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La Corporate Social Responsibility nelle aziende ICT

Declinata in italiano in Responsabilità Sociale d’Impresa, la Corporate Social Responsibility fa parte anche del Libro Verde della Commissione Europea del 2001. La definizione adottata è: “l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”.

Il moderno concetto di responsabilità d’impresa, così come lo conosciamo oggi, è nato negli anni ‘50 negli Stati Uniti, dove si sono svolte molte discussioni pubbliche al riguardo e sono state pubblicate le prime pubblicazioni scientifiche

Alcuni accusano le aziende di applicare la Corporate Social Responsibility raramente per motivi morali, piuttosto sperando che questo possa avere un buon effetto di marketing. Il che porterebbe ad un aumento del fatturato. D’altro canto, è opinione diffusa che l’effettiva intenzione alla base della CSR non è così importante finché il suo effetto va a beneficio delle persone.

Oggettivamente, la motivazione che spinge una qualsiasi azienda ad intraprendere campagne di Corporate Social Responsibility è molto meno importante del risultato conseguente.

Sono sempre più numerosi i casi di grandi aziende che si cimentano sul tema, e anzi è diventato un punto distintivo. E non è affatto casuale, perché si deve considerare la grande attenzione a queste tematiche da parte delle nuove generazioni.

Potreste chiedervi cosa c’entri, è presto detto: la più grande competizione in corso fra le grandi aziende, non è quella verso la conquista di fette di mercato.

La sfida numero uno oggi è attrarre i migliori talenti, in un mondo sempre più evoluto e in cui già oggi si vedono chiaramente i segnali di skill shortage importanti.

Le società che saranno capaci di essere sufficientemente attractive, potranno contare su importanti vantaggi strategici.

E praticamente tutti gli analisti sono concordi nel ritenere che, per i millenials e ancor più marcatamente per i più giovani, la parte salariale non sarà sufficiente come incentivo. Solo le aziende più all’avanguardia anche dal punto di vista etico potranno nutrire fondate speranze di reclutare l’elite del futuro.

Il tema, quindi, ha una rilevanza perfino istituzionale e abbraccia tutti i settori. L’informatica non poteva certo rimanerne esclusa, e anzi è in questo particolarmente attiva in questo senso. Al punto che non è affatto raro (anzi piuttosto comune) sentire parlare di Corporate Social Responsibility durante i discorsi di apertura dei CEO alle plenarie degli eventi più importanti.

Negli ultimi anni si sono letteralmente moltiplicate le strategie aziendali inerenti alla Responsabilità Sociale d’Impresa, e sarebbe certamente impossibile citare tutti gli esempi possibili.

Vedremo piuttosto una serie di aziende e alcune delle loro iniziative in questo senso, allo scopo di rendere più chiaro il concetto di Corporate Social Responsibility con esempi concreti.

Cisco

La società americana è un leader indiscusso di mercato nel settore networking, e molto attiva in tema di CSR, come facilmente intuibile anche dalla pagina dedicata. Anche la pagina Facebook di Cisco Italia pubblica periodicamente non solo contenuti inerenti a soluzioni e prodotti, ma anche le numerose iniziative di Responsabilità Sociale d’Impresa di cui si fa promotrice.

Ad esempio, citiamo la Donation Bay Band, una rock band composta da colleghi e partner di Cisco che suonano per beneficenza.

Certamente l’iniziativa più importante di Cisco in italia è il progetto Digitaliani.

Come recita la pagina dedicata, “è l’impegno concreto di Cisco in Italia per lo sviluppo e l’innovazione del nostro Paese”.

Un impegno concreto ed efficace, finanziato con ben 100 milioni di euro. Ovviamente I soldi non sono tutto, e se non ben sfruttati rimangono anzi una grande opportunità mancata. Cisco ha dimostrato di non avere problemi a destreggiarsi in attività formative e perfino di evangelizzazione Il lavoro svolto dalla società statunitense è di primo livello: l’obiettivo di raggiungere 100000 studenti nei 3 anni del progetto Digitaliani è stato largamente superato (ad oggi sono 122000 gli studenti formati), potendo contare su 346 academy su tutto il territorio italiano con 1212 istruttori Cisco. Fattore fondamentale è il fatto che l’88% di ragazzi diplomati nei corsi professionali trovi lavoro.

Microsoft

Non manca certo all’appello un brand iconico come Microsoft, che nel tempo ha investito somme e risorse sempre più importanti in temi caritatevoli e sociali, seguendo anche la strada percorsa dal fondatore Bill Gates, fondatore assieme alla moglie Melinda della celebre Gates Foundation, una delle più stimate fondazioni attualmente operanti. Microsoft è molto attiva anche in Italia, ed in particolare citiamo il progetto Ambizione Italia, di cui vi abbiamo parlato anche noi.

Estremamente ambiziosi (come da tradizione Microsoft) gli obbiettivi: entro il 2020 si vuole infatti coinvolgere più di 2 milioni di persone , fornendo nuove competenze a oltre 500 mila studenti e professionisti. Numero davvero sfidanti, ma è anche vero che il gap formativo in campo informatico è particolarmente ampio, e solo con sforzi davvero importanti si potrà allineare il nostro Paese al resto d’Europa in tempi ragionevoli. Il futuro non aspetta.

Dell

La famosa azienda produttrice di computer (e non solo) fondata da Michael Dell è convintamente impegnata nella Corporate Social Responsibility a cui dedica molte attenzioni e svariando a 360 gradi: istruzione, efficienza energetica, impatto ambientale, riciclaggio sono solo alcuni dei campi che vedono Dell protagonista. Ad esempio, il progetto Saldo netto positivo: come dice la stessa società americana, “dare al mondo e alla società più di quanto ne viene sottratto significa creare un saldo netto positivo.”

Dell non solo usa plastiche riciclate, ma nell’ottica di aiutare a preservare e pulire gli oceani dalle milioni di tonnellate in essi riversate, ha scelto di usare particolari resine derivanti da un importante quantitativo di plastica raccolta proprio dall’oceano, che è una delle più costose e complesse da riciclare e recuperare: un chiaro esempio di sforzo ecologico, anche a fronte di una minor economia di produzione.

Dimension Data

La società sudafricana è un vero gigante nel settore dei servizi IT ibridi, ed è al tempo stesso una delle aziende più esposte in tema di Corporate Social Responsibility. Sono davvero numerosi i progetti gestiti o portati a termine da Dimension Data, che da sempre riesce a coniugare perfettamente sostenibilità e redditività.

Spinto dalla notoria passione per il ciclismo del Presidente Esecutivo Jeremy Ord, un esempio straordinario di concreto sostegno a chi è meno fortunato è  il programma HHH (Heads, Hearts and Hands) aziendale, che si è reso noto anche grazie alla gestione del Team Dimension Data. Partecipando all’ UCI World Tour, il team contribuisce a sensibilizzare sul team della povertà in Africa. Il merchandise stesso alimenta la macchina di raccolta fondi, che vengono utilizzati per acquistare sempre più biciclette, pensate per resistere in ambienti certamente meno agevoli delle strade europee.

Sono già oltre 1500 quelle donate, che aiutano i ragazzi a diminuire drasticamente l’abbandono scolastico, e alle famiglie di raggiungere luoghi di lavoro altrimenti non accessibili.

Ibm

Anche uno dei più antichi e noti nomi del mondo informatico ha un proprio programma in merito alla Corporate Social Responsibility. Già nel 2004, Ibm ha emanato un codice di condotta per i propri fornitori che definisce i comportamenti che le aziende devono osservare riguardo ad alcuni temi del lavoro, come orario di lavoro, stipendi, non discriminazione, sicurezza e rispetto dei diritti umani.

In Italia è attiva la Fondazione Ibm Italia, che porta avanti numerose iniziative di istruzione, volte anche a favorire la parità dei diritti e integrazione fra uomini e donne, che ne settore IT è particolarmente sbilanciato. Il Progetto Nerd (Non È Roba per Donne) ne è un valido esempio.

Non mancano numerose iniziative in supporto alle associazioni di volontariato, e altri progetti in tema di salute. Un impegno a tutto tondo, quello di Ibm. E molto ben strutturato e radicato, a ulteriore riprova della maturità raggiunta anche in termini di Corporate Social Responsibility.

Oracle

Uno dei pesi massimi del settore  non poteva certo chiamarsi fuori da percorsi di responsabilità sociale, ed infatti Oracle ha un esteso programma di Corporate Social Responsibility, che vede impegnati in maniera particolarmente assidua i propri dipendenti in attività di volontariato, secondo quella che la società americana definisce Oracle Corporate Citizenship.

È Safra Catz, CEO di Oracle, a ricordare con orgoglio le 100000 ore  del proprio tempo e talento, offerte dai dipendenti per opere di volontariato nel contesto del programma Oracle Volunteering.

Il programma peraltro cresce anno dopo anno, come si evince dal rapporto pubblicato.

Google

Poteva forse mancare, la grande G, all’appello delle società impegnate attivamente in Corporate Social Responsibility? Ovviamente no. Anzi, Google ha un sito aziendale specificamente dedicato al tema della sostenibilità.

La società americana ha un efficiente programma che le consente di limitare sempre più la propria “impronta” ambientale, ottimizzando i consumi (i data center di Google consumano in media oltre il 50% in meno rispetto allo standard) e investendo pesantemente in energie rinnovabili: vale la pena di ricordare che Google è 100% su rinnovabili già dal 2017.

Ma non solo: non tutti sanno che Google usa una parte consistente di materiali riciclati anche per i propri server, riducendo di fatto l’immissione di rifiuti difficilmente smaltibili nell’ambiente.

Anche la filiera deve sottostare ad importanti certificazioni, e rischiare di essere esclusi da un cliente del calibro di Google è sicuramente uno stimolo importante per tutti.

Hewlett Packard Enterprise

La società americana , nata nel 2015 dalla scissione di Hewlett-Packard, ha un programma di responsabilità aziendale denominato Living Progress in cui crede ed investe con energia, arrivando talvolta perfino a superare gli obbiettivi che si era prefissata. Un esempio? La riduzione dell’emissione di gas serra. Il target era di ridurli del 25% entro il 2025, ma già nel 2017 HPE aveva abbondantemente superato la quota, arrivando al 29%.

Analogo impegno viene richiesto alla supply chain, a riprova della serietà che HPE mette nei propri progetti di sostenibilità. Ambizioso il target, sempre entro il 2025, di arrivare al 50% di energie rinnovabili per le proprie produzioni.

Va ricordato che si tratta non solo di servizi, ma anche di hardware, il che rende molto più difficile lavorare sul fronte energetico. HPE però lo sta facendo, e con ottimi risultati (già nel 2017 le rinnovabili pesavano oltre il 25%).

Samsung

Chiudiamo questa nostro percorso lungo le azioni in tema di sostenibilità delle grandi aziende IT con un peso massimo dell’elettronica di consumo, Samsung.

La società coreana ha preso molto sul serio la Corporate Social Responsibility, cui dedica risorse ed idee, raccolte in una parte del sito a esse dedicato.

Ad esempio, sono oltre 27.000 i ragazzi di più di 244 istituti distribuiti 50 paesi diversi, ad essere stati accompagnati in un percorso formativo che desse loro una formazione professionale in ambito IT, aumentando notevolmente le possibilità di impiego.

Anche sul fronte healthcare, Samsung si è distinta in maniera meritevole: nel solo 2017 sono state supportate 101 scuole e centri con oltre 180000 studenti e medici interni, in 8 paesi diversi.

Tutte le altre aziende

In chiusura, vogliamo ricordare che molte altre aziende non incluse nel nostro articolo hanno validi progetti di Corporate Social Responsibility, e ad ognuna di loro vanno estesi i complimenti per l’impegno per la sostenibilità.

Le invitiamo a segnalarci le iniziative: troveranno spazio su queste pagine.

Spesso arrivano ad offrire servizi e supporto laddove non arrivano governi locali, in particolare nelle zone meno fortunate del mondo.

Che sia anche un sistema per ottenere un ritorno in termini di immagine, tutto sommato, conta molto poco.

Quello che conta è il risultato, e chiunque ne possa beneficiare ne è molto più consapevole di chi solleva obiezioni, stando comodamente seduto ad una scrivania e senza affrontare nessuno dei disagi cui sono esposti i beneficiari dei programmi di Corporate Social Responsibility.

 

 

 

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