Erp performanti per rilanciare le Pmi

Sono le uniche realtà a creare occupazione anziché pesare sugli ammortizzatori sociali e il loro business è sempre più internazionale e online. Il ritratto delle Pmi italiane è sfaccettato, così come lo sono le loro esigenze in fatto di software gestionale

Lo si sente dire da parecchio tempo: le Pmi sono la colonna vertebrale del sistema produttivo del nostro paese. «Nonostante la crisi economica e il principio di recessione, nelle Piccole e medie imprese manifatturiere i livelli occupazionali tengono, con una crescita del 7,57% solo negli ultimi sei mesi». Così Paolo Galassi, presidente di Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) commenta i dati Istat che attestano come la disoccupazione in Italia sia aumentata del 20% nel 2008.

«Rispetto ai dati diffusi dall’Istituto nazionale di statistica, bisogna ricordare che il settore delle Pmi continua a creare lavoro e a reggere la competizione internazionale – puntualizza -. Per questa ragione appare sempre più necessario puntare sul comparto manifatturiero, con politiche di sostegno ai processi di innovazione e internazionalizzazione».

Più caute, invece, sono le stime occupazionali del rapporto Excelsior 2008 di Unioncamere, che attestano come all’interno delle aziende di piccole e medie dimensioni sia stato generato l’1,5% dei nuovi posti di lavoro, contro una diminuzione del numero di occupati dello 0,2% presso le grandi imprese. Un applauso alle Pmi deve arrivare, però, non solo dai sindacati, ma anche dal mercato Ict. È grazie a queste realtà manifatturiere, infatti, che i vendor di applicazioni aziendali cercano di tamponare la crisi. La recessione economica ha avuto conseguenze anche sul giro d’affari dei package gestionali che, nel 2008, secondo stime Assintel/Nextvalue ammonta a 282 milioni di euro, con una contrazione del 2,8% rispetto all’anno precedente. Un universo maturo, quindi, che mostra, però, segni di “vitalità” nel segmento delle Pmi, che richiedono sempre più spesso le soluzioni altamente personalizzate e preconfigurate. La ragione è presto detta: da sempre, queste imprese sono state spesso viste come un serbatoio di forza lavoro e innovatività che si fonda su processi produttivi e distributivi piuttosto semplici. In realtà, però, oggi si trovano a dover fronteggiare una situazione di mercato sempre più complessa, con quote crescenti di fatturato realizzate online o all’estero. Devono, quindi, obbligatoriamente sostituire i vetusti gestionali in dotazione o dotarsi ex novo di Erp sofisticati. Laddove, invece, gli Erp sono già installati, si aprono interessanti opportunità di revisione architetturale o integrazioni funzionali, specie per quel che attiene alla catena della fornitura e al Customer relationship management, in ottica service orientend (Soa). Ecco perché i sistemi estesi di pianificazione delle risorse, i cosiddetti extended Erp, rappresentano, secondo Assintel/Nextvalue, la priorità d’investimento (per poco meno del 40% delle aziende) nelle medie aziende italiane nei prossimi 12 mesi. Anche le microimprese, un bacino di circa 4 milioni di studi professionali, piccoli enti locali, associazioni e imprese a conduzione familiare, “hanno fame” di soluzioni gestionali. A patto, però, che si tratti di soluzioni poco complesse, quasi una commodity, e soprattutto che siano “infiocchettate” con i giusti servizi di supporto.

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