iPhone Duo: 3 cose che ci piacciono e 3 che non ci convincono

iphone duo

Con iPhone Duo Apple entra finalmente nel mercato degli smartphone pieghevoli, ma lo fa con un prodotto che non cerca semplicemente di trasformare un iPhone tradizionale in un dispositivo capace di piegarsi. Il progetto coinvolge display, interfaccia, fotocamere, gestione termica, batteria e perfino alcuni elementi che sembravano ormai intoccabili nell’esperienza iPhone, come Face ID.

Il risultato è probabilmente l’iPhone più diverso degli ultimi anni. Aperto offre un display Super Retina XDR da 7,6 pollici, chiuso utilizza un pannello esterno da 5,4 pollici, mentre all’interno troviamo lo stesso A20 Pro degli iPhone 18 Pro. È anche un dispositivo decisamente costoso: in Italia si parte da 2.369 euro per 256 GB, per arrivare a 3.869 euro con 2 TB.

Non abbiamo ancora potuto sottoporlo a una prova completa: iPhone Duo sarà disponibile dal 23 ottobre. Le specifiche, le soluzioni progettuali mostrate da Apple e i primi hands-on permettono però già di individuare con una certa chiarezza tre aspetti particolarmente riusciti e altrettanti punti sui quali il primo pieghevole di Cupertino lascia più di qualche perplessità.

Ci piace: Apple sembra aver affrontato seriamente il problema della piega

La piega centrale continua a essere uno degli elementi che rendono immediatamente riconoscibile un display foldable. Apple non sostiene di averla eliminata fisicamente, ma ha lavorato per renderla molto meno evidente.

Il pannello interno utilizza una superficie nano-texture opaca, combinata con una struttura multistrato, vetro ad alta resistenza, un polimero specifico e una piastra in titanio. Il sistema permette ai diversi strati del display di muoversi leggermente durante apertura e chiusura, riducendo le sollecitazioni concentrate nella zona centrale.

Soprattutto, non sembra trattarsi soltanto di una dichiarazione Apple. Nei primi hands-on la piega viene descritta come difficile da vedere nella maggior parte delle condizioni e decisamente meno invasiva rispetto a quella di molti foldable precedenti.

È probabilmente qui che gli anni di attesa di Apple acquistano più senso. Arrivare tardi nel mercato dei pieghevoli sarebbe stato difficilmente giustificabile se iPhone Duo avesse riproposto senza sostanziali miglioramenti uno dei principali limiti della categoria.

A questo si aggiungono ProMotion fino a 120 Hz, Always On, 3.000 nit di luminosità di picco all’aperto e un rapporto d’aspetto identico sui due pannelli. Quest’ultima scelta può sembrare secondaria, ma dovrebbe rendere molto più naturale il passaggio dal display esterno a quello interno, evitando ridimensionamenti e cambi di impaginazione troppo bruschi.

Ci piace: iOS 27 non tratta il grande display come un semplice iPhone ingrandito

Il secondo aspetto convincente riguarda il software.

Uno degli errori storici dei primi dispositivi pieghevoli è stato utilizzare un grande display senza ripensare realmente l’interfaccia. Apple sembra aver seguito la strada opposta. La versione di iOS 27 per iPhone Duo modifica Home, Dock, Dynamic Island, barra di stato, widget e disposizione dei controlli in funzione della posizione del dispositivo.

La novità più importante è però Split View. Sul display interno è possibile utilizzare contemporaneamente due applicazioni, sostituirne rapidamente una, aprire due finestre della stessa app e memorizzare alcune combinazioni per richiamarle successivamente.

È questo, più dei 7,6 pollici in sé, che può dare una ragione concreta all’esistenza del Duo.

Un display più grande serve relativamente poco se permette soltanto di vedere Instagram, Safari o Mail ingranditi. Diventa invece interessante quando consente di tenere Safari da una parte e Note dall’altra, confrontare due pagine web, seguire una videoconferenza continuando a consultare un documento oppure mantenere Siri aperta mentre si lavora su un’altra applicazione.

Anche la transizione fra display esterno e interno appare particolarmente curata, così come la capacità dell’interfaccia di adattarsi alle diverse angolazioni del dispositivo.

Per Apple è probabilmente questa la vera partita: trasformare il pieghevole da esercizio di ingegneria a nuovo formato di utilizzo per iOS.

Ci piace: il formato pieghevole viene sfruttato, non semplicemente tollerato

Duo introduce alcune funzioni che esistono esclusivamente perché lo smartphone può essere piegato.

La più evidente riguarda le fotocamere. Il display esterno può essere utilizzato come monitor quando si fotografa con le fotocamere posteriori, permettendo di realizzare selfie con il sensore principale da 48 megapixel oppure di mostrare alla persona fotografata l’inquadratura in tempo reale.

Ci sono poi Duo Preview, Dual Capture per FaceTime e Smart Take, mentre il telefono può essere appoggiato parzialmente aperto su un piano per fotografie, video o time-lapse senza un supporto separato.

Anche StandBy può funzionare sfruttando la cerniera e, particolare interessante, non richiede necessariamente che il telefono sia collegato all’alimentazione.

Sono soluzioni apparentemente piccole, ma indicano che Apple non ha progettato un normale iPhone e aggiunto successivamente una cerniera. Hardware e software sono stati sviluppati pensando a ciò che diventa possibile quando il dispositivo può mantenersi in differenti angolazioni.

Anche sul fronte della costruzione ci sono segnali incoraggianti. La cerniera utilizza oltre cento componenti, il telaio è in titanio di grado 5 e soprattutto il Duo mantiene una certificazione IP68, caratteristica tutt’altro che scontata per un dispositivo pieghevole.

Non ci piace: 2.369 euro, ma la fotocamera è inferiore a quella degli iPhone Pro

Qui diventa difficile essere indulgenti.

iPhone Duo costa in Italia 2.369 euro nella versione da 256 GB, 2.619 euro con 512 GB, 3.119 euro con 1 TB e addirittura 3.869 euro con 2 TB.

A queste cifre sarebbe legittimo aspettarsi non soltanto il form factor più sofisticato della gamma, ma anche la migliore dotazione disponibile su un iPhone.

Non è così.

Il Duo dispone di una principale Fusion da 48 megapixel e di una ultra-grandangolare anch’essa da 48 megapixel, ma manca un teleobiettivo dedicato. Lo zoom 2x viene ricavato dal sensore principale.

È una differenza importante rispetto alla famiglia iPhone 18 Pro, soprattutto considerando che proprio fotografia e video rappresentano ormai una delle principali motivazioni per acquistare un iPhone di fascia alta.

Il problema non è che il sistema fotografico del Duo sembri mediocre. Al contrario, le due fotocamere da 48 megapixel e le possibilità offerte dal doppio display sono interessanti.

Il problema è il rapporto fra prezzo e rinunce. Su uno smartphone che parte da quasi 2.400 euro, essere costretti a scegliere tra il miglior sistema fotografico Apple e il formato pieghevole non appare particolarmente elegante.

Non ci piace: il prezzo della sottigliezza si paga quando lo si chiude

Apple può affermare correttamente che, aperto, iPhone Duo è l’iPhone più sottile mai realizzato: lo spessore è appena 5,2 mm.

Ma uno smartphone pieghevole viene trasportato prevalentemente chiuso.

In questa configurazione il Duo raggiunge 11,3 mm di spessore e pesa 254 grammi.

Sono numeri che cambiano parecchio la percezione del dispositivo. Il piccolo display esterno da 5,4 pollici rende il Duo relativamente compatto in altezza, ma non lo trasforma in uno smartphone leggero.

È il paradosso di questo progetto: aperto appare estremamente sottile e tecnologicamente impressionante; chiuso torna a ricordare che stiamo trasportando praticamente due metà di smartphone sovrapposte.

Per chi utilizza abitualmente un iPhone Pro Max il peso potrebbe essere accettabile. Chi invece viene attirato dal display esterno da 5,4 pollici pensando a un iPhone particolarmente compatto dovrà tenere conto dei 254 grammi.

Non ci piace: addio Face ID, e in Europa manca anche uno dei pezzi più importanti di Siri

L’altra rinuncia significativa riguarda Face ID.

iPhone Duo torna a Touch ID, integrato nel pulsante laterale. Tecnicamente la decisione ha una logica: consente di autenticarsi sia con il dispositivo aperto sia quando è chiuso senza dover duplicare il sistema TrueDepth.

Rimane però una regressione funzionale curiosa su quello che è, di fatto, l’iPhone più costoso della gamma.

Face ID è parte integrante dell’esperienza iPhone da quasi dieci anni. Passare nuovamente all’impronta digitale può essere pratico in alcune situazioni, ma difficilmente può essere presentato come un’evoluzione.

Per gli utenti europei c’è poi un secondo problema, almeno nella fase iniziale.

Una parte importante della presentazione del Duo ruota intorno alla nuova Siri AI, progettata per comprendere il contesto personale, ciò che appare sullo schermo e le informazioni contenute nelle applicazioni, oltre a poter lavorare affiancata a un’altra app sul grande display.

Ma Siri AI non sarà inizialmente disponibile nell’Unione Europea.

Apple Intelligence arriverà in italiano, ma uno degli elementi più rappresentativi dell’integrazione fra A20 Pro, grande display e nuovo iOS resterà almeno inizialmente fuori dall’esperienza europea.

Su uno smartphone da 2.369 euro destinato anche a mostrare quale dovrebbe essere il futuro dell’iPhone, non è un dettaglio.

iPhone Duo sembra molto Apple, nel bene e nel male

La prima impressione è che Apple non abbia realizzato un pieghevole semplicemente perché il mercato ormai ne richiedeva uno.

Ci sono abbastanza elementi originali da far pensare a un progetto sviluppato realmente attorno al nuovo formato: la superficie nano-texture, la cerniera, il rapporto d’aspetto comune ai due display, Split View, l’utilizzo dello schermo esterno con le fotocamere, StandBy, la possibilità di sostenersi senza accessori e un iOS che cambia disposizione mentre il dispositivo viene aperto.

Sono precisamente queste le tre cose che ci convincono di più: display e gestione della piega, integrazione software e utilizzo intelligente del formato pieghevole.

Allo stesso tempo, però, il Duo impone compromessi che su un prodotto meno costoso sarebbero più facili da accettare. Manca il teleobiettivo dedicato, manca Face ID, pesa 254 grammi e in Italia parte da 2.369 euro. A questo si aggiunge, almeno inizialmente, un’esperienza Siri AI incompleta per chi lo acquisterà nell’Unione Europea.

iPhone Duo appare quindi più interessante come dimostrazione di ciò che potrebbe diventare l’iPhone che come sostituto automatico di un iPhone 18 Pro.

Ed è forse proprio questo il punto. La domanda non è se iPhone Duo sia tecnicamente più avanzato di un iPhone tradizionale. In molti aspetti lo è. La domanda è se avere un iPhone che diventa un piccolo tablet valga oltre mille euro in più e alcune rinunce rispetto a un modello Pro.

Per il primo pieghevole Apple, sarà questo il vero test.

iPhone Duo: Apple entra nei pieghevoli con display da 7,6 pollici e A20 Pro

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