iniziativa si è ingrandita e, oggi, comprende circa 430 applicazioni, sviluppate da 230 alleati della casa californiana.

Tutti i software sono stati realizzati sul framework Apex di Salesforce.com e possono essere facilmente condivisi, scambiati, testati e installati sulla directory AppExchange.

Secondo il Ceo della società, Marc Benioff, questo marketplace di applicazioni on demand può dirsi veramente globale in quanto sono oltre 7.400 i clienti (appartenenti a 57 paesi), che hanno installato le circa 20.000 applicazioni.

AppStore dovrebbe, quindi, fungere da catalizzatore delle esigenze delle aziende clienti e delle potenzialità degli sviluppatori, che si trovano a dover gestire applicazioni sempre diverse.
Proprio per venire incontro alle esigenze di questa ultima categoria di utenti, la società ha presentato anche una serie di programmi rivolti ai partner.
AppStore, infatti, rappresenta anche un modello di canale self service, che gestisce i pagamenti e la fatturazione in valute diverse e in modalità multilingua, al quale i partner potranno accedere a fronte della condivisione con la casa californiana di una percentuale del fatturato realizzato.

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