Hp, via dal “centro”

Hp molla l’iniziativa Udc (Utility data center) e ne riconverte le risorse verso modalità più economiche per gli utenti.

28 settembre 2004

Hewlett-packard ha deciso di terminare l'offerta sotto il cappello Utility Data Center (Udc).


Creata per aiutare gli amministratori di sistema nel costruire insiemi di server e di dispositivi di storage in modo che ciò potesse consentire un'ottimizzata e automatica allocazione delle risorse It al variare della domanda delle stesse all'interno della loro organizzazione, si può dire che l'iniziativa Udc non abbia prodotto ciò che era nelle intenzioni dei suoi proponenti, quantomeno dal punto di vista commerciale.


L'Udc, infatti, per quanto chiaro e ben pubblicizzato esempio di cosa potesse essere l'utility computing, non ha sfondato (ammissione dello stesso management della società: Don Gentile) essenzialmente per motivi economici: milioni di dollari per una completa implementazione.


Allora la casa di Palo Alto ha pensato di ricalibrare l'offerta.


Ovvero, non cambia la visione (dell'utility computing e dell'adaptive enterprise) ma ne modifica l'approccio.


Hp ha allora deciso di offrire buona parte degli elementi che componevano la proposta Udc come moduli software per la gestione dei server e per implementare architetture di computing distribuito.


In sostanza, ciò che verrà tolto dal contenitore Udc, sia come elemento tecnologico, sia come best practice, con ogni probabilità finirà sotto i cappelli del grid, inteso sia come computing, sia come storage, e dei sistemi blade (come in parte adesso avviene).


Riorganizzazione, insomma. E dell'offerta, e della struttura. Si prospetta, infatti, un taglio di risorse umane di circa 200 unità.

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