Nokia e Alcatel-Lucent, prove tecniche di fusione

Al momento sono probabilmente i due player che, a livello europeo, soffrono di maggiore debolezza. Dunque, è probabilmente nell’ottica di un’unione che fa la forza che deve leggersi l’ipotesi di acquisizione di Alcatel Lucent da parte di Nokia.
La notizia è stata confermata da entrambe le parti in gioco, che definiscono le trattative in “fase avanzata” se pure non ancora definitiva.
Una loro unione appresenterebbe un’opportunità per razionalizzare le attività, anche in un’ottica di riduzione dei costi, e per sostenere la concorrenza di player di altro calibro come la svedese Ericsson e la cinese Huawei. Per Nokia, inoltre, l’operazione significherebbe l’apertura al mercato statunitense, dove Alcatel-Lucent già è presente.

Entrambe le società hanno alle spalle storie di fusioni non proprio semplici, dalle quali si evince che malgrado la buona volontà non è certo facile ridurre le spese in un settore nel quale la ricerca e lo sviluppo mantengono un peso determinante. E proprio i processi di completamento delle loro integrazioni (Alcatel con Lucent, Nokia con Siemens) sono stati i momenti in cui entrambe hanno perso valore rispetto alla loro concorrenza.
Alcatel Lucent ha un organico di circa 52.000 persone, 6.000 delle quali solo in Franca, mentre in Nokia i dipendenti sono 62.000.
Sa loro unione andasse in porto, si darebbe vita a una realtà da circa 26 miliardi di euro, in linea dunque con il giro di affari di Ericsson, che ha chiuso lo scorso anno a 24,4 miliardi, mentre Huawei si colloca in un ordine di grandezza di circa 10 miliardi di euro superiore.

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