Niente licenza, grazie

Le formule di erogazione di software come servizio offrono interessanti opportunità alle Pmi, con canoni annuali a partire da 50 euro a postazione

Le esigenze delle imprese più piccole sono, in linea di principio, le medesime di quelle più grandi. Diverse sono, però, le competenze e la capacità di spesa che, specie in ambito It, si fanno sentire.

Specie in periodi di recessione economica come questo, le risorse delle Pmi sono dirottate a favore di investimenti che hanno un impatto diretto sulle attività primarie dell’azienda (tipicamente macchinari industriali, automezzi e quant’altro possa contribuire a migliorare l’efficienza operativa o a tenere sotto controllo le spese).

I budget It di queste realtà sono sempre più risicati e, per contro, aumenta la complessità dei loro mercati di riferimento. La conseguenza è che si fa sempre più urgente la necessità di dotarsi di applicazioni utili a migliorare i processi e il workflow delle informazioni. Con prezzi a partire da 50 euro l’anno per ogni singola postazione desktop, i Software come Servizio (SaaS) si caratterizzano, ovviamente, per costi d’ingresso decisamente più bassi rispetto agli esborsi necessari per dotarsi di una soluzione hosted comparabile.

Per le Pmi, come per le aziende di dimensioni più grandi, la discriminante nella scelta è data dal punto di pareggio (Bep, Break even point) che, nei sistemi SaaS, si aggira sui tre anni contro una media più che doppia delle soluzioni tradizionali, a licenza. Ovviamente, si tratta di calcoli “spannometrici”, che dipendono dal tipo di applicazione, dall’organizzazione aziendale e dagli investimenti fatti in passato in hardware e in software simili, oltre che dalla presenza di personale più o meno qualificato. Ciò che rende l’offerta SaaS molto allettante per le Pmi è la possibilità di avere a disposizione tecnologia all’avanguardia senza dover investire in costoso hardware di supporto, come nuovi server o dispositivi di rete. Questo ha una duplice valenza positiva. Da un lato, non costringe a esborsi per l’acquisto ex novo di apparati; dall’altro, in prospettiva, hardware che non c’è non dovrà essere costosamente mantenuto in futuro. I progressi ottenuti sul fronte delle telecomunicazioni rendono il software a servizio un’opzione praticabile con successo da aziende di medie e piccole dimensioni. La banda è, ormai, ampia a sufficienza da consentire l’accesso simultaneo alle applicazioni a distanza, con una latenza prossima allo zero, quasi che il software stesso si trovasse sulla rete locale. Questa opportunità offre indiscutibili vantaggi alle aziende che non hanno, al proprio interno, un Ced in grado di garantire non solo il funzionamento corretto dell’Erp ma anche la continuità operativa di questa applicazione critica, quindi il backup e il ripristino in tempi veloci dei dati, con la garanzia della ridondanza di rete e apparati.

I dubbi sul SaaS

Nonostante gli indubbi vantaggi della modalità “a servizio” applicata ai software gestionali, un recente report di Gartner smorza i toni ottimistici degli ultimi anni. Secondo l’analista Denise Ganly, infatti, il mercato SaaS applicato però in ambito Erp, sarebbe ancora piuttosto immaturo e non offrirebbe, quindi, sufficienti garanzie agli acquirenti. La complessità di queste applicazioni mal si sposerebbe con la semplificazione che, inevitabilmente, la formula erogativa impone. L’analista sostiene che l’offerta di funzionalità amministrative e operative è, tipicamente, confinata a un solo dominio, come l’automazione della forza vendita, o a un processo di business, come la gestione delle paghe. Ecco perché l’offerta delle suite Erp erogate in modalità a servizio è ancora decisamente immatura. La studiosa ritiene che il mercato non esploderà, quantomeno nell’immediato futuro. La maggior parte della crescita è legata all’adozione di soluzione di gestione del capitale umano e finanziarie. I tassi di crescita degli Erp SaaS saranno una piccola porzione dell’incremento totale del mercato, mentre soluzioni più robuste arriveranno sul mercato non prima del 2011. E infatti Ganly ha ridimensionato in modo consistente le proprie proiezioni: mentre fino a 6 mesi fa stimava che il software SaaS sarebbe arrivato a pesare per il 40% circa sul giro d’affari degli Erp nel 2011, oggi ritiene che la percentuale più veritiera sia intorno al 17% (il 16,7%, per l’esattezza).

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