Home Cloud CSR: così Google Cloud opera secondo il principio dell’etica “by design”

CSR: così Google Cloud opera secondo il principio dell’etica “by design”

Responsabilità sociale d’impresa, in inglese CSR: è la sfida del momento (e del futuro) con cui dovranno fare i conti tutte le organizzazioni, e il mondo It non fa certo eccezione. Intervistiamo i leader di settore, svelandone strategie, impostazioni e focus d’azione. La tecnologia al servizio di società più eque ed inclusive non è uno slogan privo di contenuti, ma un obiettivo concreto.
Del resto le aspettative dei cittadini sono elevate e impossibili da ignorare: una ricerca del World Economic Forum realizzata assieme ad Ipsos ha svelato che l’86% delle persone intervistate vorrebbe miglioramenti significativi in termini di inclusività ed equità sociale.
01net ha quindi deciso di intervistare le aziende più prestigiose del mercato It, chiedendo loro in che modo è cambiato il loro modello di business per accogliere queste importanti istanze.

Per Google Cloud, ha risposto alle nostre domande Paolo Spreafico, Director of Customer Engineering Google Cloud Italy.

La Corporate Social Responsibility sta determinando importanti cambiamenti nel modo di operare e produrre delle organizzazioni. Etica e profittabilità sono ancora temi opposti, oppure possono convivere con successo?

Per Google Cloud il progresso non può prescindere da concetti come rispetto, etica e trasparenza.

Non solo etica e profittabilità possono convivere. Per Google Cloud il progresso non può prescindere da concetti come rispetto, etica e trasparenza.

Google Cloud opera secondo il principio dell’etica “by design”. Crediamo che una valutazione rigorosa di come costruire la tecnologia in modo responsabile non sia solo la cosa giusta da fare, ma sia una componente fondamentale per generare progresso.

Mettiamo in pratica questi principi in ogni ambito, in tutta l’azienda, poiché ci aiutano a prendere decisioni in linea con la missione e i valori fondamentali di Google.

Google Cloud

Essere inclusivi e aperti ad ogni tipo di minoranza: un’affermazione che, in passato, è stata più dichiarazione di principio che concreta realtà. Quali sono le vostre policy da questo punto di vista?

Paolo Spreafico, Director of Customer Engineering Google Cloud Italy
Paolo Spreafico, Director of Customer Engineering Google Cloud Italy

Diversità, equità e inclusione (DEI) sono più che parole d’ordine per noi. Sono componenti fondamentali della cultura del workplace, che hanno un impatto reale e tangibile sull’intera organizzazione. Ciò che cerchiamo di creare in Google Cloud è una cultura in cui tutti possano raggiungere il proprio potenziale.

Iniziative DEI solide e ben eseguite assicurano che ogni singolo dipendente si senta accolto e valorizzato quando è al lavoro. In Google, il nostro obiettivo è coltivare il senso di appartenenza e la possibilità per le persone di avere un ruolo significativo nella creazione di prodotti e servizi utili e universalmente accessibili.

Parlare di responsabilità sociale sarebbe impossibile senza riflettere sull’integrazione con le comunità in cui le società operano. Che progetti avete per il nostro Paese?

Google è impegnata a sostenere la ripresa economica e la crescita dell’Italia. A luglio 2020 abbiamo annunciato un piano di investimenti da 900 milioni di dollari in 5 anni che include il lancio delle nostre due cloud region italiane e il nostro progetto Opening Future, lanciato nel luglio 2021 in collaborazione con TIM e Intesa Sanpaolo.

Quest’ultimo offre risorse tecniche e formazione gratuite per aiutare studenti, startup e piccole imprese a sviluppare le proprie competenze digitali. Inoltre, nell’ambito di questo progetto, nel dicembre 2021 abbiamo anche lanciato un Centro di eccellenza che fornisce supporto e formazione sull’IA a startup, organizzazioni e comunità italiane.

Nel 2021 abbiamo anche collaborato con TIM per lanciare Google Cloud Pro, un programma completo di formazione per sviluppatori aperto a tutti gli sviluppatori italiani, cui hanno aderito finora oltre 7.000 developer.

Google è impegnata a sostenere la ripresa economica e la crescita dell’Italia.

Come Google abbiamo creato anche il programma Italia in Digitale che ha permesso a più di 1 milione di persone e PMI di digitalizzarsi e a oltre 500.000 persone di acquisire le competenze digitali necessarie per avviare un’attività o migliorare la propria carriera professionale.

Per finire, crediamo che le nuove cloud region di Milano e Torino avranno un impatto positivo nei mesi e negli anni a venire. Un recente studio indipendente sull’impatto economico dell’Università di Torino dichiara che le region genereranno fino a 3,3 miliardi di euro e sosterranno fino a 65.000 nuovi posti di lavoro entro il 2025 in Piemonte e Lombardia.

Il welfare aziendale, molto sviluppato nelle nazioni del nord Europa, ha fatto fatica ad affermarsi in modo organico in Italia. Nelle vesti di leader It, in che modo agevolate la vostra forza lavoro?

Dopo oltre due anni di lavoro da remoto, siamo consapevoli che il futuro del lavoro sia flessibile per questo in Google abbiamo istituito una settimana lavorativa ibrida. La maggior parte dei Googler trascorre circa tre giorni in ufficio e due giorni nel luogo in cui lavora meglio, che sia in ufficio o a casa.

Come parte dei nostri sforzi, abbiamo lanciato una campagna globale chiamata “Room for All” per diffondere la consapevolezza che noi, come Googler, siamo i proprietari della nostra cultura lavorativa e che ogni individuo ha il potere di fare scelte (grandi e piccole) per creare un ambiente più inclusivo.

Stiamo anche offrendo maggiori opportunità di cambiare la sede del proprio ufficio o di lavorare al 100% da remoto. E stiamo offrendo quattro settimane di “lavoro da qualsiasi luogo” all’anno, per dare a tutti una maggiore flessibilità, in particolare in occasione dei viaggi estivi e delle vacanze.

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In ultimo, impossibile non parlare di sostenibilità ambientale, anche alla luce della COP26 e della fortissima sensibilità sulle tematiche da parte dell’opinione pubblica. Come avete progettato la vostra roadmap per ridurre la vostra impronta ecologica?

Riuscire entro il 2030 ad alimentare tutti i data center e gli uffici utilizzando energia carbon-free, ogni giorno e a qualunque ora, è una sfida ambiziosa e siamo la prima grande azienda al mondo ad aver deciso di affrontarla.

Secondo Google Cloud il percorso verso un futuro sostenibile inizia con le piccole decisioni che ogni individuo e ogni impresa intraprendono nel proprio quotidiano. Nel 2007, Google è diventata la prima grande azienda carbon neutral; nel suo secondo decennio di vita, è stata la prima azienda a ottenere l’equivalenza con il 100% di energie rinnovabili attraverso contratti di acquisto di energie rinnovabili come l’eolico e il solare e ora, entro il 2030, punta a diventare la prima grande azienda a operare senza emissioni di CO2.

Riuscire entro il 2030 ad alimentare tutti i data center e gli uffici utilizzando energia carbon-free, ogni giorno e a qualunque ora, è una sfida ambiziosa e siamo la prima grande azienda al mondo ad aver deciso di affrontarla. Si tratta del passo più difficile sulla strada per la decarbonizzazione completa. Concretamente, intendiamo raggiungerla seguendo tre direttrici principali: (1) proseguendo gli acquisti di energia rinnovabile attraverso contratti a lungo termine, (2) sviluppando innovazioni tecnologiche per migliorare l’efficienza energetica dei nostri data center e delle nostre soluzioni cloud e (3) offrendo supporto alle politiche pubbliche, per garantire che la transizione verso l’energia pulita offra opportunità economiche per tutti.

Nel corso del nostro primo Sustainability Summit, tenutosi il 28 giugno, abbiamo annunciato un ulteriore ampliamento delle nostre soluzioni per la sostenibilità – da Google Earth Engine alla suite Carbon Sense a Carbon Footprint – nuovi set di dati e strumenti e una serie di programmi di partnership, come Google Cloud Ready – Sustainability, che possano contribuire a rendere la sostenibilità la scelta più facile, per tutti.

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