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Red Hat, è l’opensource che guida la trasformazione digitale

Lo speciale dedicato alla trasformazione digitale di 01net svela i punti di vista dei più importanti vendor internazionali operanti in Italia, e Red Hat è senza dubbio uno di essi. e a rispondere alle nostre cinque domande è Alberto Fidanza, Red Hat Storage Sales Leader Italy, Israel, Greece & Cyprus

Quali sono le tecnologie oggi alla base della trasformazione digitale dell’economia italiana?

Dopo anni di annunci e di attese, siamo finalmente di fronte a una reale trasformazione che ha il potenziale per ridisegnare la nostra economia in senso digitale, andando a mettere in evidenza quelli che da sempre sono i suoi punti di forza, come la flessibilità, la focalizzazione, la creatività e la capacità di lavorare per obiettivi. Primo fattore abilitante di questa trasformazione, dal punto di vista tecnologico, è sicuramente il cloud inteso nella sua accezione più ampia. Privato, pubblico, ibrido – ognuna di queste declinazioni ha i suoi vantaggi e svantaggi, ma certo un mix equilibrato tra di esse, ovviamente in ottica open, può davvero rappresentare l’asse portante del cambiamento. Come la crescente focalizzazione sul software, l’apertura è un approccio che attraversa tutte le tecnologie, dallo storage al networking fino alle piattaforme applicative. Senza apertura e condivisione, elementi fondanti di Red Hat, non esiste vera innovazione e gli effetti di ogni cambiamento saranno sempre limitati. A livello più tecnologico, sono diverse le direttrici del cambiamento, dai Big Data con la capacità di gestirli e analizzarli in modo efficace, alla crescente automazione che aggiunge sicurezza e precisione ad ogni processo, fino al mondo DevOps, che vede finalmente operare di concerto due mondi – sviluppo e operations – che finora sono andati avanti in parallelo.

Alberto Fidanza
Alberto Fidanza

In che modo si costruiscono le competenze per metterle in azione e per gestirle?

Ci sono competenze specialistiche che si ottengono solo con una costante formazione e informazione sulle più recenti tendenze tecnologiche; ma spesso e volentieri le competenze che stanno alla base di una reale trasformazione arrivano ancora prima delle tecnologie stesse. Come queste ultime sono sempre più al servizio del quadro d’insieme del business, ecco che anche le competenze devono essere sempre più varie e integrate. Sicuramente servono specialisti nell’analisi dei Big Data, ma è fondamentale che si tratti di figure in grado di incrociare i loro dati con le tendenze del business. E lo stesso vale per ogni specializzazione. In questo senso, è fondamentale l’apporto dei vendor, non solo per le tecnologie che promuovono, ma anche e soprattutto per la capacità di calarle in ottica di business e di integrarle con tecnologie di altri, all’interno di scenari più estesi. Vendor come Red Hat offrono percorsi di formazione a tutti i livelli, pensati per i clienti finali ma anche per i System Integrator che possono fare da amplificatore e cassa di risonanza sul mercato.

Come possono trasformare in valore l’investimento tecnologico le aziende italiane ?

Innanzitutto, facendo un’attenta analisi e selezione a monte. Cercando di comprendere dove si vuole investire e perché, uscendo il più possibile dalla contingenza ma inserendo ogni progetto e iniziativa in un approccio strategico più ampio ed esteso. Una volta definita una direzione strategica, è questa che deve guidare gli investimenti tecnologici che verranno man mano decisi e implementati. Il consiglio è quello di privilegiare vendor e soluzioni che operino in senso opposto al lock-in dei sistemi tradizionali, offrendo al cliente la possibilità di dosare gli investimenti in modo graduale ma anche di adottare tecnologie in modo dinamico, con la possibilità di passare dall’una all’altra in corso d’opera – cosa possibile solo se si resta aperti e legati agli standard. Anche il ruolo dei System Integrator in questo senso è fondamentale, perché sono loro ad avere una visione di insieme delle necessità del cliente, e solo loro che possono suggerire un approccio completo e integrato per rispondere in modo più completo possibile a queste esigenze.

red hat open

Che connotati deve avere chi prende in carico la regia della trasformazione tecnologica nelle aziende, ossia il System Integrator?

Il System Integrator porta con sé l’elemento forse più importante della trasformazione digitale, ovvero la conoscenza del cliente nel suo complesso. Per far fruttare al meglio questo asset deve muoversi sul mercato in modo indipendente, privilegiando vendor che operano seguendo gli standard e che non intendono vincolare i clienti a soluzioni proprietarie e poco flessibili. Per questo, la caratteristica primaria del System Integrator deve essere l’apertura verso nuovi vendor, nuove tecnologie e nuovi approcci che possono portare vantaggi al cliente. Cliente che, dal lato suo, deve concentrarsi sempre più sul proprio business, motivo per cui, più il System Integrator riesce a porsi come punto di contatto tra il cliente e le tecnologie, a livello soprattutto strategico, più è probabile che avrà successo. Fondamentale, oltre al continuo aggiornamento tecnologico, è l’approccio consulenziale nei confronti del cliente, che sempre più va guidato con attenzione al business e non all’iniziativa tecnologica fine a se stessa. Un System Integrator e un vendor che condividono lo stesso approccio consulenziale e di apertura rappresentano un doppio asset di grande appeal per qualsiasi cliente.

 

Che ruolo riveste il System Integrator nella trasformazione digitale delle piccole e medie imprese, spesso prive di specifiche competenze nella information technology?

Per le aziende piccole e medie, ancor più che per le grandi, il System Integrator deve diventare il consulente fidato, il supporto concreto ed il facilitatore di business. Le aziende devono “in primis” concentrarsi sulla specificità del loro business e devono poter contare su un partner affidabile, cui demandare in toto la gestione delle proprie tecnologie. Una gestione che però deve essere condotta in ottica di crescita e apertura verso il futuro, proprio per valorizzare al meglio le specifiche competenze aziendali. Il System Integrator deve innanzitutto saper ascoltare, comprendere a fondo le esigenze di business del cliente, perché da quelle derivano le scelte tecnologiche che verranno implementate.

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