Home Trade Protagonisti Esprinet, il focus sulla distribuzione a valore “paga” anche nel 2015

Esprinet, il focus sulla distribuzione a valore “paga” anche nel 2015

Hanno tutti il segno più davanti i risultati riportati da Esprinet nel resoconto intermedio di gestione al 31 dicembre 2015 esaminato e approvato dal Consiglio di Amministrazione della Società per Azioni quotata a Borsa Italiana.
Dopo aver chiuso anche il quarto trimestre dello scorso anno con ricavi netti consolidati in crescita del 18% rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente, e un utile netto in aumento del 38%, i risultati per l’intero esercizio salgono, rispettivamente, a quota 2.693,9 milioni di euro e a 30,8 milioni di euro nonostante la cessione delle società Monclick e Comprel, per un aumento pari al 18% nei confronti dei ricavi netti consolidati riportati nel 2014 e del 15% se paragonati all’utile netto di quello stesso esercizio.
Da qui una posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2015 positiva per poco più di 186 milioni di euro, rispetto ai 130,3 milioni registrati a fine 2014 anche grazie a un margine commerciale lordo pari a 156,8 milioni di euro, in crescita dell’11%, e a un utile operativo che, aumentato del 13% rispetto all’esercizio precedente, si attesta a 46,5 milioni di euro.
Seppur in lieve flessione rispetto all’1,79% del 2014, anche l’incidenza sui ricavi, pari all’1,72%, evidenzia un recupero rispetto alla riduzione del margine commerciale lordo grazie alla minor onerosità dei costi operativi, ridottasi dal 4,40% al 4,09 per cento.
Tra i trend positivi registrati da Esprinet, anche l’utile prima delle imposte consolidato che, pari a 42,4 milioni di euro, presenta un incremento dell’8% rispetto al 31 dicembre 2014, nonostante l’aumento pari a 2,1 milioni di euro negli oneri finanziari.
Il tutto per un patrimonio netto consolidato che, al 31 dicembre 2015, ammontava a 298,4 milioni di euro, in aumento di 23,5 milioni rispetto ai 274,9 riportati al 31 dicembre 2014.

Esprinet, V-Valley, Gruppo Celly: i risultati per l’Italia

Nel dettaglio per area geografica, come per Esprinet Iberica e per Esprinet Portugal costituita in data 29 aprile 2015 per sviluppare ulteriormente le attività distributive del Gruppo sul territorio portoghese, anche i principali risultati economici, finanziari e patrimoniali afferenti a Esprinet, V-Valley e a Gruppo Celly, risultano positivi al 31 dicembre 2015 grazie a ricavi totali in aumento del 18%, rispetto ai 1.733,5 milioni realizzati al 31 dicembre 2014 e a un margine commerciale lordo, pari a 126 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto all’esercizio precedente.
All’aumento del 2% riportato in termini di Ebit corrisponde, però, un’incidenza sui ricavi ridottasi da 1,91% a 1,66% anche in conseguenza di un aumento dei costi operativi, mentre il capitale circolante commerciale netto al 31 dicembre 2015 risulta pari a 18,4 milioni, a fronte dei 53,8 milioni riportati al 31 dicembre 2014.
Al lordo dei risultati negativi della controllata Celly, formata anche da Celly Nordic, Celly Swiss e Celly Pacific, e di cui Esprinet ha acquisito in data 20 luglio 2015 un ulteriore 20% del capitale sociale di Celly S.p.A. portando all’80% la propria quota di partecipazione, l’utile operativo delle attività italiane è pari a 35,2 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto allo stesso periodo del 2014.

La roadmap per il 2016

Nel corso del presente anno fiscale il Gruppo intende continuare lungo il percorso strategico iniziato a metà 2014 e basato sulla totale focalizzazione nell’attività distributiva, implementando la capacità di sfruttare le proprie competenze verticali nelle aree della distribuzione di prodotti a “valore”, grazie alla controllata V-Valley, e mobilità in particolare attraverso la controllata Celly.
Le attese del Gruppo per il 2016 in corso parlano, inoltre, di sovraperformare rispetto all’andamento del mercato proseguendo con una strategia volta a privilegiare i fornitori e le linee di prodotto a miglior margine e continuando la attenta politica di gestione dei rischi di magazzino e di credito.
Secondo una comunicazione ufficiale, non si escludono, infine, opzioni di crescita per linee esterne, sia in Italia che in Spagna, “ove si delineassero le sinergie utili alla creazione di ulteriore valore per gli azionisti”.

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