Home Digitale Qualys: serve una cloud platform per gestire al meglio il 2022

Qualys: serve una cloud platform per gestire al meglio il 2022

L’intervista a Emilio Turani, di Qualys.
A distanza di un anno dal varo a livello europeo del recovery plan, che in Italia ha portato al PNRR, 01net realizza un’inchiesta, basata su un ciclo di interviste con le principali società che operano in Italia nell’ICT sulla loro strategia per la digitalizzazione delle aziende italiane nel 2022.
Parliamo con loro di quattro temi cardine della trasformazione digitale: resilienza, cybersecurity, cloud, sostenibilità ambientale e sociale e le risposte consentono di costruire la mappa di partecipazione delle realtà ICT alla crescita del Paese in senso digitale.
E c’è un tema in più, il quinto: con spirito consulenziale, chiediamo di fornire agli imprenditori italiani un’idea in più, capace di produrre valore immediato sul piano dell’efficienza e della competitività.

Per Qualys ci ha risposto il Managing Director per Italia, South Eastern Europe, Turchia e Grecia, Emilio Turani.

Un anno dopo il Recovery Plan, a che punto siamo con la reale trasformazione del Paese: con quali soluzioni, competenze e servizi partecipate alle missioni del PNRR che coinvolgono il digitale?

Il PNRR rappresenta un’opportunità unica per il Paese e il Sistema Italia, grazie ad un’allocazione di fondi davvero molto importante. Più specificamente la quota pianificata per digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo ammonta a 40 miliardi di euro, pari a quasi un terzo della quota totale.
L’idea è migliorare la nostra posizione nel DESI, l’indice che misura il livello di digitalizzazione degli Stati in Europa attraverso sei missioni che coprono dalla trasformazione digitale della PA, al potenziamento della infrastruttura di rete e la digitalizzazione/innovazione del sistema produttivo stesso, fino a cultura, scuole e sanità.
In questa maxi-trasformazione digitale la sicurezza non può certo essere un afterthought, cioè un pensiero a posteriori per sistemare le aree insicure. Deve essere integrata by design, dotata di una agilità e scalabilità senza precedenti – perché senza precedenti è la sfida da affrontare.
Qualys vanta un’esperienza ultraventennale da azienda cloud-native, tempo in cui ha sviluppato e raffinato una piattaforma per erogare soluzioni as-a-service che potenzino visibilità, accuratezza, integrazione e automazione armonizzando sicurezza e compliance.
In Italia siamo presenti con un team dedicato per garantire a pubblica amministrazione e aziende il giusto supporto commerciale, tecnico e formativo in linea con le sfide che il PNRR affronterà.

Il 2021 è stato l’anno in cui il tema della cybersecurity è atterrato in tutte le imprese. Quali prospettive concrete vi siete dati per il 2022?

La CyberSecurity diventa tema dominante perché dominanti sono state le problematiche emerse nell’anno: ransomware, fragilità della supply chain, controllo a distanza di lavoratori decentrati, ambienti cloud da verificare e validare continuamente per compliance, analisi del rischio di ambienti IT estremi ed effimeri come i container; queste sono solo alcune delle sfide derivanti dallo scontro titanico tra il fenomeno Digital Transformation e la recente emergenza pandemica che ha cambiato molti paradigmi operativi.
Qualys affronta il 2022 conscia di poter offrire soluzioni per rafforzare le capacità di visibilità in ecosistemi digitali complessi, in modo da consolidare ed accelerare processi di sicurezza pervasiva e trasparente in tutti gli ambienti della biodiversità digitale.

Componente fondamentale della trasformazione digitale è il cloud. Quali sono le scelte che dovranno compiere le aziende italiane nel 2022?

Le aziende dovranno completare una concezione cloud-first, se non addirittura cloud-only: questa piattaforma diventerà sempre più il collante fondamentale di una forza lavoro sempre più mobile, sempre più geo-dispersa, sempre più interconnessa.
Unificare la visibilità dell’ecosistema sarà la base, per poi raffinare interrogabilità e osservabilità aumentando efficacia ed efficienza operativa. Diventa importante accelerare la velocità di reazione alle anomalie e di prioritizzare il rimedio tramite un approccio risk-based.

Dopo il Cop26 si è capito che la sostenibilità, sia ambientale sia sociale, oramai riguarda non solo tutti i Paesi ma anche tutte le aziende. Qual è la vostra strategia riguardo questi temi?

Come azienda tecnologica tendiamo a concentrarci sulla sostenibilità aziendale attraverso le azioni dei nostri dipendenti ed il modo in cui interagiscono ed influiscono sulla comunità in cui vivono. Data la nostra forte presenza nelle principali regioni del mondo, compresa l’India, abbracciamo il rispetto per l’ambiente e la riduzione dei rifiuti come parte naturale della nostra cultura. I nostri dipendenti si impegnano regolarmente in attività in tutto il mondo per condividere esempi di attività sostenibili o incoraggiare le comunità in cui vivono ad abbracciare pratiche come, ad esempio, il riciclaggio ed il compostaggio. Qualys come datore di lavoro globale è orgoglioso di far parte del movimento generale per la sostenibilità aziendale e farà la sua parte per promuovere le cause guidate dalle nazioni e dai loro leader come parte del vertice COP 26.

L’idea ICT del 2022

Se doveste proporre un unico investimento (prodotto, soluzione, metodologia) a un’azienda italiana, una scelta capace di produrre da subito un beneficio a livello di efficienza e competitività, su cosa verterebbe il vostro consiglio?

Senza dubbio sulla piattaforma Qualys.
Un’analisi con i nostri specialisti porta a costruire un inventario digitale completo ed aggiornato indipendentemente dalla complessità del panorama digitale dell’azienda. Su questo sistema si innesta un piano che prevede l’utilizzo della parte necessaria di applicazioni Qualys: il fine diventa sviluppare sia logiche di prevenzione e rimedio prioritizzato in base al rischio, sia capacità di rilevamento rapido di anomalie ed automazione della risposta.
Il risultato finale sarà un consolidamento funzionale, operation sostenibili e una capacità di crescita e decrescita in logica “pay as you grow”.

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