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Inaz: una soluzione HR integrata è l’idea vincente per il 2022

L’intervista a Linda Gilli, di Inaz.
A distanza di un anno dal varo a livello europeo del recovery plan, che in Italia ha portato al PNRR, 01net realizza un’inchiesta, basata su un ciclo di interviste con le principali società che operano in Italia nell’ICT sulla loro strategia per la digitalizzazione delle aziende italiane nel 2022.
Parliamo con loro di quattro temi cardine della trasformazione digitale: resilienza, cybersecurity, cloud, sostenibilità ambientale e sociale e le risposte consentono di costruire la mappa di partecipazione delle realtà ICT alla crescita del Paese in senso digitale.
E c’è un tema in più, il quinto: con spirito consulenziale, chiediamo di fornire agli imprenditori italiani un’idea in più, capace di produrre valore immediato sul piano dell’efficienza e della competitività.

Per Inaz ci ha risposto il Presidente e AD, Linda Gilli.

Un anno dopo il Recovery Plan, a che punto siamo con la reale trasformazione del Paese: con quali soluzioni, competenze e servizi partecipate alle missioni del PNRR che coinvolgono il digitale?

L’esperienza, le competenze, e le soluzioni di Inaz in termini di prodotti e servizi dedicati al mondo HR sono tutte orientate ad aiutare le aziende a digitalizzarsi, innovare e cogliere tutti i vantaggi delle trasformazioni in atto.

Negli ultimi anni, e da ben prima che la pandemia portasse la disruption che ben conosciamo, Inaz ha puntato con forza sugli strumenti per favorire il lavoro, la collaborazione e la comunicazione anche da remoto e in mobilità, sulle tecnologie paperless, sulle piattaforme collaborative e sempre accessibili, grazie al cloud, in qualunque momento, in qualunque luogo e da qualsiasi device. Tutti elementi che si sono rivelati fondamentali allo scoppio della pandemia: mentre chi era già attrezzato in questo senso ha saputo reagire prima e meglio degli altri alle difficoltà, anche gli altri hanno velocemente capito che era necessario fare un salto in avanti. E così è stato: anche se il percorso sarà ancora lungo, oggi possiamo dire la spinta delle difficoltà esterne, unita agli incentivi del PNRR, stanno portando le aziende italiane a recuperare il loro gap.

Tanto che, oggi, le priorità sono già molto cambiate rispetto a un anno fa. Per esempio, la ricerca The Future of Work 2021 realizzata da Osservatorio Imprese Lavoro Inaz con Business International ha rivelato che la priorità indicata dalle aziende non è più (come nel 2020) quella di digitalizzarsi e gestire lo smart working: queste cose sono ormai assodate; oggi emerge invece la forte necessità di puntare l’attenzione sul benessere lavorativo e sulla costruzione di modelli organizzativi e culturali diversi del passato. Una leadership più orizzontale e inclusiva, più collaborazione, più autonomia per i dipendenti, più attenzione alla conciliazione famiglia-lavoro e al welfare aziendale come elementi che si affiancano alla retribuzione nel garantire la soddisfazione dei dipendenti. Dipendenti che, soprattutto se appartenenti alle nuove generazioni, sono oggi molto più propensi a lasciare un posto di lavoro dove non si sentono valorizzati.

Il 2021 è stato l’anno in cui il tema della cybersecurity è atterrato in tutte le imprese. Quali prospettive concrete vi siete dati per il 2022?

Negli ultimi mesi abbiamo assistito alla estesissima diffusione del a distanza ed è quindi aumentata enormemente la frequenza con cui i lavoratori utilizzano reti e dispositivi, spesso personali, al di fuori del perimetro aziendale. Ed è ulteriormente aumentata la mole di dati personali – quindi delicatissimi da trattare – che le aziende sono chiamate a gestire, trasmettere, registrare, controllare, archiviare. È chiaro che tutto questo pone continuamente problemi di cybersecurity sempre più complessi.

La prospettiva per il 2022 che Inaz si è data è quella di continuare a essere il partner più affidabile nella gestione dei dati relativi alle persone in azienda: essere specialisti in questo campo non vuol dire solo mettere a disposizione le migliori competenze in ambito IT e garantire i più alti standard di sicurezza (attraverso le tecnologie e le certificazioni più avanzate); vuol dire anche poter offrire una competenza senza eguali in ambito giuridico e normativo, supportata dall’esperienza e dalla professionalità di esperti costantemente aggiornati su un quadro legislativo che è sempre in evoluzione.

Componente fondamentale della trasformazione digitale è il cloud. Quali sono le scelte che dovranno compiere le aziende italiane nel 2022?

Il cloud è senz’altro la tecnologia abilitante per cogliere tutti i vantaggi della trasformazione digitale. Gestire i dati del personale in cloud vuol dire, per le aziende, alleggerire i reparti da pesi e vincoli, tenere sotto controllo i costi i infrastruttura ed essere sempre seguiti nel gestire aspetti come privacy, sicurezza e GDPR compliance. Inoltre, non serve sottolinearlo, è la scelta fondamentale quando si punta sullo smartworking. Un investimento per il futuro che deve essere fatto scegliendo il fornitore giusto, che sappia trattare i dati del personale con affidabilità e competenza, che conosca le esigenze specifiche degli uffici del personale e che comprenda le dinamiche e le evoluzioni del settore.

Dopo il Cop26 si è capito che la sostenibilità, sia ambientale sia sociale, oramai riguarda non solo tutti i Paesi ma anche tutte le aziende. Qual è la vostra strategia riguardo questi temi?

Inaz ha da poco aderito al Global Compact delle Nazioni Unite, la più grande iniziativa mondiale sulla responsabilità sociale e ambientale delle imprese che si articola in quattro ambiti: diritti umani, lavoro, ambiente e lotta alla corruzione. Per una media impresa come Inaz, da sempre attenta ai temi della responsabilità d’impresa, del bene comune e dello sviluppo della società civile nei territori dove è presente, l’adesione al Global Compact è una scelta che ci proietta in una dimensione globale. Abbiamo deciso di adottare una visione più ampia in considerazione delle pressanti sfide che coinvolgono tutti gli operatori economici e dell’urgenza di adottare misure a livello mondiale per centrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU.
Per Inaz l’adesione al Global Compact rappresenta il naturale compimento e la valorizzazione di una serie di scelte compiute negli anni. Per esempio, sul fronte della sostenibilità ambientale abbiamo messo in campo iniziative per favorire la riduzione della plastica in azienda, il risparmio idrico, la cura del verde. La nostra governance mette al centro il benessere delle persone e promuove il wellbeing, la conciliazione famiglia-lavoro, l’inclusione, la formazione e lo sviluppo dei talenti. Abbiamo lavorato negli anni per costruire una forte cultura aziendale improntata al rispetto delle persone e dei valori e adottato standard e modelli organizzativi, come il Mod. 231 per la prevenzione della corruzione, che è uno dei fattori che ci ha permesso di ottenere ★★++ (due stelle ++) nel rating di legalità dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Si tratta di un percorso in continuo divenire e la nostra volontà è quella di migliorarci costantemente: far parte di un network globale non potrà che darci un’ulteriore spinta in questo senso.

L’idea ICT del 2022

Se doveste proporre un unico investimento (prodotto, soluzione, metodologia) a un’azienda italiana, una scelta capace di produrre da subito un beneficio a livello di efficienza e competitività, su cosa verterebbe il vostro consiglio?

Per noi che ci occupiamo del mondo HR in tutte le sue sfaccettature, la mossa vincente da fare ora è adottare una soluzione che integri le risposte a tutte le necessità delle risorse umane: gestione centralizzata dei processi, approccio orientato alle persone (per ingaggiarle e per farle lavorare e comunicare meglio), attenzione alla mobilità, digitalizzazione. Un unico investimento che permette di gestire le persone ovunque si trovino (casa, sedi fisiche, in mobilità…), agevolando sia i processi legati alle attività dell’ufficio del personale, sia il lavoro stesso dei dipendenti. Per attuare un vero smart working e permettere a tutti di essere operativi da qualunque luogo come se si fosse in ufficio, non bastano i device e le tecnologie.

Va anche creato un ecosistema digitale, una piattaforma integrata, che permetta ai dipendenti di essere produttivi, di sentirsi coinvolti, di coltivare il senso di appartenenza e di collaborare con i propri colleghi e responsabili. Quando parliamo di persone al lavoro, infatti, dobbiamo considerare moltissime esperienze fra loro interconnesse: da quelle più legate ai processi amministrativi (come presenze, note spese, trasmissione di documenti ecc.), ai processi di valutazione e assessment, fino alla formazione, alle comunicazioni tra azienda e dipendenti e alla social collaboration all’interno dei team. Inaz ha creato per questo la piattaforma HExperience, con la quale i clienti hanno la possibilità di fare questa esperienza di ecosistema collaborativo e flessibile, basato su un database unico che gestisce tutti i dati delle risorse umane al quale si aggiungono specifici moduli operativi. È una soluzione che dà alla direzione HR una maggiore visione e le permette di assumere quel ruolo strategico al quale oggi, sempre di più, è chiamata.

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