Home Sostenibilità Axitea: per la crescita sarà sempre meno possibile prescindere dai temi CSR

Axitea: per la crescita sarà sempre meno possibile prescindere dai temi CSR

Responsabilità sociale di impresa, in inglese CSR: è la sfida del momento (e del futuro) con cui dovranno fare i conti tutte le organizzazioni, e il mondo It non fa certo eccezione. Intervistiamo per voi i leader di settore, svelandone strategie, impostazioni e focus d’azione. La tecnologia al servizio di società più eque ed inclusive non è uno slogan privo di contenuti, ma un obbiettivo concreto.
Del resto le aspettative dei cittadini sono elevate e impossibili da ignorare: una ricerca del World Economic Forum realizzata assieme ad Ipsos ha svelato che l’86% delle persone intervistate vorrebbe miglioramenti significativi in termini di inclusività ed equità sociale.
01net ha quindi deciso di intervistare le aziende più prestigiose del mercato IT, chiedendo loro in che modo è cambiato il loro modello di business per accogliere queste importanti istanze.

Ha risposto alle nostre domande Andrea Lambiase, Chief Digital & Innovation Officer, Axitea.

La Corporate Social Responsibility sta determinando importanti cambiamenti nel modo di operare e produrre delle organizzazioni. Etica e profittabilità sono ancora temi opposti, oppure possono convivere con successo?

Andrea Lambiase, Chief Digital & Innovation Officer, Axitea
Andrea Lambiase, Chief Digital & Innovation Officer, Axitea

Non soltanto sono temi destinati a convivere con successo, ma sempre di più andranno a influenzarsi reciprocamente, nel senso che sarà sempre meno possibile prescindere, in termini di crescita delle revenue, dai temi CSR: basti pensare alle normative europee in tema di finanza sostenibile (ad esempio il Regolamento Disclosure EU 2088/2019, in attuazione da marzo 2021, che impone agli operatori del settore finanziario, fra cui le SGR, obblighi di trasparenza e di informativa sui fattori di sostenibilità ESG), gli incentivi alle imprese che adottano modelli ESG, il valore in termini di posizionamento, Brand Equity e Reputazione connessi alla trasparenza, alla sostenibilità e all’eticità del proprio business e trasversalmente dei processi e della governance aziendale, alla cura del benessere dei propri stakeholder (a partire dai dipendenti) e all’attenzione all’ambiente, alla sostenibilità produttiva e ai benefici della digitalizzazione connessi alla sostenibilità e all’innovazione green.

Insomma, il paradigma del Blue+Green Brand è destinato ad influenzare la profittabilità di qualunque azienda sia in termini di riduzione dei costi, sia dal punto di vista del mantenimento/incremento del valore dei propri asset e della propria quota di mercato.

Essere inclusivi e aperti ad ogni tipo di minoranza: un’affermazione che, in passato, è stata più dichiarazione di principio che concreta realtà. Quali sono le vostre policy da questo punto di vista?

Nell’ultimo anno abbiamo triplicato il numero dei colleghi di nazionalità e cultura diversa da quella italiana per i servizi fiduciari e di direzione, mentre negli ultimi tre anni il numero di colleghe è aumentato del 46%.

Siamo consapevoli di approcciare un mercato e un modello di business che tradizionalmente concede poco spazio all’inclusività, anche per limiti connessi alle normative vigenti in Italia sul tema vigilanza. Questa consapevolezza, però, l’abbiamo saputa trasformare in una sfida che stiamo vincendo: nell’ultimo anno abbiamo triplicato il numero dei colleghi di nazionalità e cultura diversa da quella italiana per i servizi fiduciari e di direzione, mentre negli ultimi tre anni il numero di colleghe è aumentato del 46%.

In particolare, il numero delle colleghe addette a servizi di vigilanza è addirittura triplicato. Del resto, Axitea è l’unica azienda del settore ad avere adottato, con orgoglio e come scelta strategica e di immagine, un nome con desinenza femminile.

Parlare di responsabilità sociale sarebbe impossibile senza riflettere sull’integrazione con le comunità in cui le società operano. Che progetti avete per il nostro Paese?

Consentitemi di riprendere l’ultimo concetto della risposta precedente: Axitea ha un nome con desinenza femminile perché la nostra idea di fare sicurezza ha a che fare con il prendersi cura di qualcosa, tutelare qualcosa per conto dei nostri clienti e partner ben oltre ogni tradizionale concetto di difesa.

In questa nostra narrazione e pratica quotidiana, il rapporto costante con il territorio, il contribuire alla sicurezza diffusa delle comunità, al mantenimento della propria eredità culturale tutelando quotidianamente beni artistici di rilevanza mondiale, il preservare asset aziendali che producono quotidianamente ricchezza per il Paese e reddito per i singoli lavoratori, l’assicurare quotidianamente l’integrità di infrastrutture critiche di livello nazionale,  è il nostro contributo quotidiano in termini di responsabilità sociale e contestualmente parte integrante della nostra mission aziendale.

Il welfare aziendale, molto sviluppato nelle nazioni del nord Europa, ha fatto fatica ad affermarsi in modo organico in Italia. Nelle vesti di leader It, in che modo agevolate la vostra forza lavoro?

Abbiamo approcciato il tema partendo da un settore per noi strategico, quello delle Centrali Operative (CO), per il quale abbiamo varato alcune iniziative strategiche quali la concessione di un importo top down rispetto alla retribuzione ordinaria e spendibile su un portale di servizi di welfare quali viaggi, tempo libero, buoni scuola ecc.

Stiamo valutando in che termini e su quali settori prioritariamente estendere l’iniziativa, con l’obiettivo condiviso a livello di management, di estendere tali benefici a tutta la popolazione aziendale.

Axitea Treedom

 

In ultimo, impossibile non parlare di sostenibilità ambientale, anche alla luce della COP26 e della fortissima sensibilità sulle tematiche da parte dell’opinione pubblica. Come avete progettato la vostra roadmap per ridurre la vostra impronta ecologica?

La nostra idea del prendersi cura di qualcosa non può e non deve tralasciare, ma anzi deve porre in primo piano, il prendersi cura del nostro pianeta e degli ecosistemi che ne garantiscono la sopravvivenza.

In questo campo la nostra risoluzione è – se possibile – ancora maggiore. Siamo consapevoli del fatto che l’erogazione di servizi di vigilanza e system integration sul campo ed il conseguente utilizzo quotidiano di una flotta di parecchie centinaia di automezzi comporti la necessità di mitigare la nostra impronta in termini di CO2. Per questo siamo attivi da oltre un anno su sperimentazioni avanzate di conversione parziale del nostro parco veicoli a forme alternative e sostenibili di alimentazione, a partire dall’elettrico.

Abbiamo inoltre attivato nel corso del 2021 una partnership strategica con Treedom tesa al finanziamento di progetti agroforestali, andando a compensare il nostro carbon footprint con volumi equivalenti di riassorbimento della CO2 emessa attraverso azioni di rimboschimento del pianeta.

Abbiamo inoltre avviato progetti congiunti con provider di energia elettrica ricavata da fonti alternative e pulite, con lo scopo di approvvigionare l’azienda in modo sostenibile e non impattante per l’ambiente. Del resto, la nostra idea del prendersi cura di qualcosa non può e non deve tralasciare, ma anzi deve porre in primo piano, il prendersi cura del nostro pianeta e degli ecosistemi che ne garantiscono la sopravvivenza.

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