Home Mercato La nuova Ibm: due linee di business e quattro aree di innovazione

La nuova Ibm: due linee di business e quattro aree di innovazione

Consulting e technology: il ruolo di Ibm nel 2022 sarà quello di far pensare le aziende e farle agire, lo spiega l’amministratore delegato Stefano Rebattoni. E in Italia vuol dire non sprecare il PNRR.

Uno studio di Ambrosetti fatto per Ibm dice che all’Italia, già da prima della pandemia, sono mancate le energie di sistema, ossia le buone pratiche manageriali, formazione, allocazione ottimale del capitale umano, digitalizzazione, un sistema di amministrazione pubblica che sia di supporto effettivo all’impresa e non faccia da freno. Energie che, mancando, contribuiscono negativamente al Pil, in una misura stimata del – 0,2%.

E se nel 2021 l’Italia crescerà più della media europea, dal 2022 corre il rischio di stare sotto la media se non si cambiano le energie di sistema a beneficio del PNRR.
In questo scenario la parte che deve fare la digitalizzazione nel PNRR è primaria: 9,8 miliardi di euro per la Pubblica Amministrazione e 23,9 miliardi per il sistema produttivo.

Si sa che la produttività del lavoro nelle aziende digitalizzate è superiore e genera punti di valore aggiunto (ed ecco perché ci si attende i data professional in Italia crescano in cinque anni del 42%, sfiorando il milione di persone nel 2025).

Siamo dunque a un bivio storico: finanziare l’esistente o le riforme, e il digitale è l’acceleratore per fare cambiamenti strutturali.

In questo quadro congiunturale si colloca la nuova Ibm, che come ha spiegato l’amministratore delegato, Stefano Rebattoni, ha preso forma dopo il 3 novembre, con lo spinoff di Kyndryl, che da molti è stata ritenuta una delle maggiori operazioni societarie degli ultimi 50 anni.

La nuova Ibm, ha spiegato Rebattoni, si muoverà «sulla base di una strategia basata sull’ascolto dei clienti, che indicano come aree di crescita l’efficienza operativa e la necessità di aumentare la customer satisfaction».

Le due linee di business di Ibm

La nuova Ibm, ha spiegato Rebattoni, si sviluppa su una strategia basata su due business unit: Technology e Consulting. La Technology si focalizza sul mercato, mettendo a disposizionbe soluzioni trasversali. Consulting si focalizza sui settori di industria, per creare best practice, creare esperienze e use case differenti.
Due linee di business che, insieme, insistono sulle due priorità strategiche di Ibm: hybrid cloud (utilizzato da 3.500 aziende) e intelligenza artificiale.

In questo le alleanze strategiche sono a supporto: Sap, Adobe, Salesforce, la stessa Kyndryl, ServiceNow, Oracle. E anche gli hyperscaler, Microsoft e Aws, perché il cloud, per attuare la trasformazione che ci si attende, ha detto Rebattoni, «deve essere deve essere multiplo, agnostico, aperto. Il valore del cloud ibrido è superiore di 2,5 volte al semplice public cloud». Il ruolo di Ibm è realizzare la trasformazione di business con consulenza tecnologica per supportare le piattaforme digitali, «perché Ibm vuole essere una platform company, come ha dimostrato con l’acquisizione di Red Hat».

E le quattro aree di innovazione

Saranno quattro le aree di innovazione che seguirà Ibm. «Investiremo in software di predict, per potenziare l’intelligent data fabric; in automazione dei processi, sviluppando prodotti e acquisendo; in cybersecurity: lo zero trust per mettere in sicurezza tutto; in modernizzazione, per l’agilità operativa».
In questo orientamento le infrastrutture a supporto sono per forza di cose ibride. Il mainframe rimane la piattaforma per il processing di alti volumi, sotto ci sono le piattaforme distribuite di storage e iSeries. Sul piano dei meri risultati questa impostazione si traduce in un business di Ibm che per il 70% si configura su consulenza e software, mentre il restante 30% è dato dalle infrastrutture.

Asset e risorse

A livello corporate Ibm, ha fatto notare Rebattoni, ha 35 miliardi di cash flow con cui sosterrà sostenere investimenti strategici. In Italia ha vari asset, come il Lab di Roma dal 1978, dove 200 professionisti fanno nascere software e architetture IT e ha il primato in brevetti di intelligenza artificiale e cloud. Dal 2015 ha il cloud data center a Milano. Gli Ibm Studios di Milano, sono «un luogo del fare» dal 2019 e sempre dal 2019 c’è l’Innovation center di Rieti (in cuoi sono stati investiti 18 milioni di euro) per PA e Pmi. E Dal 2020 l’investimento è partito in Skills Build per raggiungere con l’aggiornamento oltre 100mila fra studenti e professionisti.

«Abbiamo costituito una task force per studiare il PNRR in tutte le sue missioni per portare il digitale trasversalmente in tutte le aree – ha detto Rebattoni -. Per dare un contributo al Paese». E coerentemente a questo studio sono state definite le priorità di Ibm per il 2022

Le priorità di Ibm nel 2022

Le quattro priorità che si è data Ibm per il 2022 sono cogliere opportunità del PNRR su transizione digitale ed ecologica; modernizzare le infrastrutture critiche del paese con consulenza, intelligenza artificiale, cloud ibrido e sicurezza; supportare la trasformazione digitale della Pubblica amministrazione e alimentare talenti e futuro del lavoro.

Se ne aggiunge una quinta: il quantum computing, «che non è il futuro, ma il presente. Da usare per la propria ricerca, ma anche da aprire a governi ed economie». Esempio: la lotta al cambiamento climatico, la riconfigurazione di nuove catene del valore, la sostenibilità, nuovi vaccini.

Quanto quantum si farà in Italia? «Speriamo tanto – dice Rebattoni -. Il PNRR individua anche la creazione di centri di supercalcolo. Lavoriamo per capire come come inserirvi gli innegabili benefici che può portare il quantum computing».

Riguardo il PNRR «Seguiremo il piano di gare che il governo emetterà. Riguardo la realizzazione dell Polo Strategico Nazionale, che avrà una partnership pubblico-privata. Il ruolo di Ibm sarà a supporto di chi metterà a terra la capacità di calcolo, attraverso la fornitura di soluzioni tecnologiche».

System integrator per le Pmi

Come Ibm vuole parlare alla piccola imprenditoria? Nella strategia della nuova Ibm, ha risposto Rebattoni, «ci siamo soffermati sull’ecosistema: approcceremo direttamente meno clienti rispetto al passato. Diventando una società più tecnologica ci affideremo di più ai system integrator per trasferire in maniera semplice e agile i nostri contenuti. Saranno la nostra cinghia di trasmissione. Stiamo lavorando per formare partner e distretti per farlo al meglio».

 

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