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Ecommerce: il valore mondiale raggiunge i 25.600 miliardi di dollari

Le vendite effettuate tramite e-commerce hanno raggiunto il valore di 25.600 miliardi di dollari a livello globale nel 2018.

Si tratta di un aumento dell’8% rispetto al 2017, secondo le ultime stime disponibili pubblicate oggi dall’organismo delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo, Unctad.

Secondo l’analisi il valore di vendita dell’e-commerce 2018 stimato, che include le vendite business-to-business (B2B) e business-to-consumer (B2C), era equivalente al 30% del prodotto interno lordo globale (PIL) quell’anno.

Shamika Sirimanne, direttore della tecnologia e della logistica Unctad, ha indicato come la crisi del coronavirus abbia accelerato la forte adozione di soluzioni, strumenti e servizi digitali. Tuttavia, continua Sirimanne, è ancora piuttosto complesso stabilire quale impatto possa avere sul  valore dell’e-commerce nel 2020.

Per quanto riguarda il valore dell’e-commerce globale nel 2017, questo è stato stimato a 23800 miliardi di dollari sulla base di una metodologia rivista.

I migliori paesi nelle vendite di e-commerce

Il valore dell’e-commerce B2B globale nel 2018 è stato di 21000 miliardi di dollari, pari all’83% di tutto l’e-commerce, che comprende sia le vendite su piattaforme di mercato online che le transazioni elettroniche di interscambio dei dati.

L’e-commerce B2C è stato valutato a 4400 miliardi di dollari, in in aumento del 16% rispetto al 2017.
Nel 2018 le vendite di e-commerce B2C transfrontaliere sono ammontate a 404 miliardi di euro, con un aumento del 7% rispetto al 2017.

Gli Stati Uniti hanno continuato a dominare il mercato dell’e-commerce. È rimasto tra i primi tre paesi con le vendite di e-commerce B2C, insieme a Cina e Regno Unito.

Le principali società di e-commerce B2C hanno sede principalmente in Cina e negli Stati Uniti. Secondo il rapporto, le prime 10 aziende B2C del mondo nel 2018 hanno generato quasi 2000 miliardi di dollari di valore lordo della merce (GMV).

Alibaba (Cina) ha guidato la classifica con un GMV di 866 miliardi di dollari nel 2018, seguito da Amazon (Stati Uniti) con 277 miliardi di dollari.
Tuttavia, in termini di guadagno, JD.com (Cina) e Amazon hanno superato Alibaba.

Le economie in via di sviluppo e di transizione hanno rappresentato circa la metà delle prime 20 economie delle vendite di e-commerce B2C. Per quanto riguarda l’impatto sul PIL, l’e-commerce B2C è stato più rilevante in Hong Kong (Cina), Cina e Regno Unito, mentre i paesi in cui ha pesato meno sono India, Brasile e Russia.

Tra le prime 20 economie, la misura in cui gli utenti di Internet si dedicano ad acquisti online varia considerevolmente.
Ad esempio, nel 2018, l’87% degli utenti di Internet nel Regno Unito ha fatto acquisti online, contro solo il 14% in Thailandia e l’11% in India.

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Più di 1,4 miliardi di persone hanno fatto acquisti online

Unctad stima che 1,45 miliardi di persone, ovvero un quarto della popolazione mondiale di età pari o superiore a 15 anni, abbiano effettuato acquisti online nel 2018.
Si tratta del 9% in più rispetto al 2017.

La Cina ha avuto il maggior numero di acquirenti online pari a 610 milioni, secondo il rapporto. Sebbene la maggior parte degli acquirenti online abbia acquistato principalmente da fornitori nazionali, circa 330 milioni hanno effettuato acquisti transfrontalieri nel 2018 – più del 20% del totale.

L’interesse per l’acquisto da fornitori stranieri ha continuato ad espandersi. La quota di acquirenti online transfrontalieri a tutti gli acquirenti online è passata dal 17% nel 2016 al 23% nel 2018.

Sebbene il numero di acquirenti sia enorme, ha chiosato Sirimanne, molto rimane da fare per colmare il digital divide e liberare il pieno potenziale dell’e-commerce. Oggi solo la metà dei 7,7 miliardi di persone nel mondo è connessa a Internet e ai suoi benefici. Ciò limita la capacità di molti paesi in via di sviluppo di utilizzare soluzioni digitali per far fronte all’attuale crisi sanitaria ed economica.

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