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Il progetto europeo per portare blockchain alle Pmi

Blockchain è una tecnologia che può portare vantaggi in molti settori. Al momento però le sue applicazioni sono essenzialmente in campo finanziario e in pochi altri, a opera poi di grandi aziende che abbiano le capacità di investimento e le competenze necessarie per portare avanti progetti complessi e che vedono presenti vari attori. Il risultato è che le aziende di dimensioni medio-piccole e che non operano in ambito finanziario o fintech sono di fatto escluse dalla potenziale rivoluzione blockchain.

Proprio partendo da questa constatazione la Commissione Europea, per la precisione il suo Joint Research Centre (JRC), ha dato vita a un progetto per esplorare le possibili applicazioni di blockchain fuori dal campo finanziario. Battezzato #Blockchain4EU (con tanto di hashtag), è un progetto a medio termine che durerà fino a febbraio 2018 e comprenderà in generale tutte le tecnologie a ledger distribuiti.

Il progetto punta esplicitamente alle applicazioni industriali e commerciali, spaziando dal monitoraggio degli asset alla gestione della supply chain sino al controllo dei diritti di proprietà intellettuale e ai sistemi di identificazione. Non dovrebbe nelle intenzioni portare allo sviluppo di soluzioni specifiche ma alla definizione di possibili scenari per l’implementazione generica della tecnologia, con un’attenzione speciale alle piccole-medie imprese per la loro competitività.

Più in dettaglio, il JRC si è posto tre obiettivi principali, a partire dalla volontà di mappare e analizzare applicazioni “esistenti, emergenti o potenziali” di blockchain e di altri sistemi a ledger distribuiti nei vari settori di mercato. Gli altri due obiettivi sono l’esplorazione di futuri scenari di produzione, distribuzione e uso di blockchain e l’identificazione di eventuali azioni normative legate alle applicazioni in campo business e manufacturing.

In questo senso il JRC sottolinea che “è cruciale comprendere quali azioni potranno essere o saranno necessarie per prepararsi alle potenziali trasformazioni e i possibili problemi che queste porteranno agli attuali e futuri scenari socio-tecnologici dell’Unione Europea”.

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