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Cosa faranno i provider con il 5G: come la pandemia ha cambiato la prospettiva

Molti Communications Service Provider (CSP) che stavano implementando i loro piani per l’adozione del 5G, quando è scoppiata la pandemia di Covid-19 hanno vissuto la sindrome da volo cancellato.

Ovverosia, sono stati lasciati nella situazione di dover cercare un nuovo modo per raggiungere la destinazione che si erano fissati.

Di fronte a volumi di traffico in aumento e comportamenti degli abbonati senza precedenti, ora devono capire come adattarsi a quella che sarà la nuova normalità per il prossimo futuro e rimettersi a lavoro verso l’implementazione del 5G.

La maggior parte dei piani 5G dei Communications Service Provider erano basati su modelli di traffico di rete consolidati e prevedibili, ma i normali picchi di carico e i punti di origine del traffico sono stati completamente stravolti dalla pandemia.

I provider hanno progettato la loro infrastruttura 5G in modo da concentrarsi sulla fornitura di capacità nelle aree urbane densamente popolate e lungo le principali vie di transito che conducono all’esterno e all’interno di tali aree.

Hanno investito notevoli sforzi nel pensare a come trarre vantaggio dalle opportunità del 5G che si presentavano per le aziende, sulla base dei modi in cui le imprese lavoravano, almeno fino a marzo 2020.

Al momento, tuttavia, stiamo assistendo a un aumento vertiginoso della domanda nelle aree residenziali/urbane, mentre i distretti finanziari, le stazioni e le altre strutture che tipicamente gestivano enormi volumi di traffico, ora sono sottoutilizzati.

In aggiunta, la “rete aziendale” non è più limitata a un singolo ufficio o campus, ma è diventata un a distribuzione senza confini, in cui i dipendenti lavorano da casa in remoto.

Per rispondere a questi nuovi modelli di traffico e trarre vantaggio da ciò che il mercato desidera, i provider continuano a modificare le loro attività e i loro piani. Secondo Paolo Pellegrineschi, New Technology and Innovation di Nokia Global, non hanno bisogno di ripartire da zero o effettuare nuovi ingenti investimenti nella rete fisica.

Photo Nokia

Cinque modi per sfruttare gli investimenti nella rete

I Communications Service Provider possono ottimizzare i loro investimenti nella rete esistente e iniziare a rimettersi a lavoro verso l’implementazione del 5G adottando cinque strategie.

Massimizzare la capacità della rete fissa. Per fornire un throughput maggiore a un numero più elevato di utenti, i Communications Service Provider possono aumentare le prestazioni delle linee DSL e in rame esistenti utilizzando tecnologie di vectoring o protocolli come G.fast. Anche le tecnologie di accesso ibride che combinano la connettività mobile e fissa possono aiutare a potenziare la capacità delle reti esistenti, ed è un’opzione particolarmente efficace per gli operatori mobili con spettro limitato ma con accesso alla DSL o fibra.

Concentrarsi sulla copertura. Sebbene la capacità sia importante, i Communications Service Provider devono anche assicurarsi di avere la giusta copertura di rete mobile per raggiungere i clienti ovunque si trovino e, nell’attuale scenario legato al COVID-19, è più probabile che questo luogo sia la casa piuttosto che l’ufficio.

L’aggiunta di piccole celle può contribuire a colmare i gap in fatto di copertura e aumentare la capacità, mentre l’impiego del massive MIMO serve a estendere ulteriormente gli intervalli delle celle in modo da migliorare la copertura. Attingere allo spettro senza licenza con il licensed assisted access (LAA) aiuta ad aumentare la capacità e, aggiungendo microonde a impatto zero, l’installazione della stazione radio base può essere facilmente estesa alle località suburbane e rurali.

Adattare le offerte di servizi alla nuova normalità. I Communications Service Provider devono iniziare a ripensare diversamente il modo in cui addebitano e monetizzano i servizi di connettività durante il periodo COVID-19. Qualora abbiano già adottato una piattaforma convergente di addebito e fatturazione in tempo reale per i loro servizi 4G, i Communications Service Provider possono lanciare in modo facile e veloce offerte e promozioni temporanee atte a soddisfare le esigenze attuali dei clienti, in un modo che i piani dati rigidi e altamente strutturati non sono in grado di fare. Tali offerte potrebbero garantire l’accesso senza tariffa a servizi sanitari o video in streaming, maggiore traffico dati da utilizzare per gli abbonati mobili o persino chiamate gratuite per i fornitori di servizi critici come ospedali e operatori sanitari.

Adottare il cloud per coinvolgere i clienti enterprise. Molte aziende stanno cercando di adeguarsi ai nuovi ambienti di lavoro ibridi/in remoto. Sfruttando maggiormente le partnership e gli ecosistemi cloud già consolidati e virtualizzando ancora di più le loro offerte, i Communications Service Provider possono raggiungere gli utenti aziendali indipendentemente dalla loro posizione, offrendo loro i servizi e le applicazioni di cui hanno bisogno.

Introdurre intelligence nella sicurezza delle reti. Le aziende richiedono un livello di sicurezza più elevato per i propri dati aziendali sensibili, anche se i percorsi di ingresso/uscita del traffico di rete sono cambiati e l’accesso ai dati e il loro utilizzo ora avviene in remoto. Naturalmente, i Communications Service Provider non possono installare firewall e altre infrastrutture di protezione della rete presso le sedi dei lavoratori in remoto come farebbero per i campus aziendali. Ma possono adottare misure di monitoraggio e protezione automatizzate e basate sulla rete, utilizzando l’intelligenza artificiale software-based e machine learning per rilevare gli attacchi e rispondere in modo proattivo, garantendo una sicurezza end-to-end. Inoltre, questo approccio rende più semplice aumentare o diminuire il livello di protezione in base alle esigenze.

Grazie all’impiego di software e strategie efficaci, tutti i Communications Service Provider possono adattarsi alla situazione attuale senza sacrificare i propri obiettivi a lungo termine, raggiungendo i traguardi che si erano prefissati. Sebbene permangano molte incertezze, questi investimenti aiuteranno i Communications Service Provider a superare la tempesta COVID-19 e a preparare il terreno per continuare il proprio percorso verso l’adozione del 5G.

 

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