E-commerce in Italia? Secondo Pino Venture un mercato ‘adulto’

Dopo l’euforia che ha contraddistinto i mercati e l’esplosione della bolla nel 2000, le società virtuali avrebbero superato la fase di ‘back to reality’ e sarebbero nuovamente vicine a generare ricavi.

«Il mercato nostrano dell'e-commerce si riapre
per le aziende di buona volontà
». Ad affermarlo è Emanuele Levi, Pino
Venture Partner che, per quanto concerne le iniziative di e-business di casa
nostra, ha sottolineando come, dopo una prima fase in cui per una
qualsiasi iniziativa targata ".com" erano disponibili risorse finanziarie
pressoché infinite, sia seguito un vero e proprio periodo di oscurantismo, o
se si preferisce, di brusco ritorno alla realtà, durato fino alla fine del 2001,
in cui quelle stesse iniziative online sono letteralmente cadute in disgrazia.

E nel 2002? Se è vero che è ancora presto per parlare di ripresa, è
altrettanto vero che una maggior selettività dei costi di marketing e di logistica, un'attenta
gestione dei servizi alla clientela, una riduzione dei costi
di incasso e la fruttuosa ricerca di partnership da stringere con imprese
tradizionali intenzionate a penetrare nell'universo online, fanno di quello attuale un mercato dell'e-commerce
'adulto'.  

E, per avvalorare le proprie tesi, Pino Venture e Pino
Partecipazioni (advisor delle società d'investimenti in iniziative di venture
capital Kiwi I e Kiwi II) portano come esempio le iniziative italiane nelle
quali hanno investito, fino allo scorso anno, oltre 27 milioni di euro. Si
tratta di Volendo.com, MrPrice,
e-ristoranti, Yoox, Venere.net
e Paper@nd - nella quale è stata fusa
Direct.it che, però, mantiene la propria denominazione -. Si
tratta, rispettivamente, di un supermercato online di beni di largo consumo, di
un sito per l'acquisto di informatica, elettronica ed elettrodomestici, di una
piattaforma B2B per il mercato della ristorazione (che propone un servizio di
prenotazione online dei tavoli su oltre 13mila esercizi in tutta Italia), di un
sito per la vendita di capi di abbigliamento scontati delle maggiori griffe
internazionali, di una piattaforma B2B di prenotazioni alberghiere e, infine,
di un portale rivolto ai professionisti per l'acquisito di materiale di consumo
per l'ufficio. Iniziative che, con oltre 227mila clienti a fine 2001, hanno
prodotto un fatturato lordo superiore ai 43 milioni di euro e, per l'anno in
corso, puntano a raddoppiare il proprio giro d'affari, oltre che a raggiungere
l'equilibrio economico. «Ma la vera leva per raggiungere il successo in
ambito e-commerce
- ha concluso Levi - sarà da ricercarsi nella
capacità di trasformare in vantaggio competitivo il patrimonio di conoscenze dei
propri clienti e dei loro gusti acquisito nella vendita online, rispetto ai
competitor tradizionali
».

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