I profili professionali più rappresentati

Aumenta l’età media del campione e la professionalità procede di pari passo con la seniority. Il 70% ha lo stesso ruolo da oltre 3 anni

In soli quattro anni l’età media delle figure dell’Ict è
aumentata di 3 anni. Se il progressivo innalzamento dell’età media
veniva l’anno scorso indicato come un segnale del processo di maturazione
in atto nel settore, oggi, alla luce del mercato, possiamo anche fare un’analisi
diversa.
Sicuramente non ci sono più ragioni per cui l’Ict non possa essere
equiparato a molti altri settori industriali, anche nella modalità con
cui sviluppa le proprie risorse; soprattutto, il “ciclo di vita”
del dipendente segue le stesse logiche dell’economia nel suo complesso,
con un invecchiamento progressivo delle risorse lavorative ma un ricambio generazionale
che avviene in maniera più dinamica e dove i giovani hanno ancora più
facilità di ingresso rispetto ad altri settori (basti pensare che il
6% dei rispondenti ha meno di 25 anni).

Tra uomini e donne esiste una differenza di due anni: 38,3 anni in media per
gli uomini contro i 36,3 delle donne. A fare la differenza è proprio
la diversa composizione delle figure sopra i 50 anni di età, che vedono
ridotta la presenza di risorse femminili proprio perché un tempo la donna
era meno presente nel settore (infatti, se si guarda alle persone con età
compresa tra i 30 e i 40 le differenze non sono particolarmente significative):
le donne con più di 50 anni sono il 6,8% contro il 9,7% degli uomini.La
differenza è ancora più evidente, poi, se si guarda alle persone
con più di 55 anni, dove anche le differenze di trattamento pensionistico
incidono: 3,3% degli uomini contro appena lo 0,7% delle donne.

I 40 anni segnano il traguardo verso ruoli di responsabilità o in cui
è richiesta maggiore seniority. Tra le figure a forte managerialità,
diverse vedono un’età media vicina a 40, come il responsabile dei
sistemi informativi, amministratori delegati, direttori generali e program manager.
Altre figure manageriali, siano esse in ambito marketing, vendite o progettazione,
hanno comunque un’età superiore alla media. Il settore Ict è,
quindi, relativamente giovane (le figure dirigenziali hanno comunque un’età
media inferiore rispetto a quella di altri settori dell’economia) ma,
parallelamente, premia la seniority delle risorse. È anche questo indice
di una conquistata maturità del settore.
E che la professionalità proceda di pari passo alla seniority, premiata
con ruoli di maggiore responsabilità, è particolarmente evidente
se si guarda al divario di età esistente tra figure simili: tra il consulente
senior (che ha un’età media pari a 40,3 anni) e il consulente junior
(di poco maggiore dei 28 anni, età che si giustifica con la tendenza
da parte delle società di consulenza, ma non solo, di inserire nel proprio
organico neo laureati per ricoprire i ruoli a più bassa seniority) la
differenza di età è particolarmente significativa, segno della
necessità di seguire un lungo cammino verso la specializzazione necessario
al raggiungimento di traguardi professionali e di carriera.

È interessante notare come le figure di vendita presentino in generale
età piuttosto elevate. Questo si può giustificare con il fatto
che la vendita in area Ict è nel tempo evoluta da una logica di prodotto
a una, più complessa, di soluzione che richiede quindi competenze, tecnologiche
e di business, che vengono acquisite nel tempo. Account manager e solution pre-sales
mostrano entrambi età superiori alla media. È curioso, inoltre,
notare come il solution pre-sales sia la figura professionale con l’età
media più alta, mentre l’anno scorso era l’account manager.
Infine, gli sviluppatori presentano le età più basse tra tutte
le figure professionali. Anche in questo caso, si può parlare di un percorso
di carriera che è stato tracciato e che prevede l’inserimento di
neo laureati a supporto delle attività più operative, che successivamente
assumono ruoli più di responsabilità o di gestione delle fasi
del progetto. Inoltre, nel caso degli sviluppatori Web, si può parlare
di un ambito che è relativamente giovane e che solo negli ultimi anni
ha creato occasioni di formazione delle competenze e che quindi ha visto coinvolto
figure più giovani.

La seniority
Diventa, inoltre, sempre più stretta la relazione tra età e seniority.
L’invecchiamento degli addetti dell’Ict procede parallelamente a
una crescita delle competenze nel proprio ruolo.
Oltre il 70% delle risorse ha un’anzianità nel ruolo superiore
ai 3 anni e una persona su tre ricopre stabilmente lo stesso ruolo da oltre
cinque. La seniority è quindi una garanzia per le aziende: per gli utenti,
significa poter contare su figure professionali con skill comprovati nel tempo;
per i fornitori, rappresenta un valore da fornire al cliente. In generale, avere
risorse con alta seniority consente all’azienda di risparmiare sui costi
di creazione delle competenze, che spesso hanno impatti superiori a quelli che
invece implica il fatto di dover riconoscere una retribuzione più alta
a una risorsa senior: accanto a valutazioni sui costi effettivi, di tipo economico,
infatti, l’azienda deve considerare i costi “nascosti” o che
si manifestano nel tempo, legati alla necessità di investire per inserire
la risorsa nel ruolo, per formarla, per proporla al cliente, perché il
cliente possa riconoscerne le competenze e quindi il valore.

Non va, però, dimenticato come maggiore seniority in un ruolo spesso
può anche significare minore flessibilità per la risorsa, poiché
un ruolo si identifica spesso con una tecnologia, la seniority in un ruolo può
precludere la possibilità di poter operare su tecnologie diverse e quindi
di cambiare ruolo. Un effetto della contrazione del mercato, e della sua raggiunta
maturità nel periodo di ripresa, è sicuramente la minore mobilità
dei ruoli. Il fenomeno del “job hopping”, che tanto ha influenzato
le dinamiche del mercato del lavoro nel periodo della new economy e dello skill
shortage, è ormai dimenticato. Il mondo del lavoro nel settore Ict è
diventato più stabile e, di conseguenza, ha diluito i tempi di crescita
delle risorse.
Si è molto insistito sul tema delle competenze come un fattore essenziale
per questo settore. In effetti, l’Ict è un mondo che si gioca tutto
sulla conoscenza, sul suo sviluppo e sulla sua evoluzione.

Si abbassa la scolarizzazione
Paradossalmente, tuttavia, un settore “high knowledge based” come
questo non fonda le proprie basi sulla scolarizzazione: nel corso del tempo,
anzi, sembra che il livello di scolarizzazione si sia progressivamente abbassato,
privilegiando figure diplomate o con laurea breve piuttosto che figure in possesso
di titoli di studio superiori, che ormai non raggiungono il 40% sul totale.
Le ragioni di questo fenomeno sono diverse. Da un lato, sicuramente, incide
molto il fatto che il settore veda una forte preponderanza di figure tecniche,
cui è richiesto il diploma. E, infatti, oltre il 90% delle risorse presenti
nell’area di manutenzione e assistenza è in possesso di un diploma,
così come il 70% dei sistemisti. La percentuale di laureati più
alta si rileva nell’area consulenza e, d’altra parte, è la
conseguenza del fatto che le società di consulenza richiedono la laurea
come condizione essenziale per l’assunzione. Questo perché una
figura consulenziale deve avere competenze tecniche ma anche un approccio necessario
ad acquisire competenze diverse, in particolare organizzative e di processo.
Il laureato, più del diplomato, presenta un bagaglio di conoscenze e
un approccio che facilitano la formazione di un profilo completo, tecnico e
non solo.

In aggiunta alle considerazioni appena fatte bisogna evidenziare come l’inserimento
nel mondo del lavoro ormai avvenga sempre più spesso prima che la risorsa
abbia finito gli studi, anche grazie al crescente ricorso a stage; in un settore
come l’Ict, dove l’età media è piuttosto bassa, questo
significa una forte presenza di figure giovani che non hanno ancora terminato
gli studi.
Infatti, oltre il 70% dei rispondenti con meno di 25 anni è in possesso
di un diploma, la totalità delle risorse con meno di 20 anni, mentre
il master è più diffuso nella fascia di età compresa tra
i 25 e 40 anni, anche per il proliferare dell’offerta in tal senso. Le
figure dirigenziali sono quelle con un titolo di studio mediamente più
elevato, ma anche con un’anzianità maggiore: per questa ragione,
oltre la metà delle persone con un’età superiore ai 50 anni
è anche in possesso di un titolo universitario.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome