Impresa 4.0, volano i macchinari, lenta la formazione

Bene gli investimenti, in ritardo la formazione e male il venture capital. Sono i risultati del piano Impresa 4.0 presentati a Torino dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Gli investimenti per i settori che rientrano nel super e iperammortamento fiscale e finanziati dalla Nuova Sabatini sono cresciuti nel 2017 dell’11% su base annua.

Nel settore dei macchinari nel 2017 il fatturato interno italiano ha superato quello di Francia Germania, mentre nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche ce la giochiamo con i tedeschi.

Buone notizie anche dal credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo dove sono aumentate le imprese che ne hanno beneficiato. Sono 16mila con un incremento del 104%.

Impresa 4.0 ha bisogno di formazione

Fin qui le buone notizie. Meno bene va sul fronte della formazione dove solamente l’8,3% di lavoratori tra 24 e 65 anni partecipa a corsi di formazione. Un dato che ci pone sotto la media Ue del 10,8.

La speranza che il 2018 possa andare meglio si affida alle parole del presidente dell’Istat Giorgio Alleva secondo il quale il 38% delle imprese manifatturiere prevede di investire quest’anno in formazione collegata alle nuove tecnologie 4.0 e un quarto delle aziende pianifica di reclutare nuove persone con conoscenze coerenti a questi temi.

Un dato che sembra abbastanza logico. Se compri nuovi macchinari per cambiare il lavoro della tua azienda poi devi anche procedere alla formazione dei dipendenti. La formazione è al centro anche dell’attenzione di Confindustria. Come ha ribadito Elio Catania, presidente di Confindustria digitale quando pochi giorni fa a Modena ha detto che il “Il 2018 sarà l’anno della formazione“.

Altri dati dicono che il 42% delle imprese ha investito nel software, il 33% nell’IoT, il 30% nel cloud, poco più del 20% in cybersecurity e meno del 15% in robotica. Calenda è tornato a battere sul tasto degli Istituti tecnici superiori in grado che vantano un tasso di inserimento nel mondo del lavoro dell’80% dopo un anno dal diploma.

L’obiettivo è di incrementare il numero di studenti iscritti da 9mila a 20mila entro il 2020. Il piano del governo ha provocato un improvviso svecchiamento del parco macchine italiano che prima del varo di Impresa 4.0 era di 12 anni e otto mesi. Le previsioni dicono che a fine 2019 le imprese italiane avranno acquistato circa 50mila macchine digitali, quasi il 20% dell’intero parco italiano e la vita media sarà scesa a 9 anni.

Sui venture capital il ministro ha ammesso che per il momento la situazione è nera. Calenda sostiene infatti che continuiamo a creare startup innovative che non trovano capitali privati e
sempre più spesso si rifugiano all’estero.

 

 

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