Home 5G Infrastrutture digitali e IoT: quanto serve per la ripartenza dopo il lockdown

Infrastrutture digitali e IoT: quanto serve per la ripartenza dopo il lockdown

Dopo molte settimane di lockdown in cui l’Italia si è confrontata con la grave emergenza sanitaria, la fase 2 sta lentamente prendendo corpo.

La grande paura generata dalla pandemia Covid-19, seppure non sparita, sta lasciando il posto alle non poche preoccupazioni e difficoltà per centinaia di migliaia di Pmi italiane.

Prostrate da mesi di fatturato pressochè nullo, e con prospettive a dir poco incerte, non sono poche le realtà aziendali che si interrogano sul proprio futuro a breve e medio termine.

In questo difficile contesto il ruolo delle grandi società, telco su tutte,  è di grande importanza sia dal punti di vista economico che morale.

Ne abbiamo discusso con Alessandro Magnino, Responsabile Marketing Grandi Aziende e Pubblica Amministrazione di Vodafone Business Italia.

Il quadro della centralità della rete internet è chiaro per tutti ormai: l’infrastruttura fissa e mobile hanno sorretto tutto il sistema paese (e non solo) in un frangente in cui sono stati i dati a fare girare l’economia. Per Vodafone, avere investito strategicamente in tempi non sospetti sulla propria rete ha permesso di reggere un aumento di traffico a dir poco impressionante in un lasso di tempo brevissimo.

Infatti, parliamo di +30% di volume di dati sulle reti mobili e +60% sulla rete fissa. 
Non solo dati, tuttavia: Magnino ci ha ricordato come anche la durata media delle chiamate voce sia praticamente raddoppiata in questi mesi. Le piattaforme di web collaboration hanno avuto un vero boost: i minuti spesi su queste piattaforme sono aumentati di 6 volte dall’inizio del lockdown.

Alessandro Magnino
Alessandro Magnino

Il new normal, o nuova normalità, appare sempre più come una solida realtà. A testimoniarlo è la scarsa decrescita dell’uso di internet anche al termine del lockdown, segno di come molte aziende di ogni grado stiano metabolizzando temi come lo smart working anche in tempi meno emergenziali.
Per moltissime aziende, costrette ad adottare sistemi di lavoro a distanza spesso improvvisati nell’arco talvolta di poche ore, è adesso il momento di riflettere su come strutturare in modo organico una situazione che – inutile nasconderlo – appare destinata a durare per un lungo lasso di tempo.
Lo smart working consente non solo di superare l’impasse di questo periodo, ma anche di abilitare attività complesse , come coordinare il lavoro con colleghi in zone diverse del mondo. Inoltre, anche grazie alle connessioni a banda ultralarga, offre nuove opportunità professionali ed imprenditoriali anche a chi vive in zone non densamente abitate.

Il mondo educational ha avuto ancor più bisogno di supporto da parte delle telco, e Vodafone si è impegnata per sostenere studenti e scuole.
Infatti, non interrompere l’importantissima fase educativa dei ragazzi è essenziale per lo sviluppo dell’intera società.
Vodafone ad esempio consentirà agli studenti di usare piattaforme di collaboration senza consumare giga: una formula importante, a supporto di famiglie che in molte situazioni affrontano situazioni di difficoltà economica. In aiuto a questi nuclei meno fortunati, la Fondazione ha anche donato materiale informatico necessario per la didattica a distanza; il rischio di una ulteriore emarginazione in questa fase storica è tutt’altro che remoto.

Come Vodafone Business la PA è certo uno dei mercati di elezione; l’istituzione scuola si potrà dunque approvvigionare di connettività adeguata alle moderne esigenze.

La modalità FWA (Fixed Wireless Access) consentirà ad oltre 2000 comuni di superare il digital divide. Un passo fondamentale, visto che la banda larga è fondamentale per non essere tagliati fuori dalla trasformazione digitale finalmente in atto

Non tutto sarà digitale, ovviamente. Una quantità pressochè infinita di attività richiedono sempre presenza umana, e le stringenti normative atte a contenere il contagio impongono alle organizzazioni una serie di restrizioni e controlli a cui fare fronte.

Abilitare la società digitale significa anche saper accompagnare le aziende che devono riaprire in sicurezza e a norma, tutelando dipendenti e clienti.
A questo scopo, la società ha infatti predisposto soluzioni IoT per la riapertura in sicurezza delle aziende, anche in grado di valutare la distanza fra le persone e la loro temperatura corporea.

vodafone iot

 

Le soluzioni di Vodafone Business per l’unlock si basano su tecnologia IoT, ambito in cui Vodafone è attiva da tempo con  oltre 100 milioni di oggetti connessi nel mondo, 11 milioni in Italia e un ritmo di crescita di oltre 2 milioni di dispositivi al mese.

La gamma comprende sistemi connessi dotati di termoscanner o termocamere per rilevare la temperatura corporea in tempo reale fino a 30 persone e l’adozione, nella posizione corretta, dei dispositivi di protezione individuale (mascherine); soluzioni per agevolare il distanziamento fisico dei dipendenti attraverso dispositivi indossabili (wearable) o tramite app su smartphone; soluzioni per monitorare le code e misurare in tempo reale la concentrazione di persone;  soluzioni applicative su smartphone per la prenotazione in sicurezza degli spazi di lavoro direttamente dai dipendenti.

Esistono anche soluzioni erogate tramite mobile app, pensate per le aziende per prenotare mensa piuttosto che la postazione di lavoro. Già prima era previsto in alcune aziende più evolute della media la gestione di spazi condivisi in modo digitale; il new normal ha posto in essere una serie di obblighi (protocolli di sicurezza) in cui le app sono di grande supporto, sgravando il personale preposto da un carico di lavoro improbo.

Vodafone ha anche progettato dispositivi wearable che comunicano tra loro e con un tablet. La soluzione permette di garantire il corretto distanziamento fisico tra i dipendenti negli ambienti di lavoro attraverso segnalazioni acustiche intermittenti a volume crescente, che diventano continue quando la distanza stimata tra due operatori è inferiore alla soglia di sicurezza.
Inoltre, il sistema consente di memorizzare in forma anonima gli eventi di allarme e le informazioni temporali in modo da garantire una mappatura e un tracciamento dei contatti in caso di eventuali positività al Covid-19, nel pieno rispetto delle normative sulla privacy

Il fil rouge è fornire alle aziende soluzioni chiavi in mano rendendo semplici e trasparenti situazioni che potrebbero essere decisamente complesse, in particolare laddove la scelta cadesse su numerosi fornitori.
Il tutto supportato dalla rete, fissa e mobile, abilitante per qualsiasi impresa.

La gestione delle moderne aziende non può più prescindere dalle tecnologie IoT e dalla banda larga, e Vodafone ne è perfettamente consapevole. Per questo la multinazionale supporta le aziende ad entrare in piena forza nel mondo della trasformazione digitale. Creando così nuovi modelli di business sfruttando servizi gestiti, analytics, cloud, manutenzione predittiva. In questo contesto il 5G avrà un effetto abilitante; Magnino ha voluto sottolineare un particolare spesso trascurato delle reti di nuova generazione.

Infatti, oltre a bassa latenza e grande velocità, le reti 5G promettono di gestire un numero enorme di dispositivi, fino ad 1 milione per chilometro quadrato.

Vodafone si definisce una tech company, in grado di creare servizi e soluzioni e soprattutto fornire le piattaforme abilitanti (quella IoT ad esempio) su cui è possibile essere flessibili e concreti, in grado di dare risposte concrete alle esigenze di aziende grandi e piccole.

Vodafone ha di fatto interpretato con decisione il proprio ruolo di leader su un territorio fra i più martoriati da Covid-19. Garantire la continuità imprenditoriale dei propri clienti ha permesso alla ossatura del paese di sopravvivere, e ora che ci si affaccia ad una nuova fase della crisi, la società britannica sente ancora più forte il senso di responsabilità di cui è investita.
Vodafone dimostra di aver compreso appieno quanto sia importante fare squadra di fronte a sfide di questa portata.

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