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Citrix, lo smart working incentiva la fuga dalle città

Citrix e l’istituto di ricerca OnePoll hanno intervistato 1000 lavoratori della conoscenza in Italia, interrogandoli sull’impatto dello smart working sulle scelte abitative.

Fabio Luinetti, Country Manager di Citrix Italia ha presentato la ricerca, condotta dal 23 novembre al 1 dicembre 2020, che risente quindi appieno dell’emergenza coronavirus e degli effetti dello smart working.

Il 57% del campione afferma che prenderebbe in considerazione l’idea di trasferirsi da una città ad un’area rurale, se potesse lavorare in modo flessibile. Secondo Luinetti, lo scatto culturale avvenuto nel 2020 è stato di portata epocale e permesso dalla tecnologia che – in tempi neppure troppo remoti – non era sufficientemente matura per consentire queste scelte di vita.

Fra quanti hanno dichiarato di volersi trasferire in periferia o area rurale, ben il 76% afferma che questo spostamento non sarebbe un problema in quanto potrebbe svolgere il proprio lavoro da qualsiasi luogo.

In totale, il 39% del campione intervistato sta fattivamente progettando di trasferirsi (o l’ha già fatto) perché a causa della pandemia lavora esclusivamente da remoto.

A cambiare è anche la percezione sulla propria carriera e sull’impatto di un luogo scelto come abitazione. Se prima del Covid il 55%del campione faceva riferimento alla grande città per l’impatto positivo sulle opportunità professionali, oggi solo il 36% ha mantenuto immutata la propria opinione, mentre il 45% ora crede che non faccia alcuna differenza. Significativo il fatto che il 13% creda che vivere in una grande citta abbia addirittura un effetto negativo.

Il più grande vantaggio dello smart working, evidenziato dagli intervistati da Citrix, è che possono utilizzare in maniera produttiva il tempo normalmente destinato al pendolarismo.

citrix smart working

Lavorare da casa, secondo il campione, presenta numerosi vantaggi. Il 50% ritiene di poter risparmiare emissioni di gas serra e proteggere meglio l’ambiente, eliminando lo stress degli spostamenti casa-lavoro.

Anche avere più tempo da passare con la famiglia o ai propri hobby è un indubbio vantaggio; in generale il 45% degli intervistati da Citrix pensa che il suo livello di produttività sia più alto in smart working rispetto al tempo speso in ufficio.

Solo il 43% del campione intervistato da Citrix e OnePoll vorrebbe tornare a lavorare full time una volta che sia sicuro farlo, anche se potesse continuare a farlo da casa e in smart working.

Molto significativo che il 53% degli intervistati accetterebbe (o addirittura ha già accettato) una riduzione di stipendio in cambio di un ruolo al 100% da remoto che permetta di lavorare ovunque. Il 33% accetterebbe una riduzione fino al 15%, e l’11% fino al 20%.

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