E-learning: capitolo III

Un’indagine di Arthur D. Little fotografa la situazione nel nostro Paese.

Quasi il 30% delle oltre cento aziende invitate (fra le principali della
Penisola) hanno aderito all'e-learning survey 2001 realizzata dalla
Arthur D. Little che fotografa la situazione delle principali
iniziative di formazione a distanza.
Di queste aziende quasi il 90% ha
incluso l'e-learning nei propri piani. Circa il 60% delle aziende ha
stanziato un budget per l'e-learning con un valore medio per il 2002 di oltre
1,5 milioni di euro
, corrispondente al 15% del budget di formazione.

Oltre l'85% ha già stimato i benefici che si possono
ottenere che consistono per il 67% nella riduzione dei costi
superiore al 20%, per il 63% da un aumento della formazione
alto o molto alto e per il 63% da un miglioramento
sensibile della formazione erogata.
I progetti di
formazione riguardano soprattutto i dipendenti delle aziende che sembrano
prenderci gusto visto che le previsioni indicano che il rapporto con la
formazione tradizionale è destinato a evolvere in maniera sostanziale in favore
dell'e-learning, tranne che per la parte manageriale.
Ma anche in questo
caso è lecito attendersi cambimenti. Più di 1/3 del campione prevede di erogare
formazione on line ai propri clienti e oltre il 20% ai fornitori. Solo il 4% la
offrirà ai concorrenti. L'area maggiormente coinvolta
nella formazione online sarà quella commerciale e
delle vendite ma un impatto molto alto è previsto per quanto
riguarda l'Information technology, controllo gestione, agenzie di formazione,
filiali di altri paesi, staff.
Nell'80% dei casi amministratore delegato,
direttore generale o direttore delle risorse umane sono i decisori del
progetto
o comunque forti sponsor, mentre più defilato è il ruolo del
responsabile della formazione al quale è demandato il project management.

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