Ibm cementa la social enterprise

Dal Lotusphere 2012 è uscito un mondo nuovo. Le leve dell’evoluzione illustrate da Alessandro Chinnici, Social business consultant Ibm.

Rigorosamente Open Standard (leggi W3C), il tradizionale portfolio software di Ibm si sta sempre più “socializzando”.

Prestando orecchio alle novità annunciate la scorsa settimana a Orlando, in Florida, a snocciolare i plus di quanto visto e sentito Oltreoceano, in occasione dell'edizione 2012 di Lotusphere, è Alessandro Chinnici.

Analytics in rete
Il Social business consultant di Ibm Italia ha portato l'attenzione su strumenti di analisi e sviluppo applicativo, come Cognos e Rational Team Concert che, «attraverso l'integrazione di tecnologie di social networking» Big Blue sta trasformando «in soluzioni di social business» da applicare in tre specifici filoni, vale a dire: “Customer care e insight”, “Workforce optimization” e “Product & service innovation”.

Annunci in chiave social
Così, se negli ultimi due anni, Ibm ha lavorato per realizzare tutta una serie di componenti applicative «commercializzate e pacchettizzate anche con soluzioni di terze parti», la spina dorsale degli annunci in area “social” riguarda, prima di tutto, Ibm Connections 4.

«Evoluzione delle rete intranet già in uso all'interno di Big Blue dal 2005, per la quarta generazione di questo prodotto - spiega Chinnici -, si è lavorato sulla generazione dei flussi di notizie, sulla posta elettronica e sull'analitica della piattaforma».

Così, in attesa della nona versione di Lotus Notes Domino, ora ribattezzata Lotus Notes Social Edition, «per lavorare con la propria posta elettronica visualizzando in maniera contestuale il contenuto sul quale è possibile agire», oltre all'Ibm Customer Experience Suite, a tener banco è Ibm Docs.

Produttività elevata a potenza
In chiave social, proprio il ruolo degli strumenti di produttività, stando a quanto riferito da Chinnici, è stato «completamente ripensato, stravolgendo anche la modalità di utilizzo di questi strumenti, che possono diventare più collaborativi se installati su un server, senza che sulla propria macchina serva altro che un Web browser» che, a prescindere dal sistema operativo utilizzato, trasforma la proposta di Ibm in «una Google Apps all'ennesima potenza».

Il lato Mobile non può mancare
Il tutto grazie a strumenti standard che Ibm ripropone anche nell'approccio connesso alle componenti “mobile” rendendo disponibili per Apple, Android, Windows Phone (introdotta dopo la partnership strategica tra Microsoft e Nokia), e Rim con BlackBerry, 44 nuove applicazioni gratuite rilasciate nel 2011 nei vari App Store sulla scena. «Di queste - è l'ulteriore precisazione -, 21 fanno riferimento a strumenti collaborativi».

Ancora una volta, «il lavoro che stiamo facendo punta all'integrazione di posta elettronica, instant messaging e social networking per realizzare un unico ambiente interattivo all'interno del quale il concetto di consumerization non riguarda i soli device».

Il Cloud per velocizzare l'adozione di strumenti 2.0
Accanto alle parole chiave “social” e “mobile” non poteva mancare il “cloud” «da non interpretare come unico meccanismo di delivery ma come potenziale strumento per velocizzare l'adozione delle tecnologie annunciate» è il monito del social business consultant di Ibm.

Qui, la scena è tutta per quell'elemento di differenziazione «che consiste nella capacità di strutturare il nostro modello di delivery in base alle specifiche esigenze del cliente: in house oppure utilizzando la rete pubblica o un cloud dedicato».

Così, dopo aver reso dispobile un anno e mezzo fa la soluzione Ibm LotusLive, «in omaggio al fatto che tutti brand stanno pian piano diventando soluzioni all'interno della strategia di Ibm», il prossimo 28 febbraio è atteso il rilascio di nuove funzionalità per la soluzione che verrà rinominata Ibm SmartCloud for Social Business.

«Al suo interno - chiosa Chinnici - sarà possibile fruire dell'infrastruttura, della piattaforma e del software collaborativo denominato SmartCloud Engage».

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