Il cloud è un’opportunità per il canale It

Il nuovo paradigma dell’Information Technology è destinato a superare il modello del software-as-a-service

Un chilo di storage, due etti di sicurezza, quattro etti scarsi di videoscrittura, una tonnellata di posta elettronica… Sognato, inseguito, agognato da molti, il mito dell'informatica “un tanto al chilo” si sta ritagliando uno spazio sempre più grande nei salotti che contano del mondo Ict e non solo. Nonostante la fuorviante marea di definizioni in arrivo da ogni dove, il concetto è abbastanza semplice, ovvero accedere ai servizi It come si accede oggi all'energia elettrica o al gas, si preme un pulsante e si ottiene ciò di cui si ha bisogno, videoscrittura, storage, sicurezza. In casa o in ufficio basterà avere un semplice pc, o anche un monitor con connessione al Web. Il resto, dall'hardware al software, sarà tutto, o quasi, posizionato nei vari data center dei vendor che, come tante nuvole, metteranno in condivisione le risorse.

Il ruolo di distributori e rivenditori
Ovvio che, soprattutto le aziende, guardino con crescente interesse a un simile modello, pressate come sono dalla crisi economico-finanziaria. Poter demandare a terzi (per giunta esperti), la gestione e l'erogazione dei servizi It e degli strumenti di lavoro non è cosa da poco. Del resto, concetti come virtualizzazione e software come servizio vanno da tempo in tale direzione. Se questo è più o meno lo scenario che ci aspetta, però, da molte parti un simile paradigma sta sollevando più di un dubbio riguardo al ruolo che spetterà proprio agli operatori del canale indiretto, dai distributori ai rivenditori. Se l'hardware, il software, le risorse It in generale e anche le piattaforme di sviluppo risiedono nelle nuvole dei vendor, che diventano sostanzialmente service provider attraverso reti a banda larga, il ruolo dei partner di canale è destinato a diventare quello di semplici procacciatori di business? E i distributori che cosa se ne faranno dei loro faraonici impianti logistici dediti allo spostamento di milioni di “scatole” ogni giorno, ora, secondo?

La fiducia di Ballmer
Provocazioni, certo, ma fino a un certo punto perché i timori sono diffusi e, anche in questo caso, complice la crisi, per molti la paura fa 90… Una paura però che va controllata e dimensionata anche perché, come ha spiegato perfettamente Steve Ballmer, istrionica guida di Microsoft, «se volete un business che non cambia, lasciate perdere l'It. Non posso dirvi di non preoccuparvi, ma vi posso dire che per ogni prodotto o settore che sembra sparire, ce ne sono altri due che stanno nascendo». E in effetti, guardando con una certa attenzione ai recenti annunci di colossi del calibro di, manco a dirlo, Microsoft, Google, Adobe, Amazon eccetera, viene da pensare che Ballmer non ha tutti i torti. Con ogni probabilità, infatti, proprio il tanto discusso e, in parte, temuto cloud computing, potrebbe già oggi rivelarsi una ghiotta opportunità di business a elevato tasso di valore aggiunto per Isv, Var, system integrator, ma anche semplici reseller con tanta buona volontà e creatività.

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