Home Prodotti Sicurezza Cybersecurity, le cinque minacce da cui ci dovremo difendere

Cybersecurity, le cinque minacce da cui ci dovremo difendere

Quali sono le minacce principali che la tecnologia dovrà affrontare e quali gli scenari che i leader l’azienda dovranno tenere in considerazione per il prossimo futuro? Per capirlo Citrix ha recentemente intervistato 500 leader d’azienda in Europa e negli USA, nel contesto della ricerca Work 2035. Ce lo spiega direttamente il country manager di Citrix Italia, Fabio Luinetti.

Come è stata condotta la ricerca

La fase iniziale dello studio Work 2035 ha esaminato visioni alternative del future del lavoro nel 2035 e l’evoluzione della relazione tra uomo e tecnologia, combinando scenari alternativi e indagini di mercato.

La fase di pianificazione degli scenari è stata realizzata dalle società di consulenza Oxford Analytica e Man Bites Dog, coinvolgendo un board di leader di pensiero provenienti dagli ambienti accademici, think tank e consigli di amministrazione internazionali, e alcuni tra i maggiori esperti nel futuro del lavoro.

Il team di ricerca ha lavorato sugli insight ricevuti per identificare due filoni tematici (lavoratori sostituiti dall’intelligenza artificiale e forza lavoro centralizzata in rapporto a quella distribuita) che sono stati utilizzati per creare quattro distinti scenari per il mondo del lavoro nel 2035.

Per la seconda parte dello studio una società di ricerca indipendente ha intervistato leader d’azienda e lavoratori per capire la loro visione del futuro del lavoro. La società di ricercar Coleman Parkes ha intervistato oltre 1500 leader d’azienda e lavoratori provenienti sia da grandi che da piccole e medie imprese in USA e in Europa (UK, Germania, Francia e Olanda). Lo studio ha preso in esame I seguenti mercati: servizi finanziari, sanità, scienze naturali, telco, media e tecnologia, servizi professionali, produzione e retail..

Un’altra ricerca di mercato ha intervistato 300 leader d’azienda ed è stata svolta a maggio 2020 per scoprire come hanno affrontato la pandemia globale e come questa ha influenzato la loro visione del future del lavoro.

Fabio Luinetti, country manager di Citrix Italia

Prima minaccia: cybercrime e falle nei big data

La ricerca di Citrix Work 2035 rivela che il cybercrime con particolare riferimento ad attacchi hacker alle infrastrutture critiche e possibili falle nei big data, è tra le principali preoccupazioni dei leader d’azienda: il 93% degli intervistati in Europa e negli USA crede infatti che entrambi rappresentino un rischio significativo per le organizzazioni nei prossimi 15 anni.

Ci sono pochi dubbi in merito al fatto, spiega Luinetti, che la massiccia diffusione del lavoro da remoto, abbia profondamente cambiato il concetto tradizionale di sicurezza informatica, aumentando la cosiddetta “superficie d’attacco”. Reti ritenute normalmente sicure sono improvvisamente diventate più problematiche diventando oggetto di nuovi attacchi.

L’Interpol ha riportato che tra gennaio e aprile 2020 sono stati rilevati 907.000 messaggi di spam, 737 incidenti legati ai malware e 48,000 URL maligni, tutti collegati a tematiche relative al Covid-19, di cui i principali destinatari erano aziende, pubbliche amministrazioni e infrastrutture critiche. Inoltre, nei primi 6 mesi del 2020, diverse aziende Fortune 500 sono state vittima di importanti perdite di dati, tali per cui gli hacker sono riusciti ad avere accesso a credenziali di account, dati sensibili e documenti confidenziali e finanziari.

Con più persone che lavorano da casa su dispositivi personali, spesso utilizzando connessioni private, è stato registrato un sensibile aumento di attacchi agli strumenti utilizzati dai dipendenti. Per combattere questi rischi, i leader d’azienda, devono adottare un approccio Zero Trust, cioè un modello di sicurezza contestuale, basato sulla premessa che non è possibile “dare fiducia” automaticamente a niente e nessuno.

Utilizzando criteri diversi come credenziali dell’utente, tempo di accesso e device utilizzato per verificare l’identità, l’approccio Zero Trust permette l’accesso ai dati aziendali solo quando gli utenti hanno effettivamente dato prova di chi sono. Questo dovrebbe essere poi combinato con una autenticazione multi-fattore e una soluzione single sign-on (SSO).

Intelligenza artificiale come rischio

Lo studio rivela che anche l’intelligenza artificiale sta diventando un potenziale fattore di rischio. Nell’ambito della ricerca, il 91% dei leader d’azienda crede che eventuali malfunzionamenti legati all’intelligenza artificiale e all’apprendimento automatico rappresenteranno un rischio significativo nei prossimi 15 anni. Nel 2020 l’intelligenza artificiale è diventata una realtà per molte aziende e nel prossimo futuro ha il potenziale di sollevare i lavoratori dalle mansioni più ripetitive e routinarie.

La ricerca Work 2035 mette in luce che il 77% degli intervistati pensa che l’intelligenza artificiale velocizzerà sensibilmente il processo decisionale e aiuterà a migliorare la loro produttività. Tuttavia, questa opportunità deve essere bilanciata con il pericolo che le infrastrutture aziendali possano finire con il diventare troppo dipendenti dalle funzionalità dell’intelligenza artificiale, prima che sia effettivamente pronta, con il rischio che possa essere utilizzata con scopi avversi.

Norme legislative e bias legati all’intelligenza artificiale

Il 91% dei leader d’azienda prevede che eventuali norme legislative possano bloccare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale entro il 2035. A oggi, la maggior parte dei governi ha adottato un atteggiamento del tipo “Aspettiamo e vediamo” in merito a possibili regolamentazioni per l’uso dell’intelligenza artificiale. La responsabilità etica del suo utilizzo continua a essere oggetto di dibattito e i leader d’azienda tendono a tenere in conto questo rischio nella pianificazione dei loro investimenti: l’87% è preoccupato anche che l’intelligenza artificiale possa operare con dei bias incorporati all’interno delle loro organizzazioni.

Interruzione dei servizi di blockchain

Eventuali interruzioni dei servizi di Blockchain rappresentano una preoccupazione per l’88% dei leader d’azienda. La società di consulenza Deloitte ha previsto che quella del 2020 sarà la decade in cui la tecnologia Blockchain verrà adottata a livello globale dalle organizzazioni e rientrerà nelle prime cinque priorità strategiche per le organizzazioni.

Via via che la tecnologia matura, si abbandoneranno le sperimentazioni a favore di più robuste soluzioni adatte alle aziende e gli investimenti continueranno a crescere. Uno dei trend più promettenti relativi a blockchain nel 2020 è il cosiddetto BaaS, acronimo per Blockchain As A Service, un servizio basato su cloud che permette agli utenti di sviluppare i propri prodotti digitali lavorando con Blockchain.

Interruzioni del cloud

Nonostante eventuali interruzioni del servizio cloud preoccupino l’86% dei leader d’azienda, questa è una tra le minacce in fondo alla classifica tra quelle più percepite. Quest’anno, a causa della pandemia globale, il cloud è diventato la colonna portante di un ecosistema tech basato su dati e app fondamentale per aiutare le aziende ad adattarsi e sopravvivere, grazie soprattutto alla rapida implementazione del lavoro da remoto.

Andando avanti, il continuo ricorso a spazi di lavoro digitali richiederà sempre di più la tecnologia cloud dimostrando chiaramente i benefici, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Per difendersi da possibili interruzioni dei servizi cloud in futuro, le aziende dovranno considerare soluzioni multi cloud o servizi cloud ridondanti a livello globale, in modo che i dati e lo storage siano protetti da eventi pianificati e non pianificati, e disponibili in caso di malfunzionamenti o danni.

La pandemia da Covid 19 ha intensificato chiaramente il numero delle minacce informatiche che le aziende devono affrontare e i cybercriminali hanno approfittato della situazione per capitalizzare su nuove vulnerabilità. Ora più che mai i leader d’azienda devono continuamente rivedere le nuove minacce stando attenti a pianificare e a progettare soluzioni che abbiano la persona al centro, che le permettano di crescere nonostante le condizioni esterne avverse.

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