Gestione identità e opensource, c’è chi ci crede

È in arrivo Bandit, un progetto open per costruire un framework “universale” di identity management. Dietro c’è Novell

E atteso questo mese il lancio ufficiale da parte di Novell di Bandit, un progetto opensource che indirizza l'identity management.

Un'area tematica, questa, dove (ne è convinto il produttore), l'opensource ha buone possibilità di attecchire all'interno delle imprese, ma per la quale le soluzioni aperte non sono considerate sufficientemente mature.

Questa visione fa parte di una precisa tattica che, negli intenti, dovrebbe aumentare gli attuali spazi di business di Novell legati all'opensource, che a breve beneficeranno anche dell'arrivo di SuSe Linux Enterprise Desktop 10 (major update atteso in luglio).

Nel dominio dell'identity management va detto che Novell di esperienza ne ha, dato che già vanta una consolidata gamma di software di directory e server di autenticazione per l'accesso al network. Con il progetto Bandit, però, l''intenzione è quella di realizzare un set di componenti di infrastruttura aperti basati su standard, sopra quali gli sviluppatori possano creare qualsiasi servizio legato alle directory (di sign-on, di amministrazione basate su policy e via dicendo).

L'idea è ampia, perché vuole coinvolgere qualsiasi componente che, virtualmente, può avere a che fare con un framework di gestione delle identità: un device, un'applicazione, un sistema operativo.

Bandit sarà basato anche su Higgins, l'iniziativa open voluta in febbraio da Ibm e Novell e gestita dall'interno di Eclipse, tesa a dare agli utenti finali maggiore controllo sulla gestione delle proprie password in Internet.

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