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Perché i connected worker sono il motore delle aziende post Covid

La digitalizzazione favorisce l’evoluzione della forza lavoro in Connected Worker, che diventano il cuore pulsante delle aziende resilienti, in tutti i settori. Lo spiega il Chief cloud officer di Aveva

Durante il periodo di lockdown abbiamo sperimentato tutti l’alto livello di adattabilità degli esseri umani. La digital transformation ha portato grandi cambiamenti nell’ambito della forza lavoro, e la nuova normalità post-covid appare come un mondo dove esiste un bilanciamento tra lavoratori sparpagliati sul territorio e una forte enfasi sulla business continuity.

Certo è che, avendo sperimentato il remote working, molti lavoratori vorrebbero poter godere anche in futuro di una certa flessibilità sul proprio orario di lavoro. Da un sondaggio del Pew Research Center è emerso che il 71% dei lavoratori americani, se potesse, vorrebbe continuare a lavorare da remoto. Allo stesso tempo, un numero crescente di organizzazioni, come Google e Microsoft, ha deciso di adottare il lavoro a distanza nel lungo periodo.

Ma cosa significa per le organizzazioni dei diversi settori industriali avere una forza lavoro senza una sede fissa? Le aziende manifatturiere o le compagnie elettriche, finora strettamente dipendenti dalle loro sedi fisiche, come possono prepararsi a questi cambiamenti così radicali, soprattutto se vogliono attrarre e trattenere nuovi talenti? E come incide questo sulla business continuity? Ce ne parla Ravi Gopinath, Chief Cloud Officer e Chief Product Officer di Aveva.

Colmare il divario geografico

Con la digitalizzazione del business, il cloud, l’intelligenza artificiale e gli strumenti di collaborazione avanzati contribuiscono a evolvere le operations nel mondo industriale. Società che fanno software industriali guidano questa innovazione, fornendo prodotti, servizi e soluzioni che potenziano la digitalizzazione e le infrastrutture di processo, permettendo la transizione verso un mondo in cui le operations sono gestite e controllate virtualmente da una forza lavoro connessa e consapevole, i Connected Worker.

Le industrie che si stanno delineando sulla scia della pandemia potranno contare su una forza lavoro potenziata e connessa. Man mano che una nuova generazione di lavoratori – quelli che non conoscono una vita senza internet – inizierà a ricoprire ruoli di responsabilità, le competenze basate su anni di esperienza saranno gradualmente sostituite da nuove competenze digitali.

Designer, ingegneri, operatori, manager saranno dotati di strumenti di informazione, analisi e automazione che permetteranno loro di svolgere i propri compiti in modo efficiente e sicuro, non solo grazie alle loro capacità individuali, ma anche in quanto team connessi digitalmente. I Connected Worker costituiranno il cuore pulsante dell’organizzazione resiliente post-Covid.

Ricostruire l’ecosistema della forza lavoro

La tecnologia sarà determinante per costituire la nuova forza lavoro. Grazie al cloud e all’Intelligenza Artificiale il workplace sta già evolvendo. Le soluzioni digitali permettono l’accesso da remoto alle sedi fisiche, una volta occupate dai lavoratori, e forniscono gli strumenti necessari per collaborare con i colleghi interni ed esterni, sia umani che robot.

Le applicazioni dovranno interoperare in maniera continua per affrontare casi d’uso complessi e garantire il corretto workflow. Non importa quanto complessa o ricorrente sia la funzionalità richiesta, le informazioni rilevanti dovranno essere estratte, contestualizzate e presentate in modo semplice e chiaro. L’automazione e continui aggiustamenti saranno necessari per fornire un’assistenza digitale adeguata, e l’esperienza d’uso del software industriale dovrà essere paragonabile a quella del mondo consumer in quanto a intuitività e facilità d’uso.

Il cloud è alla base dei tool di collaborazione avanzata, ma sarà l’accelerazione impressa dall’AI, combinata con i big data, a permettere ai team di migliorare le performance. Tutto questo, insieme al potenziamento dei tool per la formazione sul cloud, contribuirà allo sviluppo di competenze specifiche dei lavoratori che si adatteranno all’evolversi dei ruoli e dei requisiti lavorativi.

Due figure chiave: Digital Twin e Connected Worker

Due sono le figure chiave che emergeranno nel new normal: il Digital Twin e il Connected Worker.

Un Digital Twin può essere semplicemente definito come una rappresentazione digitale di un oggetto fisico basata sui dati. E’ ciò che negli ambiti chiave dell’industria – ingegneria, produzione, manutenzione e supply chain – fornisce previsioni analitiche basate sulle performance e permette di prendere decisioni e soddisfare le esigenze   di business.

Il Connected Worker sfrutta questi elementi per dare loro un contesto, fornendo l’insight, la guida e gli strumenti per garantire risultati sicuri, efficaci e coerenti, specifici per ogni ruolo. Quando i lavoratori impegnati lungo tutta la catena del valore produttiva hanno accesso istantaneo alle stesse informazioni, il processo decisionale è più veloce, più preciso e più redditizio.

Un esempio di come i due elementi possono combinarsi tra loro, spiega Gopinath, li troviamo nei progetti realizzati per Suncor, specializzata nella produzione di greggio sintetico da sabbie bituminose, e il fornitore di energia Duke Energy.

Entrambe le aziende utilizzano l’hardware di Schneider Electric combinato con la modellazione dinamica di Aveva, i tool di prognostica e gli analytics basati su AI per ottimizzare i processi fra i vari assets, combinando i dati provenienti da varie parti dell’impianto fino ad influenzare le pianificazioni delle operations.

Il risultato è che entrambe possono rilevare in anticipo i guasti delle unità, identificare potenziali problemi di produzione o guasti alle attrezzature prima che si verifichino e ottimizzare le prestazioni passando automaticamente a diverse componenti dell’impianto per prevenire e impedire il guasto. Suncor oggi può contare su una maggiore produzione e una ottimizzazione del ciclo di vita del proprio portfolio; Un singolo evento avverso sarebbe potuto costare 34 milioni di dollari a Duke Energy che, però, è riuscita ad intervenire tempestivamente grazie all’attività predittiva basata sull’AI.

Il digitale porta concreti benefici economici in tutta la catena del valore; strumenti come il Digital Twin permettono ai Connected Workers di prendere decisioni più informate, collaborare in tempo reale, migliorare la sicurezza e l’efficienza e guidare la sostenibilità attraverso tutte le operazioni. Il risultato di tutto questo è un’organizzazione interconnessa e resiliente, che lavora insieme, indipendentemente da dove si trovi e dal fuso orario in cui operi. Questa è la vera promessa della trasformazione digitale.

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