Congiuntura difficile, bilanci difficili. Massima attenzione ai costi.
Sono attesi come i bollettini di guerra i risultati dell’ultima trimestrale dell’anno, in annuncio in questi giorni, vera cartina di tornasole dell’effettiva portata della crisi.
Dopo il tonfo di Intel, la concretezza di Ibm e la sorpresa di Apple, una delusione arriva da Nokia, che non solo registra utili e fatturato al di sotto delle attese, ma annuncia una riduzione dei volumi nell’ordine del 10% nel corso di quest’anno. Comunica inoltre una riduzione della share mel mercato dei cellulari (37% contro il 38,2% atteso) ed evidenzia come il prezzo medio dei telefonini sia ormai attestati a 71 euro.
Gli utili per azione si assestano in effetti a 0.26 euro, al di sotto delle attese degli analisti attestate a 30 centesimi per azione.
La situazione, anche comparata a quella dei diretti competitor, impone una spasmodica attenzione ai costi e non è certo un caso che la società prevede di ridurre di 700 milioni di euro quelli associati alla sola divisione dedicata ai telefoni cellulari.





