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Buy Now Pay Later, cos’è e come funziona la nuova frontiera dello shopping

Da qualche tempo è salito alla ribalta il nuovo acronimo BNPL, che sta per Buy Now Pay Later e rappresenta esattamente quello che il suo nome promette: la possibilità di acquistare immediatamente un bene dilazionandone però il pagamento.

Si differenzia dal finanziamento tradizionale perché è un’operazione molto più semplice da attivare. Infatti, a volte è sufficiente un semplice clic, e non ci sono oneri a carico dell’acquirente. Tipicamente si parla anche di importi limitati e di periodi di rimborso molto brevi, nell’arco dei tre o sei mesi, ma non mancano le eccezioni.

Ne abbiamo evidenziato le caratteristiche con il supporto di Cristina Iacob, Commercial Strategy Director, South Europe di Experian.

Come funziona il Buy Now Pay Later

Il Buy Now Pay Later viene tipicamente offerto da un merchant, direttamente o indirettamente. Ed è una possibilità ulteriore offerta all’acquirente di personalizzare il suo pagamento. In fase di checkout, chi compera un determinato bene può decidere se pagarlo tutto subito, o distribuire il pagamento in tre rate, senza alcun tipo di interesse. Lato acquirente, la convenienza è evidente.

Dal lato merchant, rappresenta una modalità di acquisire nuovi clienti superando la tradizionale barriera della disponibilità fisica di denaro. Per questo motivo sono i rivenditori a caricarsi delle commissioni del servizio, tipicamente con una percentuale sul veduto.

Un mercato in forte crescita

Il Buy Now Pay Later è attualmente una delle aree a più rapida crescita del mondo fintech. Uno spazio chiave da considerare, sia come nuova opportunità di investimento che per il potenziale impatto a lungo termine sugli operatori tradizionali.

È un mercato che sta registrando una crescita significativa connessa al bisogno di rateizzare e dilazionare anche spese essenziali, oltre alla possibilità di concedersi sfizi non immediatamente alla propria portata con la consapevolezza di non aver bisogno di disporre da subito del budget necessario.

Secondo Iacob, l’accelerazione vertiginosa l’ha data la pandemia, che da un lato ha spostato gli acquisti su internet, e dall’altro ha visto centinaia di migliaia di persone in grande incertezza economica approcciare anche con disinvoltura la dilazione. Si tratta di una modalità di pagamento sempre più diffusa per gli acquisti cosiddetti leisure, come i viaggi e l’elettronica di consumo.

Sul mercato, sottolinea la manager di Experian, si stanno muovendo realtà importanti. Alcuni player dell’e-commerce, come Amazon, hanno servizi proprietari, ma il grosso del mercato è gestito da fintech specializzate che operano per così dire da intermediari tra il merchant e il consumatore, con risultati assolutamente degni di nota.

Con l’esplosione degli acquisti online collegati alla pandemia, per esempio, Klarna, una delle fintech private di maggior valore a livello globale e prima in Europa, ha visto crescere la sua valutazione fino a 45,6 miliardi di dollari.

La formula di Klarna, integrata sia sugli e-commerce dei grandi merchant, sia sulle piattaforme usate dai piccoli esercenti, come Shopify e Prestashop, è uguale per tutti: si paga un terzo del costo totale al momento dell’acquisto, un terzo a 30 giorni e il restante a 60, senza interessi né costi aggiuntivi nascosti.Altri player hanno modelli leggermente differenti, che però ricalcano nella sostanza questo schema.

Buy Now Pay Later

Lo scenario italiano

A livello internazionale i primi mercati che hanno registrato una forte crescita del fenomeno Buy Now Pay Later sono stati il Regno Unito e i paesi Nordici. Inoltre è da queste aree che provengono molti dei player di livello internazionale.

Attualmente, i paesi dell’Europa del Mediterraneo, come Italia e Spagna, sono quelli che registrano i tassi di crescita più elevati.

Iacob ritiene che se l’uso del Buy Now Pay Later è esploso durante la pandemia in coincidenza con il sempre più capillare utilizzo dell’ecommerce per gli acquisti, esistono numerosi esempi di Buy Now Pay Later applicato all’esperienza di acquisto in store.

Tra questi quello di Cofidis e del suo servizio PagoDIL, già disponibile in negozio prima della forte crescita globale del BNPL.

Attualmente, anche a livello nazionale, la principale espansione del business BNPL si registra legata al canale e-commerce.

Cristina Iacob
Cristina Iacob

Possibili rischi del Buy Now Pay Later e prestito responsabile

La grande semplicità di utilizzo del Buy Now Pay Later, spesso veicolato tramite app dedicate, rende questa forma di acquisto tanto immediata quanto potenzialmente problematica, con il rischio di stimolare il sovraindebitamento. La rimozione del limite anche psicologico della disponibilità del credito può spingere i consumatori a impegnarsi per più di quanto possano realmente gestire.

Il timore degli economisti, avverte Experian, è che questa forma di finanziamento possa sul lungo periodo incoraggiare dei prestiti che non potranno essere risarciti, generando una sorta di bolla. A preoccupare è soprattutto il fatto che il BNPL non è regolamentato e che non sono previste clausole di tutela per i consumatori, che vengono incoraggiati a spendere senza rendersi conto di quanto debito stanno accumulando.

Le somme impegnate tramite BNPL non contribuiscono oggi al Credit Bureau. Di conseguenza, è difficile calcolare questo indebitamento nel totale dell’indebitamento e nei calcoli di affordability.

Per la sua immediatezza e l’affinità al canale digitale, al BNPL si stanno rivolgendo soprattutto i consumatori Gen Z e Gen X. Sono generazioni che hanno una minore storia creditizia, quando non ne sono del tutto privi.

Le prime iniziative in questo senso stanno prendendo forma. La FCA inglese che entro la fine dell’anno inizierà a controllare e regolamentare anche le transazioni effettuate via BNPL. I prestatori saranno tenuti a effettuare controlli di accessibilità.

L’aspettativa è che anche l’Europa unita segua nel processo, come parte della nuova direttiva UE sui consumatori. Ma in generale, è importante che anche questi dati convergano nei Credit Bureau. Non solo per motivi di inclusione finanziaria per via della raccolta di referenze positive. Conclude Cristina Iacob, anche e soprattutto per una generale sostenibilità del credito a livello nazionale o internazionale.

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