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CSR, Contentsquare: accessibilità digitale priorità sempre più importante

Responsabilità sociale di impresa, in inglese CSR: è la sfida del momento (e del futuro) con cui dovranno fare i conti tutte le organizzazioni, e il mondo It non fa certo eccezione. Intervistiamo per voi i leader di settore, svelandone strategie, impostazioni e focus d’azione. La tecnologia al servizio di società più eque ed inclusive non è uno slogan privo di contenuti, ma un obbiettivo concreto.
Del resto le aspettative dei cittadini sono elevate e impossibili da ignorare: una ricerca del World Economic Forum realizzata assieme ad Ipsos ha svelato che l’86% delle persone intervistate vorrebbe miglioramenti significativi in termini di inclusività ed equità sociale.
01net ha quindi deciso di intervistare le aziende più prestigiose del mercato IT, chiedendo loro in che modo è cambiato il loro modello di business per accogliere queste importanti istanze.

Risponde alle nostre domande Kat Borlongan, Chief Impact Officer di Contentsquare.

La Corporate Social Responsibility sta determinando importanti cambiamenti nel modo di operare e produrre delle organizzazioni. Etica e profittabilità sono ancora temi opposti, oppure possono convivere con successo?

La questione etica è certamente considerata in modo diverso rispetto al passato e il numero crescente di Chief Impact Officer è la prova di questo cambiamento. Ma per noi non si tratta né di una moda né di semplice apparenza. Sebbene alcuni potrebbero considerarlo come uno tentativo di rebranding per la posizione di Head of CSR, in realtà è un ruolo più vicino al Chief Revenue Officer. La differenza è che un CRO è responsabile dei processi che generano ricavi in una startup, mentre il CIO è responsabile di tutti quei processi che generano un qualsiasi tipo di impatto sociale e ambientale, definito dalla mission e dai valori dell’azienda.

Anche una realtà che non si occupa direttamente di clima o salute deve impegnarsi seriamente per ridurre l’impatto ambientale. Che si tratti di riscaldamento globale o di ingiustizie sociali, il mondo sta affrontando una serie di sfide molto particolari che richiede la collaborazione di tutti.

Anche una realtà che non si occupa direttamente di clima o salute deve impegnarsi seriamente per ridurre l’impatto ambientale. Che si tratti di riscaldamento globale o di ingiustizie sociali, il mondo sta affrontando una serie di sfide molto particolari che richiede la collaborazione di tutti.

In Contentsquare, ad esempio, siamo costantemente impegnati nel migliorare l’esperienza online degli utenti. Aumentiamo i ricavi attraverso l’analisi dell’esperienza digitale ed è per questo che la maggior parte dei nostri clienti opera nel settore dell’ecommerce, dei servizi finanziari o del B2B. Ma la nostra mission non si esaurisce qui.

Tuttavia, siamo perfettamente consapevoli che non possiamo giocare un ruolo determinante in qualsiasi sfida e per questo motivo abbiamo individuato dei pilastri strategici sui quali concentrare il nostro impegno: rendere Internet più inclusivo per le persone con disabilità, promuovere la formazione nel settore UX e creare una UX che sia a beneficio di tutti attraverso:

Accessibilità digitale: L’accessibilità digitale significa parità di accesso all’istruzione, all’assistenza sanitaria, al business e all’occupazione online. E considerando tutta la parte della nostra vita che trascorriamo sui social media potrebbe anche significare parità di accesso alle amicizie e alle opportunità di crescita a livello social. Poiché il Covid-19 ha spinto tutto il mondo ad approcciarsi all’online, compresi coloro per cui Internet ha sempre rappresentato delle criticità, come le persone anziane o con disabilità, è chiaro che per noi l’accessibilità digitale diventerà una priorità sempre più importante.

Formazione nel settore UX: affinché l’esperienza digitale possa migliorare per tutti saranno sempre più necessarie le competenze in ambito UX. Eppure la carenza a livello globale di professionisti UX arriva in un momento in cui un’intera generazione si trova ad interfacciarsi con la disoccupazione post pandemia. In Contentsquare vogliamo contribuire a colmare questo gap.

UX a scopo benefico: I nostri clienti non sono gli unici a poter trarre vantaggio dalla conoscenza del comportamento degli utenti su un sito, delle loro necessità e sensazioni. Una migliore esperienza online può significare anche permettere alle persone di orientarsi meglio tra le informazioni su come tenere al sicuro i propri cari, trovare aiuto su siti specializzati per le persone vittime di violenza domestica, raccogliere i fondi necessari per continuare a svolgere il proprio lavoro nel caso degli enti di beneficenza. Offriremo le soluzioni e le competenze del team Contentsquare al servizio delle cause che ci stanno a cuore.

Per supportarle al meglio vogliamo innanzitutto rafforzare le nostre potenzialità in termini di inclusione, fiducia e responsabilità raggiungendo gli standard più elevati possibili nei confronti dei nostri utenti finali (es. fiducia e privacy), dei dipendenti (es. inclusione) e del pianeta (es. sostenibilità).

Essere inclusivi e aperti ad ogni tipo di minoranza: un’affermazione che, in passato, è stata più dichiarazione di principio che concreta realtà. Quali sono le vostre policy da questo punto di vista?

Stiamo lavorando internamente per migliorare e capire a fondo cosa significhi essere un’azienda inclusiva, ed è per questo che le nostre prime iniziative in ambito DEI hanno riguardato la community e la creazione di consapevolezza (ERG, ecc.), ma siamo solo all’inizio del nostro percorso ‘DEI e a11y’ e siamo pronti ad affrontare le sfide che verranno.

In Contentsquare crediamo che una forza lavoro diversificata significhi creare uno spazio in cui esistono affinità e differenze tra i dipendenti.

Tra i nostri obiettivi principali figura la necessità di creare una cultura inclusiva all’interno della quale i dipendenti possano sperimentare un senso di appartenenza. Al contempo, vogliamo che la diversità del nostro team rifletta i mercati e le comunità supportate. Naturalmente non sono ammesse discriminazioni e l’obiettivo è quello di offrire un ambiente che consenta a tutti di lavorare in modo ideale, valorizzando le proprie competenze e acquisendo nuove capacità per crescere all’interno del team, sia che si lavori da remoto che in ufficio.

Per farlo, abbiamo stabilito 4 pilastri fondamentali:

Consapevolezza: la consapevolezza va a braccetto con la conoscenza. Per noi è importante costruire un ambiente accogliente in cui imparare, essere curiosi e accogliere il valore che deriva dalle diverse prospettive. Un obiettivo fondamentale di cui ci occupiamo in maniera costante è la formazione del team per contrastare i pregiudizi inconsci.

Ambiente di lavoro inclusivo: creare un ambiente di lavoro coeso e collaborativo in cui le persone di ogni estrazione sociale possano sentirsi accolte, valorizzate, coinvolte e sostenute per il loro contributo. Per citarne alcuni, abbiamo Enterprise Resource Groups (ERG) per i dipendenti in ambito LGBTQ+ e affini, Abilità, Multicultura, Women in Tech. Attualmente la nostra esperienza come dipendenti è in corso di valutazione da esperti di terze parti per assicurarci di essere sempre all’altezza di standard elevati.

Forza lavoro diversificata: in Contentsquare crediamo che una forza lavoro diversificata significhi creare uno spazio in cui esistono affinità e differenze tra i dipendenti. Ci impegniamo a garantire che le diversità di genere, il background culturale, l’etnia, le abilità fisiche, la religione, l’orientamento sessuale e le neurodiversità siano equamente rappresentate. Ci impegniamo inoltre nel continuare ad acquisire, sviluppare e trattenere i migliori talenti per perseguire l’obiettivo della piena parità di genere entro il 2025. Per raggiungerlo ci avvaliamo di analisi avanzate per assicurarci che la nostra Diversity Equality & Inclusion (DE&I) sia guidata dai dati. Questo ci permette di misurare i progressi ottenuti in termini di rappresentanza femminile per area geografica, livello o funzione, la percentuale di donne nella crescita della nostra forza lavoro globale (raddoppiando pressoché ogni anno!), parità di retribuzione…

Kat Borlongan, Chief Impact Officer di Contentsquare
Kat Borlongan, Chief Impact Officer di Contentsquare

Parlare di responsabilità sociale sarebbe impossibile senza riflettere sull’integrazione con le comunità in cui le società operano.

Siamo un’azienda internazionale con la mission di creare un mondo digitale più accessibile e inclusivo – contiamo su più di 1400 persone in 23 Paesi del mondo con 70 nazionalità differenti e lavoriamo insieme verso gli stessi obiettivi.

Il welfare aziendale, molto sviluppato nelle nazioni del nord Europa, ha fatto fatica ad affermarsi in modo organico in Italia. Nelle vesti di leader It, in che modo agevolate la vostra forza lavoro?

In Contentsquare, il benessere dei dipendenti è fondamentale. Chi non si trova bene nel team, difficilmente porterà innovazione, nuovi prodotti o nuovi clienti. Continuiamo a cercare di favorire e perseguire il benessere e siamo orgogliosi di essere stati riconosciuti grazie a loro per la qualità della vita lavorativa nelle categorie più rinomate come l’”Happy Index at Work”  e il “Best Place to Work NY”.

Sin dalla nascita dell’azienda 10 anni fa, con una forza lavoro più volte raddoppiata, il nostro impegno è stato costantemente volto a offrire ai dipendenti le migliori condizioni di lavoro possibili, cercando sempre di essere flessibili. Questo significa disporre di ampi spazi aziendali per chi ama lavorare in ufficio, condizioni favorevoli per chi lavora da remoto e tutto ciò che sta nel mezzo per chi preferisce uno stile di lavoro ibrido.

Per esempio, per chi si sposta spesso con i mezzi, incoraggiamo a usare mezzi di trasporto “green” coprendo i costi del trasporto pubblico e il noleggio del bike sharing.

E da quando molti dei nostri dipendenti hanno iniziato a lavorare da remoto regolarmente, abbiamo disposto una quota per consentire loro di attrezzarsi al meglio.

In ultimo, impossibile non parlare di sostenibilità ambientale, anche alla luce della COP26 e della fortissima sensibilità sulle tematiche da parte dell’opinione pubblica. Come avete progettato la vostra roadmap per ridurre la vostra impronta ecologica?

Nel nostro settore, una delle sfide ambientali è quella di ridurre sensibilmente il consumo di energia relativo al funzionamento e al raffreddamento dei server. Per fare ciò, dovremmo sfruttare i vantaggi del cloud computing che già usiamo. Specialmente da quando diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’uso di sistemi cloud può ridurre il consumo di energia fino al 70% rispetto ai tradizionali sistemi su cui si basano i servizi It che generano ridondanza a protezione da incidenti It e capacità in eccesso del server per gestire i picchi di domanda. Un’altra nostra iniziativa riguarda la recente valutazione delle nostre emissioni di carbonio scope 1, 2 e 3.

In questo modo saremo in grado di identificare le priorità e le aree di azione per ridurre il più possibile le nostre emissioni. Data la nostra ambizione, dobbiamo fissare obiettivi altrettanto ambiziosi se vogliamo un cambiamento, e certamente il nostro obiettivo è quello di raggiungere un impatto zero il prima possibile.

Una volta ottenuta un’analisi concreta della situazione attuale, confermeremo il nostro impegno ambientale entro la fine del 2022 e renderemo pubblico il nostro rendiconto sulle emissioni di carbonio in modo da ottenere una certificazione SBTi (Science-Based Target).

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