Immagini, progetti grafici e PDF si possono modificare in un pannello accanto alla conversazione, alternando richieste in linguaggio naturale e interventi manuali sul contenuto. È la novità creativa dell’ampliamento della partnership fra Adobe e OpenAI presentato al DevDay 2026, che comprende anche la disponibilità in ChatGPT di CX Enterprise Coworker, il sistema di intelligenza artificiale per automatizzare e personalizzare le esperienze dei clienti con controlli aziendali e supervisione umana. Adobe figura fra i primi partner a rendere disponibili le innovazioni presentate all’evento.
L’aggiornamento del plugin Adobe per ChatGPT introduce editor interattivi basati su Photoshop per le immagini, Adobe Express per il design e Acrobat per i PDF. Il rollout globale è iniziato il 29 settembre su ChatGPT web e app, con strumenti che consentono di rifinire direttamente il risultato senza uscire dalla conversazione.
Immagini e design: dal prompt ai controlli manuali
Il nuovo editor permette di selezionare un oggetto oppure delimitare una zona dell’immagine con un pennello e chiedere a ChatGPT di usare il plugin Adobe per intervenire soltanto su quell’area. I controlli visualizzati cambiano in funzione dell’operazione richiesta: per modificare il colore di un oggetto, per esempio, compaiono le regolazioni cromatiche riferite alla selezione, mentre per altre correzioni diventano disponibili cursori per tonalità, saturazione, luminosità, contrasto ed effetti.
Un esempio riguarda una fotografia di un latte macchiato su un tavolino, destinata a un post social, nella quale compare un tovagliolo da eliminare. Si apre la foto nel pannello laterale, si seleziona il tovagliolo con il pennello e si chiede di rimuoverlo. Sulla stessa immagine si può poi selezionare la tazza e chiedere di regolarne luminosità e contrasto: Adobe mostra i cursori pertinenti e l’utente può affinare manualmente il risultato.
Editor e conversazione rimangono sincronizzati: le selezioni e le modifiche conservano il proprio contesto quando si passa da uno all’altra, e gli interventi effettuati nell’editor rientrano nella conversazione come informazioni utili per proseguire il lavoro. Si può così descrivere l’effetto desiderato con un prompt, regolare i dettagli nell’interfaccia e tornare alla chat senza spiegare nuovamente le operazioni già compiute o caricare di nuovo il contenuto. Lo stesso passaggio fra conversazione ed editing diretto riguarda i progetti grafici gestiti con Adobe Express.
Vibhor Chhabra, product lead per ChatGPT Ecosystem di OpenAI, commenta: “Vogliamo che ChatGPT aiuti le persone a passare da un’idea a un lavoro pronto per essere utilizzato o condiviso, mantenendo il controllo sui dettagli lungo il percorso. Il plugin di Adobe integra la sua competenza creativa e la sua precisione in questa esperienza, consentendo alle persone di passare in modo naturale dalla descrizione di ciò che desiderano alla modifica diretta di immagini, design e PDF – tutto in ChatGPT.”
Acrobat per modificare e annotare i PDF
Per i documenti, gli strumenti di Acrobat integrati nel plugin consentono di aprire un PDF nel pannello laterale e revisionare il testo direttamente nel documento, evidenziare passaggi e annotare il contenuto. L’utente vede la porzione su cui sta lavorando e può modificarla nello stesso ambiente, mantenendo il documento accanto alla chat.
Le selezioni nel PDF possono anche guidare le richieste successive. Durante la revisione di un contratto di collaborazione, per esempio, si può evidenziare il paragrafo sulle condizioni di pagamento e chiedere a ChatGPT di usare il plugin Adobe per individuare ed evidenziare gli altri passaggi relativi a pagamenti o fatturazione. Acrobat contrassegna quelle sezioni nel documento, permettendo di esaminare insieme le condizioni correlate e verificarne la coerenza. Il contesto selezionato torna alla conversazione per continuare l’attività.
L’estensione delle funzioni in ChatGPT si inserisce nella presenza degli strumenti Adobe anche in Claude, Gemini, Slack e Copilot. In ChatGPT, Claude e Slack gli strumenti creativi e documentali sono stati riuniti in un unico plugin, attraverso il quale passare fra attività grafiche e lavoro sui documenti. Per Gemini e Claude, Adobe aveva già annunciato l’ingresso nella piattaforma Google e l’ampliamento del plugin con Acrobat e nuovi editor interattivi.
CX Enterprise Coworker per il marketing
Disponibile dal 29 settembre, il plugin CX Enterprise Coworker in ChatGPT collega applicazioni Adobe e sistemi aziendali, mantenendo il contesto fra sessioni, dalla definizione dei pubblici ai percorsi dei clienti, ai contenuti, alle offerte e all’attivazione sui canali. Opera entro le policy e i passaggi di approvazione dell’impresa. Adobe indica oltre 2.500 clienti e primi utilizzatori del sistema, con tempi di campagna ridotti da settimane a giorni.
Basato sui dati di Adobe Experience Platform, consente di indagare conversioni e abbandoni, rilevare sovrapposizioni e preparare segmenti attivabili. Un esempio è individuare potenziali clienti B2B finanziari inattivi da 30 giorni, escludendo quelli già in percorsi di coltivazione del rapporto commerciale. Può anche cercare materiali approvati in Experience Manager e creare progetti Workfront con modelli, priorità, budget e approvazioni: per esempio, una campagna da 200.000 dollari con revisioni di testi, design e aspetti legali.
Le funzioni di orchestrazione della customer experience permettono di partire da un obiettivo, come migliorare l’accoglienza dei nuovi clienti o ridurre l’abbandono del carrello, per definire il pubblico e il percorso, segnalare problemi e rifinire il piano fino all’approvazione. Le analisi comprendono andamento dei canali, cause probabili delle variazioni nelle prestazioni e controlli sulle connessioni fra dati, pubblici e destinazioni.
Adobe è inoltre partner iniziale di OpenAI Marketplace: i clienti enterprise possono destinare parte della spesa già impegnata con OpenAI a una licenza Coworker.
Agenti ChatGPT in Workfront da ottobre
Per ottobre è prevista l’integrazione di Workfront con OpenAI Agents API, per creare e distribuire agenti ChatGPT come AI Collaborators. Le attività comprendono controllo qualità dei materiali, scrittura da brief e localizzazione, con verifiche di conformità al marchio e ai requisiti legali e successivo ritorno del lavoro in Workfront per revisione e approvazione umana.
Gli AI Collaborators di Workfront operano nel contesto di progetti, obiettivi, attività e scadenze, con permessi basati sui ruoli e confini definiti dall’organizzazione. Gli amministratori controllano chi può configurarli e assegnare loro lavoro, quali dati possono consultare e quali azioni possono eseguire; le operazioni sono registrate e verificabili attraverso una traccia di audit.








