Le caratteristiche del campione

In aumento la quota di figure professionali appartenenti alle aree di direzione (36,8% contro il 30% del 2005) e la presenza femminile 

Rispetto all’universo di riferimento, che vede circa il 50% delle risorse
Ict occupate nel settore Ict, i rispondenti alla nostra indagine (1.075) confermano
la netta prevalenza di figure provenienti dal mondo dell’informatica,
il 40% sul totale, ma sono ben rappresentati anche gli altri settori economici.
Anzi, il panel di indagine si divide quasi equamente tra settore Ict e imprese
utenti. Questo elemento sembra indicare come anche da parte delle aziende utenti
vi sia un forte interesse verso tutto ciò che riguarda il settore Ict,
che passa anche attraverso un aggiornamento continuo della conoscenza attraverso
più canali (come la stampa specialistica on line, canale ovviamente utilizzato
dalle persone che hanno partecipato alla nostra iniziativa).

Si parla spesso del settore Ict come di un universo di piccole realtà.
La frammentazione del settore, e quindi l’incapacità di fare sistema,
è stata spesso additata come una delle cause delle difficoltà
del settore: imprese di piccole dimensioni, infatti, non sarebbero state in
grado nel tempo di fronteggiare le criticità imposte dalla necessità
di competere abbassando costantemente i prezzi e le tariffe dei servizi venduti
e che, di conseguenza, ha ridotto la disponibilità di risorse (economiche
e di competenza) utili a diversificare il loro portafoglio di offerta, perdendo
quindi anche in competitività sui temi caldi dell’innovazione e
della convergenza.

Il nostro campione vede ben rappresentato questo universo, anche se con un
sovradimensionamento, rispetto all’universo, delle risorse appartenenti
ad aziende di grande dimensione. Rispetto allo scorso anno, tuttavia, è
cresciuto il numero delle risorse appartenenti ad aziende di piccola dimensione,
come dimostra il 21% dei rispondenti facenti parte di aziende con meno di 10
addetti. Di questi, il 55% appartiene a imprese di informatica, e un altro 25%
a settori immediatamente correlati. Questo dato si ricollega a un altro fenomeno
importante e tipico del nostro paese, ovvero la forte natalità (ma anche
la nati/mortalità) delle imprese, soprattutto di piccole dimensioni:
indice di una forte vitalità del settore (molto spesso si tratta di imprese
con specializzazioni di nicchia e che operano su segmenti molto specifici con
competenze distintive), con un senso di imprenditorialità, ma anche di
difficoltà a rafforzare il mercato.

Se guardiamo ora alla singola figura professionale, possiamo fare diverse considerazioni
su come si struttura il panel della nostra indagine.
Innanzitutto, vale la pena sottolineare che la presenza delle donne è
aumentata: 13,9% del nostro campione, contro il 12,6% del 2005. Spesso si parla
del ruolo della donna all’interno del mondo del lavoro, non solo dell’Ict,
e le considerazioni possono essere diverse. Certo è che, rispetto al
passato, la presenza femminile si fa sempre più consistente e non solo
da un punto di vista strettamente numerico, ma anche di contenuto. Aumenta il
numero di donne che ricopre ruoli manageriali e che segue percorsi di crescita
professionale del tutto simili a quelli dei loro colleghi maschi. Tuttavia,
è ancora evidente come queste conquiste appartengano a un presente piuttosto
recente: il gap non è ancora stato completamente colmato, ma i divari
si stanno lentamente, ma progressivamente, riducendo.

E, infatti, guardando alle aree in cui le donne sono occupate, risulta evidente
come ancora vi sia una differenza nelle divere mansioni: la donna, tipicamente
ricopre ruoli (all’interno delle funzioni marketing, per esempio, dove
è prevalente la presenza femminile) dove sono richieste maggiormente
capacità di relazione e di comprensione delle esigenze del cliente (negli
ambiti della consulenza, ma anche nel disegno e realizzazione di progetti),
la sua presenza risulta invece inferiore alla media e decisamente inferiore
a quella dei colleghi maschi negli ambiti più tecnici. Questo significa
anche che i percorsi di costruzione delle competenze non sono stati fino a oggi
omogenei, ma hanno seguito strade parallele ma differenti. Infine, non si può
ancora parlare di parità nelle funzioni di direzione (37,2% degli uomini
contro il 33,8% delle donne), anche se in questo caso il gap negli ultimi anni
si è decisamente ridotto. Rispetto al 2005, è aumentata la quota
di figure professionali appartenenti alle aree di direzione (oggi il 36,8%,
contro il 30% dell’anno scorso), nelle quali rientrano i responsabili
dei sistemi informativi/Cio (12,1%), i top manager (quasi il 10% dei rispondenti
sono direttori generali, amministratori delegati o titolari dell’azienda),
consulenti senior, project manager e altre figure dirigenziali che si sono qualificate
a parte.

L’analisi delle figure professionali, tuttavia, mostra come segnale maggiormente
indicativo della realtà dell’Ict una forte frammentazione delle
professionalità: le risposte risultano infatti distribuite su un numero
elevato di figure.
Sicuramente vi sono figure professionali in cui è più facile riconoscersi:
il responsabile dei sistemi informativi, il top management, il consulente o
le figure marketing. In questo caso, l’ambito di attività è
solo una specifica di un ruolo che è universalmente riconosciuto in termini
generali. Nel caso delle figure tecniche, invece, l’ambito di attività,
la tecnologia gestita e conosciuta, sono distintive del ruolo ricoperto, sono
anzi l’essenza stessa della professione, che si identifica con la specifica
competenza. Se, quindi, ha senso parlare di un product marketing manager senza
specificare l’ambito all’interno del quale svolge la sua professione,
per certe figure tecniche l’ambito di attività, la tecnologia di
riferimento, sono indissolubilmente legati al ruolo stesso e anzi ne costituiscono
l’elemento caratterizzante. La forte frammentazione delle competenze è
ancora una volta un segnale di come la conoscenza sia l’elemento portante
di questo settore, che proprio nella conoscenza e nel suo costante sviluppo
e aggiornamento, trova la linfa vitale per evolvere. Volendo, infine, scandagliare
le professionalità tipiche tra le donne, vanno segnalate come più
diffuse tre figure professionali: marketing manager (7,4% delle risposte); il
6,7% è consulente senior; infine, il 6% ha un ruolo di alto livello a
capo dell’azienda.

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