Auto a guida autonoma: BMW, Intel e Mobileye fanno piattaforma

Ironia della sorte: l’annuncio è arrivato il giorno dopo il tragico incidente avvenuto negli Stati Uniti; incidente nel quale il pilota di una Tesla Model S ha perso la vita in un incidente, a seguito di un uno scontro con un camion e la sua macchina, settata in mode “Autopilot”.
Inevitabili dunque le domande: “Un giorno triste, un triste incidente”, lo ha definito il Ceo di BMW Harald Krüger, che ne ha tratto però spunto per ribadire come le tecnologie per le cosiddette autonomous cars, macchine a guida autonoma, siano ancora premature per una produzione in serie.
Ci si lavora, però.
E ci stanno lavorando insieme BMW, per l’appunto, Intel e Mobileye, nella piena consapevolezza che un esito commerciale dell’alleanza non si vedrà prima del 2021.

 

Focus sulla piattaforma

La singolarità di questa alleanza, che ha visto sul palco le teste di serie delle tre società, dunque Harald Krüger per BMW, Brian Krzanich, Ceo di Intel, e Amnon Shashua, presidente di Mobileye, è che si tratta di una vera e propria cooperazione, in un’ottica di open standard e di condivisione di esperienze e competenze in ambiti allargati, che includono anche il fronte delle mappe e quello del machine learning.
Di fatto, le tre aziende svilupperanno congiuntamente una nuova piattaforma, che verrà resa disponibile ai player dell’industria automobilistica e a chi vorrà far parte dell’alleanza.
BMW, Intel e Mobileye vogliono andare oltre ciò che già esiste: non si parla semplicemente (per quanto eufemistico anche questo semplicemente possa sembrare) di una guida “hands off”, senza mani, o di sensori che possono regolare velocità e frenate. Al momento ci si muove in un contesto nel quale il guidatore deve comunque mantenere il controllo della vettura.
L’obiettivo dei tre partner è abilitare un livello di automazione tale da poter definire la guida “eyes off, mind off, driver off”.
La demo, suggestiva, mostra non solo un guidatore che legge le email, risponde alle chiamate, discute progetti, mentre la macchina autonomamente adatta il percorso alle condizioni di traffico reali, ma mostra anche un’auto che, dopo aver lasciato scendere il guidatore (posto che tale lo si possa ancora chiamare), si dirige da sola verso il parcheggio o verso un altro utente che la utilizzerà successivamente.

Definire standard industriali

È evidente che per raggiungere questo livello di automazione è necessaria una capacità computazionale decisamente maggiore rispetto al passato, è richiesto software specifico, è richiesto, soprattutto, un livello di collaborazione con i fornitori di tecnologia finora mai esplorato dalle aziende automobilistiche.
Il focus, lo sottolineano, è sulla definizione di standard industriali, che dovrebbero aiutare l’intera industria ad accelerare gli sviluppi nel segmento delle macchine a guida autonoma.
Una accelerazione – l’ha definita Krzanich – indispensabile per aumentare gli aspetti di sicurezza e per aiutare anche gli organismi regolatori a comprendere e decidere quanto un veicolo a guida autonoma sia effettivamente pronto per la strada, lasciando nel contempo sufficiente libertà di progettazione ai singoli produttori”.

Ma cosa portano in dote i tre partner?
Intel i processori cui sarà demandato il controllo dei sensori; Mobileye la sua tecnologia Road Experience Management (REM), oltre al nuovo chip EyeQ5, reso disponibile per le piattaforme Intel; BMW la sua expertise nella progettazione e produzione di automobili.

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